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Sanatoria Ctd: allo studio la riapertura dei termini con costi minori e pene maggiori agli illegali

  • Scritto da Ac

Dopo il risultato parziale delle prime due fasi della cosiddetta 'sanatoria sui Ctd', il governo potrebbe aprire a una terza fase, a costo anche inferiore ma inasprendo le pene per gli illeciti.

 

Sanatoria Ctd, atto terzo. La lunga vicenda relativa alla regolarizzazione fiscale per emersione dei Centri trasmissione dati che eseguono raccolta di scommesse potrebbe conoscere una nuova svolta con il governo chiamato a decidere di scrivere un nuovo capitolo. Che rappresenterebbe, appunto, la terza fase di un percorso avviato nel 2015 che ha portato, fino ad oggi, alla regolarizzazione di 2196 centri nella prima tornata, che potrebbero salire a poco più di 2500 al termine della 'fase due', tenendo conto delle 327 richieste di adesione presentate entro i termini previsti dalla legge di Stabilità per l'anno corrente. Un risultato parziale, dunque, tenendo conto che il governo aveva stimato l'esistenza di oltre settemila Ctd sul territorio nazionale contando di farne emergere una larga maggioranza. Ma così non è stato, al punto che in molti parlano di un fallimento della procedura. Come per esempio la Commissione Antimafia, secondo la quale in assenza di norme chiare sulle responsabilità penali per il gioco online non autorizzate, le sanatorie "si sono rivelate, in concreto, non in grado di far emergere l’effettiva portata della clandestinità". Eppure, nonostante le critiche, il governo starebbe valutando anche l'ipotesi di una ulteriore riapertura dei termini, in modo da offrire l'ultima possibilità di emergere ai soggetti non ancora regolarizzati. Non è un mistero, in effetti, che la materia sia stata attenzione anche del Parlamento, con un Ordine del giorno dedicato alla materia approvato all'interno dell'iter del decreto Milleproroghe (esaltando, peraltro, il risultato ottenuto dalla procedura), il quale però potrebbe adesso svilupparsi in qualcosa di più specifico.

 
LE IPOTESI AL VAGLIO DEL LEGISLATORE - Secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti ministeriali, in effetti, ci sarebbe anche un documento già predisposto sulla materia e pronto per confluire in uno dei prossimi provvedimenti parlamentari di competenza, nel quale verrebbe proposta, appunto, una nuova finestra temporale entro la quale perfezionare la regolarizzazione, con tanto di importo inferiore da versare come contributo una tantum iniziale rispetto alle precedenti edizioni della 'sanatoria'. Una delle ipotesi al vaglio potrebbe essere addirittura quella di far scendere la cifra a 5mila euro rispetto ai 10mila euro chiesti in passato per ogni punto vendita, ma in ogni caso, la procedura sarebbe accompagnata da un contestuale e ulteriori inasprimento delle sanzioni e pene per chi esegue raccolta di gioco in forma non autorizzata. La ratio sarebbe quindi quella di offrire un'ultima spiaggia ai soggetti rimasti fuori dal circuito del gioco legale, insieme alla garanzia che non potrà più esserci alcuna possibilità di offrire scommesse in modo alternativo a quello disciplinato dallo Stato.
 
GLI EFFETTI DELLA SANATORIA - In effetti, va detto, nonostante la regolarizzazione per emersione abbia conosciuto risultati limitati in termini di conversione dei punti vendita, è pur vero che - oltre ad apparire quasi inevitabile trovare un compromesso per lo Stato per risolvere una situazione che non era più palesemente in grado di gestire e arginare come il fenomeno dei Ctd – molti centri irregolari hanno deciso di interrompere la propria attività, soprattutto grazie alle operazioni di contrasto eseguite dalle forze dell'ordine e dai Monopoli in parallelo all'attività amministrativa. Per una 'battaglia' condotta ormai a tutto campo contro il gioco non autorizzato (sia pure con vari limiti e qualche distrazione di troppo, verrebbe da dire). Tra i benefici della 'sanatoria', in effetti, è da valutare anche il censimento che l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha potuto condurre – e sta conducendo - sui punti vendita. Se alcuni bookmaker esteri che hanno aderito al condono lo hanno fatto in maniera parziale, regolarizzando cioè soltanto alcuni dei punti vendita che operavano con il proprio brand, in molti casi le stesse società hanno presentato anche un elenco dell'intera rete dei propri punti vendita, in modo da consentire l'individuazione e la distinzione dei 'sanandi'. Ma consentendo, di fatto, all'amministrazione, di conoscere la distribuzione sul territorio dei centri non aderenti che diventeranno così oggetto di controllo non essendosi convertiti al circuito legale. A meno che non decideranno di farlo in seguito, in caso di riapertura dei termini.
 
I POSSIBILI SVILUPPI - Per questa ragione, quindi, il Mef potrebbe aprire alla 'fase tre' della regolarizzazione e la decisione potrebbe arrivare proprio in questi giorni. Il tempo, a dire il vero, sembrerebbe ormai volgere al termine, tenendo conto che proprio in questi giorni l'Agenzia delle Dogane ha avviato i controlli amministrativi e le stime contabili relativamente ai centri sanati per quantificare gli importi da versare da parte di ogni bookmaker in via di regolarizzazione. Non solo. L'ipotesi di una ulteriore riapertura sembra essere talmente concreta che più di un bookmaker avrebbe già manifestato intenzione e interesse nell'aderire con un numero di centri da regolarizzare: anche tra gli attuali 'sanandi', in effetti, ci sarebbe la volontà di far aumentare il numero di Ctd da convertire rispetto a quelli per i quali ci si è già impegnati con l'Agenzia. E in questo senso, lo slittamento della gara per l'assegnazione delle nuove concessioni che rappresentava la vera deadline  per la procedura, gioca a favore del Ministero che ha potuto prendersi qualche settimana in più per decidere.
 
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