Scommesse, assolti in appello Saviano e Gianfelici: non fu raccolta illecita

Scritto da Daniele Duso
Non fu raccolta illecita di scommesse, per questo la Corte d’Appello di Torino annulla la condanna per gli imprenditori Vincenzo Saviano e Beniamino Gianfelici.

Cade l’accusa di scommesse illecite, “giustizia è fatta”. Questo il commento dell’avvocato viterbese Marco Ripamonti dopo che la Corte d’Appello di Torino assolve definitivamente gli imprenditori Vincenzo Saviano, fondatore del Gruppo Vincitù, e Beniamino Gianfelici, già amministratore di Newgioco. La sentenza, pronunciata ieri, 31 marzo 2026, ribalta completamente il verdetto di primo grado che aveva condannato entrambi a oltre due anni di reclusione. Le accuse riguardavano due reati: accesso abusivo a sistemi informatici senza consenso e raccolta illecita di scommesse tramite intermediazione.

Le contestazioni erano arrivate dalla Guardia di Finanza di Torino nell’ambito di un’indagine che aveva coinvolto i due amministratori in qualità di responsabili di concessionari operanti nel settore. L’avvocato Ripamonti, difensore dei due imputati, sottolinea l’importanza della sentenza, che annulla integralmente la condanna di primo grado e riconosce l’assenza di responsabilità penale dei suoi assistiti. La Corte stabilisce infatti che Saviano e Gianfelici “non hanno commesso il fatto”, chiudendo un procedimento che aveva attirato grande attenzione nel mondo del gioco regolamentato.

UN SEGNALE PER IL SETTORE: PIÙ CHIAREZZA NELLE INDAGINI SUL GIOCO PUBBLICO
La vicenda giudiziaria di Torino offre uno spunto di riflessione più ampio. Il settore delle scommesse è uno dei più regolamentati in Italia, ma anche uno dei più esposti a interpretazioni divergenti da parte delle autorità inquirenti. La Corte, in questo caso, riconosce l’assenza di condotte penalmente rilevanti e ribadisce la necessità di distinguere tra violazioni amministrative, errori procedurali e vere attività abusive. Il caso conferma inoltre l’importanza del ruolo difensivo e della ricostruzione tecnica dei fatti, soprattutto in un settore dove piattaforme, sistemi di raccolta e tecnologie digitali sono centrali e spesso complessi da interpretare.