Riordino gioco, Zamparelli (Sts-Fit): ‘Si punti su tutela della rete e stop ai balzelli’
Il presidente di Sts-Fit, Emilio Zamparelli, sul riordino del gioco fisico ha le idee chiare: serve filiera unita, salvaguardia delle tabaccherie, distanziometro da superare e allineamento tra gioco fisico e online.
Emilio Zamparelli, presidente di Sts-Fit
In vista del riordino del gioco fisico in Italia, abbiamo intervistato Emilio Zamparelli, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi – Federazione italiana tabaccai, per fare il punto su uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni per l’intera filiera. Con lui abbiamo affrontato temi centrali per il settore: dall’esigenza di mantenere unita la rete alla preoccupazione per una possibile deriva “gare-centrica”, fino alla salvaguardia degli esercenti e dei posti di lavoro. Un confronto diretto anche sull’insostenibilità economica che pesa sulle sale, sui “balzelli” che gravano sugli operatori, sul paradosso del distanziometro nell’era digitale e sul divario ormai strutturale tra payout e fiscalità di fisico e online. Un quadro complesso, che Zamparelli analizza con la consueta chiarezza.
Presidente, lei ha affermato che concentrare l’attenzione esclusivamente sul tema delle gare sia un errore e che la filiera debba trovare un’unità che oggi manca. In che modo le diverse anime del settore possono superare i propri interessi particolari per presentarsi con una voce sola davanti al Governo, evitando che il riordino si riduca a una mera questione di cassa per lo Stato?
“È innegabile che, nelle ultime settimane, il dibattito sia stato incentrato esclusivamente sulle gare. Ma il riordino non può essere ridotto ad una mera questione economica e di mercato. Come filiera abbiamo il dovere e la responsabilità di affrontare ogni aspetto, come quello della tutela del giocatore, della lotta all’illegalità, del distanziometro e degli orari. Questi sono punti non divisivi su cui l’intero comparto può e deve confrontarsi per cercare di giungere ad una posizione comune. Ed è proprio attraverso il dialogo che potrebbero emergere altri punti di convergenza. Davanti alla sfida del riordino la filiera deve essere unita: solo parlando con una voce sola saremo credibili e daremo forza alle nostre istanze.”
Lei ha lanciato un allarme circa il rischio che la rete di raccolta venga “azzerata” con le prossime gare, poiché l’attuale operatore non ha la certezza di continuare a raccogliere il gioco. Quali clausole o garanzie specifiche chiedete per tutelare i punti vendita storici, come le tabaccherie, affinché non siano penalizzati da possibili scelte discrezionali dei futuri concessionari?
“Con le nuove concessioni si riparte da zero, non solo per i concessionari ma anche per l’intera rete di raccolta. Per i concessionari la sopravvivenza è legata alla capacità di aggiudicarsi la gara, per i tabaccai essa dipenderà sia da eventuali vincoli normativi, sia dalla volontà dei concessionari stessi di rinnovare i punti vendita. Siamo coscienti che sarà difficile per il legislatore intervenire sulla salvaguardia della rete di raccolta, ma siamo altresì consapevoli dell’importanza delle tabaccherie per i concessionari e per l’intero comparto. E infatti siamo sicuri che il prossimo riordino non può prescindere dalla nostra professionalità, dalla nostra preparazione e dalla sicurezza che da sempre garantiamo al settore. Per questo sarà nostro compito avviare un confronto con tutti i concessionari per salvaguardare le tabaccherie che già offrono gioco e favorire l’espansione della rete di raccolta nelle altre.”
In passato, alcune gare sono state pagate indirettamente dagli esercenti attraverso canoni e balzelli imposti dai concessionari per rientrare dagli esborsi pesanti. Quali meccanismi di controllo dovrebbero essere inseriti nel decreto di riordino per assicurare che il costo delle nuove concessioni sia economicamente sostenibile e non venga nuovamente scaricato sull’anello finale della catena?
Il primo passo per evitare i canoni è che le gare siano economicamente sostenibili per i concessionari. Fare gare troppo onerose porta, come già successo in passato, a recuperare il pesante esborso con l’imposizione di canoni alla rete vendita. E non vogliamo essere di nuovo noi a pagare indirettamente una parte del costo delle gare.”
Lei definisce “assolutamente sbagliato” accettare ancora vincoli di distanza o fasce orarie in un mercato dove si può giocare liberamente da uno smartphone in qualunque luogo. Come pensa di convincere le istituzioni locali che il presidio fisico del tabaccaio è uno strumento di tutela maggiore rispetto all’offerta online, che rende il giocatore “invisibile” e non monitorabile?
“Il riordino non può partire da strumenti vecchi, come distanze e orari, che si sono dimostrati inefficaci, non hanno tutelato il consumatore, e sono serviti agli enti locali solo come vessilli per fare guerra al gioco. Oggi, più di ieri, questi strumenti sono inutili potendo il consumatore accedere all’intera offerta di gioco comodamente da casa. E allora serve una presa di coscienza e un forte senso di responsabilità da parte del legislatore: solo così si può abbandonare l’impianto di distanze e fasce orarie che nella pratica si è rivelato completamente inutile oltreché dannoso per chi opera nella legalità. È necessario rivalutare il ruolo della rete vendita affinché diventi un vero presidio di tutela per i soggetti fragili. Una rete adeguatamente formata, come quella delle tabaccherie, può diventare un punto di primo ascolto e orientamento, dove il giocatore in difficoltà può trovare assistenza ed essere orientato verso i percorsi di cura. Con gli enti locali deve nascere un rapporto di collaborazione attiva e le tabaccherie devono diventare il braccio operativo delle istituzioni per il contrasto al gioco patologico e problematico.”
Il gioco fisico garantisce il 94 percento delle entrate erariali ma soffre di una fiscalità più alta e di payout meno competitivi rispetto all’online. Nel piano di riordino 2026, quali interventi tecnici ritenete indispensabili per rinnovare i prodotti fisici e renderli più innovativi, evitando che la forbice con il digitale porti alla crisi definitiva dei punti vendita terrestri?
“La riflessione sul divario di payout tra gioco fisico e digitale è urgente. Una differenza così marcata spinge inevitabilmente il giocatore verso l’online, lasciando l’utente in una dimensione di gioco più solitaria e meno monitorata. Il riordino deve intervenire sul tema fiscale e in particolare sul payout, accorciando le distanze tra il canale fisico e digitale, e garantendo così la sostenibilità del comparto retail. Mi rendo conto che non è semplice capire come innovare i prodotti di gioco, specialmente quelli storici, ciò non toglie che i concessionari non debbano metterci mano, anzi si tratta di un intervento indispensabile visto che oramai sono troppo distanti dalle aspettative del consumatore. Sarà necessario anche sviluppare nuove tipologie di gioco al passo con i tempi, che sappiano coniugare tradizione e innovazione. La tutela della rete fisica passa anche da questo.”