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Stanleybet al fianco dell'Italia contro Goldbet di fronte alla Corte Europea

  • Scritto da Ca

“Un’eventuale sentenza della Corte di Giustizia europea a favore di Stanleybet e dello Stato Italiano, contro Goldbet, sarebbe certamente quel fatto nuovo che costringerebbe la Corte di Cassazione italiana a modificare la sua recente giurisprudenza in favore di Goldbet. E’ noto infatti che da poco la Cassazione ha emesso una sentenza in favore di Goldbet. Mentre Stanleybet non può che mostrare rispetto per una sentenza della Suprema Corte Italiana, la motivazione della sentenza, pubblicata il 18/03/2013, desta elementi di perplessità tali da stimolare Stanleybet, nell’ambito della sua azione Cartago, a preparare un commento a tale motivazione”.

Corte Ue: il 18 aprile occhi puntati su licenza di polizia per agenzie scommesse

 E' la posizione assunta dal bookmaker di Liverpool nel caso Goldbet, l'operatore estero il cui operato in Italia, è stato per ora avallato da una pronuncia della Corte di Cassazione di casa nostra.

Tutto comincia quando il Questore della Provincia di Pistoia notifica a un CED Goldbet un provvedimento di diniego alla richiesta di rilascio della licenza di polizia ex art. 88 TULPS con contestuale ordine di cessazione dell’attività avviata in assoluta violazione di legge per l’assenza della concessione statale, della licenza di polizia o altro titolo autorizzatorio e in assenza di qualsiasi legittimazione di origine comunitaria.

Il titolare del CED ha impugnato l’ordinanza del Questore di fronte al TAR della Toscana. Stanleybet, già operativa fin dal 2011 con il progetto Cartago, anche se ancora non annunciato alla stampa, ne viene informata e, in applicazione dei suoi protocolli di contrasto agli operatori clandestini nell’ambito del diritto amministrativo, si costituisce nel procedimento di fronte al TAR Toscana, ad opponendum di Goldbet e a favore dell’Amministrazione, rappresentata dall’Avvocatura dello Stato. Costituito ad opponendum anche il concessionario SNAI.

Il TAR Toscana ben conosceva la storia e la vicenda Stanleybet e aveva verso di essa una sua giurisprudenza positiva che prevedeva la disapplicazione dell’art. 88.

Il Tribunale Amministrativo di fronte al ben diverso caso Goldbet, nella sua pubblica udienza del 15/06/2011, riteneva di rivedere il suo orientamento (fino a qual momento positivo per Stanleybet) e decideva di mandare il caso Goldbet alla Corte di Giustizia.

La Corte Europea del Lussemburgo non ha risolto la questione con ordinanza di applicazione della sentenza Costa Cifone.

Questa volta la Corte UE ha ben capito che si tratta di un caso diverso dal perimetro di applicabilità della sua precedente sentenza Costa Cifone e ha invitato le parti alla formulazione di osservazioni scritte.

La Corte di Giustizia, viste le osservazioni di Stanleybet, del Governo Italiano, della Commissione Europea e di altri Stati Europei, tutti concordi nell’evidenziare la compatibilità del diritto dell’Unione con il sistema concessorio italiano e l’assenza di discriminazione subita da Goldbet, decideva di convocare per il 18 Aprile 2013 l’udienza di trattazione orale.

Si tratta di un’udienza epocale in cui, per la prima volta nella storia, Stanleybet e lo Stato Italiano si presentano, come alleate, di fronte alla Corte di Giustizia, unitamente alla Commissione Europea, al concessionario Snai e ad altri Stati Europei”, concludono da Stanleybet.

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