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Bookmaker under and over, dal lockdown alla frenesia del restart

  • Scritto da Cesare Antonini

Dalla chiusura delle agenzie al fermo delle competizioni sportive in tutto il mondo o quasi, ecco come ha reagito al lockdown il mercato del betting.

Che 2020 strano. Pazzesco. Ma forse non così tremendo come potevamo pensare quando eravamo tutti tappati in casa senza poter vedere una partita di calcio o di qualsiasi altra competizione alla Tv (il ping pong o i campionati in Bielorussia non bastavano, ecco). Un anno difficile da valutare e da analizzare anche per i migliori analisti. Anche per noi. Tre mesi di stop poi una ripartenza frenetica delle maggiori competizioni, soprattutto calcistiche, che non è riuscita a colmare il netto calo dei mesi di lockdown dovuto al contenimento della diffusione del Covid-19. Ma, come dicevamo, da decrementi dell'88 percento ad aprile, fino al -73 percento di maggio, alla fine i primi sette mesi dell'anno hanno chiuso con -13.3 percento e c'è da conteggiare anche la fase finale di agosto dove, forse, qualcosa si è recuperato anche se le partite singole e la chiusura dei campionati avrà limitato l'effetto ripresa. Va però considerato il fatto che ad agosto, di solito, si scommette pochissimo per il consueto stop dei campionati

 

Una spesa di oltre 770 milioni di euro per questo periodo tra gioco online e retail, sapendo tutte le difficoltà che hanno avuto specie gli imprenditori “terrestri”, non è male per niente. Il 2020, per fortuna, era partito con un gennaio che aveva visto un vero boom per il betting con un più 70 percento “year over year”. Un mese che sembrava davvero aprire le porte ad un'annata di crescita notevole considerando anche che si sarebbero dovuti giocare gli europei di calcio e le coppe promettevano davvero bene così come un finale acceso di campionato.

Ora si deve chiudere l'annata “horribilis” del betting e di tutto il pianeta, ovvio. Ma qua parliamo di quote, betting e bookmaker e proprio grazie ai principali operatori riusciremo a capire come sta andando il mercato e quali saranno le strategie per uscire da questa tremenda situazione che sta comunque risalendo la ripida scala di “grigi” che hanno infestato il settore per colpa del dannato virus.

MASSIMO TEMPERELLI (SISAL MATCHPOINT) - “Ripresa più rosea delle previsioni ma i mesi di chiusura peseranno nel bilancio 2020”. “I mesi di lockdown non possono non influire sul bilancio di questa stagione. La raccolta del gioco che, proprio in quel periodo dell’anno, con il campionato e le competizioni europee che entrano nel vivo, raggiunge numeri straordinari si è fermata per l’assenza di competizioni prima e per la chiusura dei punti vendita poi. La ripresa però, è stata più rosea delle aspettative e si è tornati rapidamente a numeri interessanti, ma certamente l’assenza di alcuni campionati importanti come la Francia e di intere discipline come il tennis, ha pesato molto. Rimaniamo comunque positivi per il resto dell’anno soprattutto con il ritorno dei campionati nelle loro abituali formule”. È l'analisi di Massimo Temperelli, direttore della business unit di Sisal Matchpoint su questo insolito finale di stagione per il calcio e per le scommesse che lo accompagnano e ne costituiscono un'ideale forma di intrattenimento. 

Sono stati recuperati i mesi di lockdown che hanno visto scendere notevolmente la raccolta e, in alternativa, si è colmata anche l’assenza del campionato europeo di calcio? O il saldo rischia di essere comunque negativo?

Impossibile recuperare tre mesi di vuoto, oltretutto con lo slittamento al 2021 di Europei e Olimpiadi. Come anticipato, però – prosegue Temperelli - il trend di ripresa del betting è stato sicuramente incoraggiante, grazie anche all’altissima concentrazione di eventi sportivi, prima con la ripresa dei campionati nazionali e ora con la ripartenza delle coppe. Il nuovo format di Champions ed Europa League, con almeno una partita ogni giorno, a eliminazione diretta, rende appassionate ed emozionante l’esperienza del tifoso e dello scommettitore. Una notevole spinta alla ripresa arriva anche dagli altri sport, come ad esempio il basket, dove l’Nba propone quotidianamente partite in orari anche accessibili per l’Europa, molte delle quali trasmesse in Tv. Da parte nostra, stiamo aumentando al massimo lo sforzo, garantendo ai nostri clienti un’offerta di gioco senza eguali, sia prematch che live, su ogni sport e su ogni incontro”.

Si sono modificate le abitudini dei players con questo finale “di fretta”? E anche il lavoro del bookmaker e dei quotisti?
 
