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Tar Calabria: 'Licenza scommesse solo con buona condotta'

Per il Tar Calabria la frequentazione di 'soggetti pericolosi' basta per negare licenza per la raccolta di scommesse.

"Non appare illogico il ragionamento svolto dalla pubblica amministrazione in relazione ai rapporti del ricorrente con soggetti pericolosi, anche in considerazione della successione nel tempo degli eventi che ne hanno condizionato l’emissione (e, quindi, alla data della estromissione e alla data degli episodi contestati come giustificativi delle frequentazioni)".

 

Questo il principio secondo cui il Tar Calabria ha respinto il ricorso di un esercente contro la Questura della Provincia di Cosenza per il mancato rilascio della licenza per la raccolta di scommesse per la mancanza dei requisiti di buona condotta previsti ai sensi dall'articolo 88 del Tulps.


Secondo i giudici la pubblica amministrazione, fermo il carattere cautelare del provvedimento, ha "svolto il proprio potere discrezionale in maniera non irragionevole, tenuto conto dei presupposti e delle caratteristiche del provvedimento".

Il Tar Calabria si era espresso in modo analogo nel giugno 2016, sempre per il diniego della licenza per l’assenza della buona condotta da parte del ricorrente.

 

 

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