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Cassazione ribadisce: 'Raccolta scommesse, fornire doppia fideiussione'

  • Scritto da Redazione

La Cassazione conferma il sequestro di un centro scommesse operante per bookmaker privo di doppia garanzia bancaria prevista da bando di gara.

 

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla clausola impositiva di due garanzie bancarie da parte di differenti istituti di credito per i bookmaker stranieri che vogliono operare nel mercato italiano. In questo caso la sentenza accoglie il ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palmi contro il dissequestro di un centro scommesse Betuniq, privo di concessione, disposto dal tribunale del Riesame di Reggio Calabria.


"E' certo che il requisito della solidità economica, oggetto dell'impugnativa da parte della società maltese, è legittimo dal punto di vista comunitario, come riconosciuto dalla CGUE che, con sentenza 8.9.2016 C- 225/15, Domenico Politanò, dopo aver ricordato che gli Stati membri sono liberi di fissare gli obiettivi della loro politica in materia di giochi d'azzardo ed eventualmente di definire con precisione il livello di tutela perseguito, purché le restrizioni adottate si giustifichino per motivi imperativi di interesse generale e per proporzionalità (v., in tal senso, sentenza dell'8 settembre 2009, Liga Portuguesa de Futebol Profissional e Bwin International, C-42/07, EU:C:2009:519, punto 59 nonché la giurisprudenza ivi citata), ha ritenuto legittima la prescrizione del bando della richiesta di due fideiussioni avuto riguardo all'esigenza di garantire la solidità della consistenza patrimoniale del gestore anche per ragioni di contrasto alla criminalità organizzata nonché proporzionata; ha quindi concluso che l'articolo 49 Tfue deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che impone agli operatori che intendono rispondere ad una gara finalizzata al rilascio di concessioni in materia di giochi e di scommesse l'obbligo di comprovare la propria capacità economica e finanziaria mediante dichiarazioni rilasciate da almeno due istituti bancari senza ammettere la possibilità di dimostrare tale capacità anche in altro modo, sempreché la disposizione di cui trattasi sia conforme ai requisiti di proporzionalità stabiliti dalla giurisprudenza della Corte, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare", si legge nella sentenza.
 
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