“Gli scommettitori hanno saputo adattarsi bene al periodo, come ad esempio ci dimostrano gli alti volumi sul tennis tavolo, l’unico sport realmente disponibile nel periodo di lockdown! Probabilmente più complicata è stata l’esperienza per noi e soprattutto per i nostri quotisti, che si sono improvvisamente trovati costretti a lavorare da remoto e a confrontarsi con discipline, come appunto il ping pong o le freccette, con le quali hanno molta meno confidenza rispetto a calcio, tennis o basket. In particolare in Sisal abbiamo cercato di sopperire all’assenza del grande sport aumentando notevolmente anche tutta la parte di offerta sulle cosiddette novelty bets, già molto ampia grazie al nostro servizio di scommesse On Demand”.
 
Quali sono le strategie e le aspettative in termini di raccolta e di prodotto per il rapido switch che vivremo tra la fine di questa stagione e la prossima che, verosimilmente, inizierà molto presto?
 
“La prossima stagione avrà ritmi serratissimi, considerando che i campionati riprenderanno a poca distanza di tempo dalla fine delle competizioni europee e che la prossima estate si giocheranno sia gli Europei che le Olimpiadi. Siamo pronti e abbiamo già inserito tante belle novità per la nostra clientela, a partire dall'avvio del campionato di serie A.
 
Online, mobile e retail, è cambiata la distribuzione del gioco dei bettors su questi tre canali in questi mesi totalmente stravolti dall’emergenza sanitaria?
 
“Durante i mesi del lockdown, molti giocatori che erano abituati a giocare nei punti vendita, per ovvi motivi si sono avvicinati al mondo del gioco online e da mobile. Quello che abbiamo notato è che, nonostante la riapertura dei negozi, molti hanno mantenuto questa nuova abitudine, senza però abbandonare completamente il punto vendita. In questo senso, è aumentata l’omnicanalità di buona parte della clientela che ha apprezzato tutti gli strumenti digitali messi a disposizione per giocare in autonomia, da remoto o direttamente dal punto vendita, e quindi con la possibilità di mantenere il distanziamento sociale prescritto dalle autorità. Ora che la situazione sembra essersi stabilizzata, continua il trend positivo della raccolta online, dove già nella passata stagione abbiamo raggiunto numeri da record, ma anche quella retail sta tornando ai numeri pre lockdown”.
 
I bookmaker hanno imparato qualcosa da questa emergenza e da queste settimane? Il betting cambierà o tornerà, si spera, tutto come prima? “Ogni fenomeno, anche il più negativo, lascia un segno ma insegna qualcosa di utile. Nel nostro caso abbiamo imparato a lavorare in condizioni che prima ci sarebbero sembrate impossibili, ha avvicinato la nostra clientela più 'resistente' alle soluzioni tecnologiche più evolute, ha dato l’opportunità di dimostrare concretamente la solidarietà reciproca in ambito lavorativo tra individui e con la nostra azienda. Ora siamo sicuramente più bravi e più forti, consapevoli che, se ci fossero malauguratamente altre difficoltà, sapremo affrontarle nel migliore dei modi. Siamo pronti a una 'nuova normalità”.
 
GIANLUCA MASONE (MICROGAME) - “Il lockdown ha 'congelato' il betting ma la ripresa c'è stata e puntiamo sull'innovazione per i prossimi mesi”. Un operatore che tra gioco terrestre e online con una vastissima rete di operatori, concessionari e skin, come Microgame, può fornirci uno scenario completo di come può aver influito un evento così eccezionale e straordinario sul settore delle scommesse.
 
Partiamo dal bilancio del finale di stagione affidato a Gianluca Masone, responsabile della direzione scommesse sportive di Microgame : “Nonostante tutte le difficoltà incontrate il bilancio può ritenersi più che positivo. Microgame ha proseguito nel costante percorso di rafforzamento dell'offerta di gioco arrivando a proporre un numero di mercati e di avvenimenti sempre crescente, la nostra proposta si è così consolidata ai vertici del mercato nazionale. Un posizionamento raggiunto sia grazie ai concessionari storici, parte del nostro circuito da anni, che attraverso le new entry che hanno voluto sfruttare l’offerta B2B in grado di adattare e costruire strategie di business personalizzate”.
 
