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Frodi sportive, Sbordoni: “Bene lotta a illegalità, ma attenzione a sovrapposizione normativa”

  • Scritto da Sm

“Le frodi sportive riguardano un settore ben specifico. Parliamo di una fattispecie di cui si discute da tempo che è anche piuttosto normata, specialmente a seguito delle ultime vicende che hanno coinvolto il mondo del calcio”. Parola di Stefano Sbordoni, legale esperto di gioco e scommesse, alla luce del nuovo disegno di legge del Governo in materia.

“All'attività di raccolta di scommesse – afferma Sbordoni – un testo di questo tipo non può che fare bene. Quando si parla di lotta alle combine c’è però un po’di speculazione, dato che vi sono piu enti che si attribuiscono delle competenze nella segnalazione delle partite sospette o nella raccolta di dati, destando peraltro ulteriori sospetti. Trovo che questo sia uno dei problemi da affrontare. Per non parlare del fatto che il decreto si va ad aggiungere a una serie di leggi - l'art 1 della 401/89, 25 anni fa, titola proprio Frode in competizioni sportive - su quello che è un fatto ‘scontato’, cioè che chiaramente debba essere penalizzata la frode sportiva a tutti i livelli. Io sono comunque del parere che vanno evitati gli eccessi normativi su una stessa materia, che vanno a complicare le cose. E questo si è visto con situazioni come quelle dei Ctd che sono diventate insostenibili. Deve essere presa l'accortezza, invece, di verificare l'esistente e migliorare le norme che già ci sono. Dobbiamo poi rafforzare tutto quello che c’è sotto la norma: dalle sanzioni ad una maggiore attenzione nelle varie fasi prodromiche, al fare le verifiche. Bisogna agire soprattutto sulle federazioni e sulle società di calcio (in quanto sport più coinvolto) per evitare situazioni di questo tipo. Il peso maggiore lo possono esercitare proprio loro. La rivisitazione dei contratti con i giocatori è uno dei mezzi attraverso cui agire, ad esempio”, aggiunge il legale.

 

La lotta ai Ctd resta uno degli elementi fondamentali, crede che si stia smovendo qualcosa in tal senso? “C’è una attenzione rinnovata sulla lotta ai Ctd, ed estesa anche a nuovi soggetti. L’origine, però, sta in una cattiva normativa o meglio in una serie di normative sovrapposte che hanno creato dei buchi. Non si può prescindere da una serie di competenze e di strategie di medio e lungo termine per affrontare la lotta all’illegale. Mi pare che, comunque, ci sia fermento per lavorare alla lotta al gioco illecito. Vediamo se queste norme saranno utili, ma bisogna prestare molta attenzione a come vengono fatte e da chi. Sia l’amministrazione che altre istituzioni stanno prendendo atto che l’organizzazione del gioco a terra deve essere rivista o, per meglio dire, risistemata anche in funzione dell’evoluzione imprenditoriale dell'attività stessa, senza posizioni propagandistiche o sterili con il rilancio di anacronostici divieti assoluti”.

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