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Scommesse e Ctd: dopo la sanatoria tarda l’allaccio al Totalizzatore ed è polemica

  • Scritto da Alessio Crisantemi

E’ pioggia di segnalazioni di giocate anomale sulla rete di scommesse dei Ctd “sanati”: e i Monopoli corrono ai ripari.

Puntate sotto il limite minimo di due euro, vincite ben oltre il massimo di 10mila e frazionamenti dei sistemi anche questi al di sotto della quota fissata dal Legislatore. E’ lo scenario che continua a delinearsi in molti (ma per fortuna, non in tutti) degli “ex” Centri trasmissioni dati (Ctd) oggi equiparati alle agenzie di scommesse degli operatori concessionari in virtù della “regolarizzazione fiscale per emersione" introdotta dal governo nella Legge di Stabilità 2015. A denunciare il fatto sono i titolari delle concessioni “storiche” (termine con cui intendiamo gli operatori già presenti sul mercato lecito da anni avendo partecipato alle precedenti gare pubbliche), che non si danno pace nell’assistere a quella che considerano una “concorrenza sleale” nei confronti delle loro attività, segnalando le anomalie rinvenute sul territorio ai Monopoli di Stato e alla nostra redazione, dove giorno dopo giorno continuano ad arrivare segnalazioni di schedine giocate in vari centri, con numeri a dir poco eclatanti. Come puntate da 1 euro o vincite addirittura di un milione di euro. Fatti che GiocoNews.it aveva denunciato già diversi mesi fa, ma che diventano oggi più gravi in seguito alla scadenza del termine del 28 febbraio per l'allaccio al totalizzatore che avrebbe dovuto scrivere la parola fine alle irregolarità.

I FATTI - Il primo marzo, come noto, doveva essere la data ufficiale dello 'switch off' dei Ctd regolarizzati dai nuovi bookmakers italiani attraverso la cosiddetta "sanatoria”. A partire da quella data, infatti, tutti i centri regolarizzati si sarebbero dovuti allacciare in via definitiva al Totalizzatore nazionale, equiparandosi in tutto e per tutto con le agenzie di scommesse degli altri concessionari nazionali. Ma così non è stato. O, almeno, non per tutti i 2196 centri regolarizzati dai tre brand di scommesse oggi attivi a tutti gli effetti  (e a pieno titolo) nel circuito legale italiano: Betaland, Goldbet e Planet365. Nonostante il termine fissato dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, la scadenza non sembra essere stata rispettata dalla totalità dei centri: e nonostante non sia ancora noto il numero effettivo delle “nuove” sale scommesse effettivamente connesse al Totalizzatore – non ancora comunicato dall’amministrazione – continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Penisola di scommesse “anomale” accettate da alcuni di questi centri, violando i parametri di puntata minima e vincita massima previsti dalla normativa italiana. E non essendo possibile emettere giocate fuori da questi parametri attraverso il Totalizzatore, va da sé che i centri che consentono ancora oggi tali puntate risultano evidentemente non ancora allacciati al circuito legale, quando è trascorso ormai un mese dal termine ultimo fissato dalla norma.
giocata vincita massima marzo2016
COSA DICE LA LEGGE - Eppure la legge parla chiaro: la Stabilità 2015, introducendo la regolarizzazione fiscale, aveva concesso ai Ctd aderenti il “diritto di gestire la raccolta di scommesse per conto di un concessionario” fino al termine della scadenza delle attuali concessioni. Ovvero, il 30 giugno 2016. Nel disciplinare predisposto dai Monopoli e sottoscritto dalle società aderenti, veniva poi stabilito l’obbligo di provvedere al conseguimento della licenza ex articolo 88 del Tulps necessaria per la raccolta di scommesse e al successivo collegamento al Totalizzatore, entro un anno dalla firma, con il limite ultimo che veniva fissato al 28 febbraio 2016. Durante gli ultimi dodici mesi, dunque, i soggetti coinvolti nella procedura hanno provveduto all’adeguamento dei sistemi informatici delle proprie sale e del network in generale, al conseguimento delle licenze di polizia oltre al versamento dei contributi previsti dalla stessa legge. Per un’attività complessa e senza dubbio impegnativa, ma con un periodo di tempo teoricamente idoneo a completare tutte le operazioni. Eppure tutto questo non è avvenuto. E tanto basta a scatenare l’ira dei concessionari “storici” per i quali, a detta dei titolari delle agenzia, non esistono sconti.
 