Fondamentale capire se la riapertura dei punti vendita e la ripartenza dei campionati ha consentito a Microgame di recuperare il “maltolto” dal Covid-19: “Ci siamo trovati in una situazione eccezionale mai vista prima e mai gestita. Già durante il lockdown abbiamo risposto offrendo una proposta nuova e ricca di avvenimenti, in particolare eSports, tra le più complete e coinvolgenti: riscontri positivi sono arrivati anche da tanti nuovi giocatori. Poi, con la ripresa del campionato tedesco prima, e quelli italiano ed inglese poi, l'interesse è cresciuto ancora consolidando l'attenzione sulle scommesse sportive ‘classiche’, sia da parte dei giocatori abituali che dei nuovi. Più che di recupero possiamo parlare di continuità rispetto a febbraio 2020, come se il lockdown avesse congelato le abitudini degli scommettitori che progressivamente sono tornati alla normalità, a partire dalla seconda parte di maggio. Il saldo non sembra affatto negativo ma certamente mancano termini di paragone ed elementi che permettano un confronto dei dati. Nonostante tutto però, la presenza dei giocatori è stata visibile e di questo non possiamo che essere riconoscenti”.
 
Un finale insolito di campionato, “di corsa”, come l'abbiamo definito noi: com'è cambiato il lavoro alla lavagna del bookmaker, dei quotisti e ovviamente anche le abitudini dei giocatori?
 
“In termini complessivi abbiamo registrato un numero di giocatori superiore rispetto al passato e questo rappresenta già il conseguimento di un primo, importante obiettivo. Le abitudini si sono senza dubbio modificate come avevamo previsto, puntando sempre più sul mobile che costituisce il driver principale del prodotto scommesse: questa scelta ha ripagato. Per rispondere invece alla seconda parte del quesito, possiamo dire che il lavoro dei bookmaker non è mutato ma è stato riequilibrato secondo ritmi differenti. La compressione della seconda parte del campionato in poche settimane ha infatti comportato una presenza più attenta, sostenuta dalle applicazioni di gestione che stiamo potenziando da tempo. I risultati hanno confermato la correttezza della direzione intrapresa”.
 
Quali sono le strategie e le aspettative in termini di raccolta e di prodotto per il rapido switch che vivremo tra la fine di questa stagione e la prossima che, verosimilmente inizierà molto presto?
 
Microgame è sempre attenta ai cambiamenti ed applica strategie elastiche per poter rispondere contemporaneamente alle esigenze di medio periodo ed alle prospettive del lungo periodo. Da questo mese di settembre  l’offerta è ancora più competitiva sia pre-match che live, e con numerose novità sia per i mercati proposti che per gli avvenimenti presentati. A comporre l'offerta di gioco non è più solo il palinsesto, certamente parte preponderante, ma sempre di più le funzionalità offerte in termini di esperienza-utente divenute fondamentali. Possiamo dire con un certo orgoglio che siamo i primi operatori italiani B2B delle scommesse ad avere un’offerta completa e anche i primi a presentare una suite di componenti web e mobile in grado di costruire esperienze di gioco differenziate, complete ed adattabili alla numerosa ed eterogenea platea di concessionari che serviamo. Puntiamo molto sulle nuove modalità di bonus scommesse, decisamente innovative, per rafforzare l'attenzione dei giocatori e siamo certi che riceveremo un ulteriore ritorno positivo”.
 
Proprio a questo riguardo, come si sono distribuiti i volumi di gioco degli scommettitori tra i canali online, mobile e retail, in questi mesi totalmente stravolti dall’emergenza sanitaria?
 
“L'utilizzo del dispositivo mobile rispetto a quello del tradizionale desktop da ufficio o domestico, costituisce un trend in crescita costante ed in espansione continua. Noi di Microgame - prosegue Castaldo - durante il periodo di lockdown non ci siamo fermati con lo sviluppo di tecnologie web, adattative ed orientate al mobile. Difatti abbiamo consegnato ai nostri clienti una versione rinnovata del client di gioco mobile, già durante il mese di aprile proprio in previsione delle mutate esigenze che sarebbero discese dalla riapertura alla libera circolazione. Questa strategia ha ripagato in termini numerici ma anche di riscontri positivi registrati presso i clienti concessionari.
Per quanto riguarda il comparto del retail, è evidente come le iniziative di potenziamento delle scommesse sportive e virtuali costituiscano una garanzia per chi è parte della nostra rete. Certamente la chiusura delle agenzie ha generato apprensione ma, dalla riapertura avvenuta durante il mese di giugno ad oggi, notiamo significativi segnali di continuità rispetto al passato”.
 
Come ci cambierà la pandemia come scommettitori e come cambierà il betting e i bookie?
 
