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Scommesse, Snai Servizi chiede autorizzazione a raccolta: “Non si penalizzino operatori nazionali”

  • Scritto da Redazione

In una lettera inviata ieri ai vertici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, Snai Servizi ha chiesto ai Monopoli di Stato l’autorizzazione alla raccolta di scommesse, anche se la società non dispone di una concessione dello Stato.

 

LE RICHIESTE DI SNAI SERVIZI - Più in dettaglio, l’amministratore unico Maurizio Ughi scrive che la società “chiede il rilascio di un’apposita autorizzazione, in conformità alle medesime condizioni organizzative, economiche e fiscali imposte – nell’applicazione della libertà di stabilimento Ue – anche ai soggetti privi di concessione ma che dispongono di una licenza estera” e che in caso di mancata risposta o di riscontro negativo, la società "si vedrà costretta a intreprendere tutte le più opportune iniziative di tutela dinanzi alle competenti sedi giurisdizionali". Nella lettera si afferma che "gli approdi" della giurisprudenza europea "soo stati recepiti dalle Autorità giudiziarie e di polizia dello Stato italiano, risultando così acquisito che, fermi i controlli di pubblica sicurezza sottesi all'ottenimento delle apposite licenze questorili previste dal Tulps, l'esercizio della raccolta del gioco non è impedito a soggetti privi di concessione italiana, legittimati ad operare nel mercato nazionale direttamente in forza dei principi europei di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi". Snai Servizi evidenzia inoltre che "tale impostazione rappresenta una conseguenza della politica di espansione dell'offerta di gioco che persegue nei fatti una finalitù assorbente di esclusiva massimizzazione del gettito fiscale, ma ciò è sancito incompatibile con la persistenza di un regime di accesso a mercato contintentato. Nel consegue che il modello concessione (...) si è reso incompatibile con le condizioni che ne escludono legittimità se fonda il contingentamento sulla sola massimizzazione del gettito erariale: deve essere superato da un sistema a fonte abilitativa generale, nell'esercizio della libertà di stabilimento garantita dal diritto dell'Unione Europea".

 

LA POSIZIONE DEGLI OPERATORI INTERNAZIONALI - Snai ritiene dunque di avere "titolo per pretendere il rilascio di una tale analoga autorizzazione, non discriminatoria; trovandosi nella posizione analoga agli operatori transnazionali che non hanno potuto accedere a una procedura selettiva effettivamente ispirata a condizioni di esercizio non discriminatorie, complessivamente sproporzionate e incongruenti con le superiori condizioni di legittimità imposte dall'ordinamento europeo".

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