Riordino gioco, Zega (Codere): ‘Molti dubbi sulla sostenibilità della gara’

Scritto da LP

Al convegno del Milton Friedman Institut, Zega – Direttore Affari Istituzionali di Codere – evidenzia rischi finanziari e occupazionali legati alle AVP e VLT se non si interviene su fiscalità e payout.

Roma – Marco Zega, Direttore Affari Istituzionali e Sviluppo Business di Codere Italia, nel corso del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” organizzato dal Milton Friedman Institut nella giornata di oggi, 4 marzo, ha espresso dubbi sulla sostenibilità della prossima gara per le concessioni di gioco.

Secondo Zega, alla luce delle indiscrezioni circolate sui contenuti della riforma, oltre la metà delle Awp e una quota rilevante delle Vlt “non riuscirebbero a generare flussi di cassa sufficienti a ripagare gli investimenti richiesti nei nove anni della futura concessione”.

I dati contenuti nell’analisi presentata da Codere evidenziano che, nel 2025, il payback period medio delle Awo si attesterebbe a 6,1 anni. Un tempo di recupero definito “critico” perché lascerebbe solo l’ultimo terzo della concessione come effettivo margine operativo. Ancora più significativo è il dato sulla distribuzione per cluster di gross win: oltre il 50 per cento delle macchine non presenterebbe condizioni adeguate per il recupero dell’investimento nell’intera durata concessoria. In particolare, le Awp con gross win fino a 50 euro – pari al 48 per cento del totale – lavorerebbero sostanzialmente per coprire i costi, senza generare marginalità.

Anche il segmento Vlt mostra forti criticità. L’analisi distingue tra sale ad alte performance (come le grandi sale specializzate e bingo) e sale di piccole e medie dimensioni. Solo circa 250 sale ad alto rendimento – per un totale stimato di circa 11.250 Vlt, pari a circa il 20 per cento delle 54mila macchine operative – sarebbero in grado di sostenere senza difficoltà l’investimento nella nuova gara. Per le Vlt con performance medie, il tempo di recupero si collocherebbe attorno ai 6 anni (due terzi della concessione), mentre nelle sale più performanti scenderebbe tra 3,8 e 4,7 anni.

Le conseguenze sul gettito erariale, secondo le stime, sarebbero rilevanti. La fuoriuscita dal mercato di almeno il 50 per cento delle gaming machines comporterebbe una perdita di oltre 1 miliardo di euro di Preu per le Awp e di oltre mezzo miliardo per le Vlt, per un totale che potrebbe superare gli 1,6 miliardi di euro. “Mentre un’entrata immediata stimata in 1,2 miliardi può sembrare interessante, le perdite ricorrenti superano di gran lunga questo valore”, ha sottolineato Zega.

L’impatto si estenderebbe anche al piano occupazionale. Il comparto delle gaming machines sostiene attualmente tra 48mila e 56mila lavoratori lungo l’intera filiera. Una contrazione del 50 per cento del parco macchine potrebbe determinare la perdita di circa 24mila posti di lavoro tra gestori, esercizi generalisti (bar e tabacchi), sale specializzate e indotto tecnologico. A questo si aggiungerebbe una perdita di gettito indiretto stimata in circa 700 milioni di euro annui tra Irpef, contributi previdenziali e maggiori oneri per ammortizzatori sociali, oltre agli effetti su Ires, Irap e Iva legati alla riduzione dei margini aziendali e dei consumi.

Nel documento si evidenzia inoltre un possibile effetto sistemico: la desertificazione del canale legale, soprattutto quello generalista, potrebbe favorire un’espansione del gioco illegale e della criminalità organizzata, con ulteriori ricadute negative sul controllo del territorio e sulla trasparenza fiscale.

Come possibile correttivo, Codere Italia propone una revisione fiscale che preveda un riallineamento tra prodotto fisico e online: riduzione del Preu e contestuale aumento del payout del 5 per cento. In questo scenario, il payback period delle Awp scenderebbe a 3,3 anni, riportando il tempo di recupero su livelli ritenuti sostenibili e rendendo più attrattiva la partecipazione alla gara. L’introduzione delle nuove Awpr, con maggiori possibilità di gestione da remoto e riduzione dei costi operativi, contribuirebbe ulteriormente al riequilibrio economico, pur a fronte di possibili maggiori costi di connessione alla rete.

“Altrimenti – ha concluso Zega – l’unico motivo per partecipare alla gara è trasferire flussi dal fisico al digitale”, con il rischio di un progressivo depotenziamento del presidio territoriale del gioco pubblico regolamentato.