“Adattabilità e scalabilità dell'offerta sono stati i comandamenti che hanno accompagnato il lavoro quotidiano dei team Microgame che si occupano di scommesse sportive: penso ai quotisti ma anche a tutti quelli che partecipano alla realizzazione del prodotto. Quello dell'adattarsi velocemente al cambiamento e di trovare la direzione su cui crescere e scalare, sono i due insegnamenti principali. Per Microgame, operatore B2B, è stato fondamentale anche il dialogo costante con i clienti che sapevano di poter contare su di noi come punto di riferimento per costruire l'alternativa di gioco. Siamo soddisfatti! Il betting cambierà? Non è facile un pronostico, lo show proseguirà. Gli eventi sportivi, almeno quelli più importanti, sono ripresi ed i giocatori non hanno mai allentato la loro presenza, anzi è possibile affermare che il mondo delle scommesse è ripartito alla grande. Certamente porteremo con noi l'esperienza di quasi tre mesi di 'palinsesto creativo', una circostanza che ci ha migliorato perché ha rafforzato l’idea di un prodotto, quello delle scommesse, caratterizzato sempre di più da grande dinamicità”, conclude Castaldo.
 
ERNESTO IULIANO (BETBULL) -“Gli scommettitori penalizzati dal calendario alla ripresa, noi al lavoro per la nuova stagione”. “Una ripartenza davvero deludente per il gioco terrestre, speravamo in entusiasmo maggiore. Online , invece, a luglio i volumi sono migliorati moltissimo anche i calendari degli eventi non hanno aiutato viste le abitudini di gioco degli scommettitori”. Questa l'analisi di Ernesto Iuliano, presidente di BetBull.it, brand storico del betting e del gioco online “punto it” che opera sia nel retail che sul web. Un punto di vista privilegiato per un imprenditore abituato a vivere la “rete” molto da vicino.
 
L'entusiasmo che si aspettava, quindi, non c'è stato: “Dopo tre mesi di chiusura ci aspettavamo davvero qualcosa di differente ma pare che l'attesa non si sia tradotta in raccolta - spiega Iuliano – è probabile che parte della clientela abbia avuto paura nel frequentare i locali chiusi ; scommettere in agenzia d'estate non è di certo un'abitudine per i giocatori che amano il calcio. Forse qualcuno ha perso anche l'abitudine a frequentare i luoghi di gioco. I dati sembrano parlare chiaro e un altro elemento a penalizzare in parte la raccolta, è stato il calendario degli eventi. Ottime competizioni in palinsesto, sì, ma gli scommettitori forse non sono riusciti a trovare mercati che amano per piazzare le martingala, le multiple. Una giocata che rimane al vertice delle preferenze della maggior parte dei players”.
 
Possibile anche che le vacanze e altre forme di intrattenimento abbiano distratto risorse dal gioco. Ma, comunque, si riparte subito: “Non ci sarà più il vuoto di prima e ci attendono due anni assai intensi – prosegue il presidente di BetBull – prima gli Europei di giugno 2021 e poi i mondiali nel 2022, un biennio molto caldo. Ovviamente farà il suo gioco anche l'economia e come riprenderà il Paese. La speranza è che il Governo non si inventi altre tasse perché non si potrebbero assolutamente sostenere”.
 
Si sono recuperati i mesi di lockdown che hanno visto scendere notevolmente la raccolta?
 
“Non c’è stato quel rimbalzo in cui credevamo. Marzo e aprile sono stati due mesi devastanti con palinsesti vuoti e ping pong, scommesse virtual e qualche campionato poco seguito che non sono assolutamente riusciti ad attrarre volumi accettabili. Fortunatamente gli eventi hanno ripreso in qualche maniera e qualche scommettitore durante l’estate ha giocato altrimenti sarebbe stata un’ecatombe”.
 
Dicevamo delle abitudini dei bettors: “Alcuni clienti non ha trovato lo stesso intrattenimento cui sono legati perché non avevano molti eventi da abbinare. Il calendario 'spezzatino' ha a sua volta spezzato i palinsesti e se le partite ci facevano compagnia per tutti i giorni della settimana, in molti non sono riusciti a giocare come sono soliti fare. Rimane l'abitudine di giocare multiple e giocate che si chiudono nella stessa giornata. Senza Serie A e Serie B e i principali campionati stranieri a regime abbiamo visto giocate ridotte anche del 40 percento”.
 
Quali sono le strategie e le aspettative in termini di raccolta e di prodotto per il rapido switch tra la fine di stagione e quella successiva?
 
“Bonus rinnovati con l’avvio del campionato e  app checkbet arricchita con qualche novità. Di sicuro cercheremo di stare vicino ai nostri players con nuove iniziative. Intanto sta funzionando benissimo la nuova sezione 'Le mie giocate' che consente ai players BetBull di seguire tutte le giocate, non solo il betting. Esistono notevoli criticità per verificare giocate, estratti conto e tutto quello che è relativo all'attività dei players su una piattaforma e con questa feature abbiamo risolto un problema assai diffuso e che i clienti ci segnalavano. Li abbiamo ascoltati e ora funziona tutto molto meglio”, conclude Iuliano.

 

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