Riordino gioco: rischio concentrazione per piccoli operatori
I deputati Andrea De Bertoldi e Giulio Centemero (Lega) chiedono al Mef tutele per i 150.000 addetti del settore del gioco a fronte di nuovi bandi dai costi d’accesso elevati.
“Un significativo innalzamento dei valori economici necessari per la partecipazione alle gare potrebbe favorire una forte concentrazione delle concessioni”. Con questa preoccupazione i deputati della Lega Andrea De Bertoldi e Giulio Centemero hanno presentato ieri, 10 marzo 2026, un’interrogazione (la numero 5-05146) al ministero dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, per fare luce sul futuro del comparto.
Al centro della questione ci sono i nuovi bandi per la “raccolta di gioco fisico mediante apparecchi Awp” e Vlt, oltre che per scommesse e bingo.
NUOVE REGOLE PER I BANDI DI GARA
Il processo di riordino del settore mira a uniformare le norme su orari e distanze dai luoghi sensibili. Tuttavia, le indiscrezioni sui nuovi bandi destano allarme tra gli operatori. Si parla infatti di lotti con un “numero minimo di apparecchi e diritti locali dimezzato”, che passerebbero da 8.000 a 4.000 Awp. La vera criticità risiede nel costo: un “prezzo base di 25 milioni di euro mediante procedura d’asta al massimo rialzo”. Questo modello si discosta radicalmente dal passato, quando i lotti erano più ampi e il prezzo predeterminato.
IL RISCHIO DI OLIGOPOLIO NEL SETTORE
Secondo gli interroganti, i nuovi requisiti economici potrebbero tagliare fuori molte realtà. Il timore è che il mercato finisca nelle mani di “un numero molto limitato di operatori dotati di ingenti risorse finanziarie”, inclusi i grandi fondi di investimento internazionali. Tale scenario configurerebbe una struttura di mercato “potenzialmente in tensione con i princìpi di libera concorrenza”, penalizzando la pluralità che ha finora caratterizzato la raccolta del gioco pubblico in Italia.
SOS TENIBILITÀ PER LE PICCOLE IMPRESE
Le imprese medio-piccole sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più alto. L’interrogazione sottolinea come queste realtà potrebbero incontrare “maggiori difficoltà a competere in presenza di condizioni economiche di accesso particolarmente elevate”. Il pericolo non riguarda solo le aziende, ma ha pesanti “ripercussioni sulla sostenibilità delle attività” e sulla stabilità occupazionale di un comparto che conta oggi “circa 150.000 addetti”.
RICHIESTA DI CONFRONTO CON LE CATEGORIE
I deputati chiedono quindi al Governo quali siano gli orientamenti definitivi sulle modifiche regolamentari. Viene sollecitato un “confronto con le organizzazioni di settore e le associazioni di categoria” prima di procedere con i bandi. L’obiettivo dichiarato è quello di giungere a un “quadro normativo equilibrato per l’intero comparto”, che sappia coniugare le esigenze di regolazione con la tutela della concorrenza.