I RISCHI PER CHI COMMETTE IRREGOLARITA’ – Ma cosa rischiano i titolari dei centri che non hanno ancora effettuato l’allaccio al Totalizzatore e, soprattutto, per quelli che continuano ad accettare giocate fuori limite? Ed è proprio questo il punto, che impone riflessioni e qualche distinguo. Non a caso, la stessa Agenzia dei Monopoli – secondo quanto apprende GiocoNews.it – ha chiesto un parere all’Avvocatura di Stato, provando a capire se, in caso di mancato collegamento, si potesse agire nei confronti dei titolari dei centri. Con la risposta non ancora pervenuta ma che sembra già scritta: tenendo conto che la Legge di stabilità prevedeva un diritto di operare fino al 30 giugno (cioè fino alla scadenza delle concessioni) e, soprattutto, visto che le giocate fuori dai limiti sono punite dalla legge da un regime sanzionatorio previsto per il mancato rispetto delle previsioni regolamentari che disciplinano la raccolta delle scommesse.
Ecco quindi che per quei soggetti che ancora oggi emettono giocate fuori dai limiti, l’unica pena prevista è la sanzione pecuniaria che va dai 50 ai 100mila euro: anche se il disciplinare prevede, in effetti, che in caso di gravi e reiterate violazioni sia disposta la decadenza dal diritto alla raccolta per la società titolare. Non per il titolare del singolo centro, dunque, ma per la società a cui esso è collegato.
Nei prossimi giorni, con tutta probabilità, verrà avviata una specifica attività di controllo predisposta dall’amministrazione. Nelle ultime ore, in effetti, probabilmente anche in virtù delle tante segnalazioni ricevute dai territori, AdM – oltre a chiedere parere all’Avvocatura - ha allertato tutti gli uffici regionali esortandoli ad effettuare controlli mirati in quei centri dove sono state ravvisate delle anomalie. E sarebbero state allertate anche le società a cui sono collegati i punti vendita potenzialmente irregolari, invitandole a un monitoraggio diretto della propria rete per scoraggiare in tutti i modi le attività non consentite.
NUOVI CONTROLLI - Nel frattempo, tuttavia, AdM ha già avviato una serie di controlli con conseguenti provvedimenti sanzionatori nei confronti delle società “sanate” in seguito alle segnalazioni di gestori collegati ai concessionari storici. In qualche caso, l'azione dei Monopoli sarebbe stata disposta sulla base delle sole ricevute di scommessa emesse da uno dei centri collegati ad un titolare di rete, attestanti le irregolarità, applicando la sanzione dopo aver avviato il procedimento amministrativo in base alla legge n 240/90. Secondo quanto apprende GiocoNews,it, anche gli uffici territoriali potrebbero accertare le violazioni ed applicare la relativa sanzione amministrativa prevista dal disciplinare senza avviare il procedimento amministrativo ex legge n 240/90, che ha tempi presumibilmente più lunghi. Per una procedura sanzionatoria, a quanto pare, non del tutto chiara e definita. E il parere richiesto all’avvocatura di Stato ne è una prova concreta.
GLI ADEGUAMENTI NORMATIVI - Non solo. I Monopoli si sarebbero anche attivati per risolvere le anomalie a monte: provando cioè ad adeguare le giocate consentite sulla rete nazionale agli “standard” registrati nei Ctd. Ma la questione non sé poi così semplice: per modificare il limite minimo della puntata, infatti, si rende necessario un Decreto Ministeriale, la cui competenza supera quindi le possibilità dell’Agenzia. Per quanto riguarda, invece, i limiti previsti per le giocate sistemiche (il minimo previsto dal Totalizzatore è per una frammentazione da 25 centesimi di euro, mentre sugli “ex” Ctd si puntano anche 10 centesimi), la norma può essere adeguata attraverso un provvedimento direttoriale al quale i Monopoli starebbero già lavorando e che è destinato ad essere emanato nei prossimi giorni. Per una prima novità destinata a migliorare lo scenario della rete nazionale di scommesse favorendo l’integrazione tra le due generazioni di operatori.
 
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