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Agnello (Stanleybet): "Nuova gara Aams per 2000 agenzie di scommesse calpesta ultima sentenza Cassazione"

  • Scritto da Mc

stanleyL’avvocato Daniela Agnello che assiste il gruppo Stanleybet interviene sul bando scommesse: “Oggi la sentenza della Corte di Cassazione rappresenta l'epilogo di anni di battaglie giudiziarie. La Corte, applicando i principi interpretativi fissati dalla CGE con la sentenza Costa-Cifone, ha ribadito la non conformità della normativa nazionale italiana al diritto dell’Unione in materia di scommesse.

La Suprema Corte, dopo aver richiamato il lungo e complesso percorso giudiziario perseguito da Stanleybet e dai CTD a essa collegati, ha enunciato l’applicabilità della sentenza Costa Cifone solo a Stanleybet in ragione della "illegittima esclusione dai bandi di gara del 1999; la mancata partecipazione alle gare indette nell'anno 2006, nonostante il manifesto interesse, a causa della non conformità del nuovo regime concessorio ai principi del Trattato; la successiva presentazione di richiesta di autorizzazione ex art. 88 Tulps, richiesta respinta a causa dell'assenza di concessione".

Ne consegue che solo la discriminazione subita da Stanleybet nei bandi di gara del 1999 e reiterata, per profili diversi, nei bandi di gara del 2006, obbliga l'autorità giudiziaria italiana a riconoscere la legittimità e liceità dell'attività posta in essere dai CTD, anche in assenza di concessione. La Corte, quindi, riconosce e acclara l'unicità e la specialità del "sistema" Stanleybet.

La sentenza conferma, ancora una volta, la diversa posizione che contraddistingue Stanleybet che oggi ha titolo per offrire i propri servizi transfrontalieri rispetto agli altri operatori i quali vorrebbero beneficiare dello stato di confusione della normativa di settore al fine di esercitare un’attività di raccolta di scommesse punita dalla normativa italiana.

La Corte ha annullato senza rinvio i provvedimenti di sequestro e ha rigettato tutti i ricorsi dei Pubblici Ministeri rilevando che, nel caso dei CTD Stanleybet, non occorre nessun’altra verifica fattuale. Anche in questa pronuncia la Corte, lungi dal censurare il sistema concessorio nel suo complesso, in realtà evidenzia profili di incompatibilità della disciplina di gara del 2006 solo con riferimento alla specifica storia di Stanleybet. Tali conclusioni rilevano l’esistenza di un titolo di legittimazione di origine comunitaria in capo a Stanleybet e ai suoi CTD.

A fronte di tale pronuncia, si sarebbe dovuta concludere la lunga e inesorabile battaglia giudiziaria di Stanleybet contro il sistema concessorio italiano, ma le nuove gare previste dal decreto-legge 16/2012, anziché adeguarsi ai dettati comunitari, aprono una nuova stagione di contenziosi nazionali e comunitari promossi da Stanleybet.

Con il bando delle 2.000 concessioni delle scommesse l’Italia fa una scelta sorprendente, con un'ennesima ed eclatante violazione del diritto comunitario: dopo le sentenze della Corte di Giustizia che hanno censurato irrimediabilmente le concessioni Bersani del 2006 e quelle Coni del 1999, viene indetta una gara limitata nel tempo (3 anni e mezzo), limitata nel numero (2000 concessioni), limitata negli effetti (non sana, anzi reitera le discriminazioni subite da Stanleybet).

Ancora una volta, lo Stato italiano protegge le pregresse "illegalità" del sistema e non consente di mettere gli operatori nazionali e comunitari sullo stesso "nastro di partenza" con assoluta violazione della legge dell’Unione, unitamente ai principi di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza.

Stanleybet, con l'avv. Agnello e tutta la squadra di professionisti e consulenti, reagisce con diverse iniziative a livello nazionale e comunitario per far valere i precisi obblighi discendenti dalle sentenze della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione”.

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