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Racing dog, tribunale assolve operatore estero senza concessione

  • Scritto da Redazione

Il tribunale di Cagliari assolve un operatore estero che ha aveva raccolto scommesse con apparecchi racing dogs prima del bando Monti del 2012.

 

Assolto, perché il fatto non costituisce reato per mancanza dell'elemento soggettivo. E' il verdetto emesso dal tribunale di Cagliari nei confronti di un operatore austriaco citato in giudizio per aver installato una postazione di gioco denominata 'racing dogs', vale a dire un apparecchio collegato al portale Eurodogs tramite un software che oltre ad assicurare il collegamento riproduceva corse virtuali di cani, il cui risultato era casuale e generato dallo stesso software.

L'operatore, secondo quanto affermato dai testi, era sprovvisto dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 88 del Tulps per la raccolta di scommesse, ma era in regola per quanto atteneva gli altri apparecchi di intrattenimento installati nel locale.

 

L'avvocato difensore Maria Teresa Parelli, commenta a Gioconews.it che "al momento della denuncia penale del ricorrente, non era materialmente possibile avere la concessione italiana perché lo Stato italiano non aveva ancora disciplinato il settore delle scommesse canine. Tipologia di scommesse introdotta solo nel bando Monti del 2012 (ma in realtà solo 1 anno dopo, nel 2013, sono stati sviluppati i primi collaudi)".
"Il giudice ha potuto verificare, dalla documentazione da me prodotta, che il bookmaker non ha potuto, pur avendola chiesta, ottenere la concessione italiana a causa del vuoto legislativo italiano", conclude il legale.
 
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