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Stanley, Cassazione: “Su scommesse non si applica la sentenza della Corte di Giustizia”

  • Scritto da Redazione

La Corte di Cassazione, III Sezione Penale, non ha applicato la sentenza ‘Stanley’ della Corte di Giustizia, ma ha disposto il rinvio del procedimento a nuovo ruolo per attendere la decisione dei Giudici Europei sulla propria domanda di questione pregiudiziale comunitaria, basata su quesiti diversi da quelli del Consiglio di Stato.

 

Ieri 28 gennaio, davanti alla Corte di Cassazione, III Sezione Penale, nel procedimento a carico del Ctd Stanleybet, era fissato il giudizio cautelare per fatti accaduti nel 2014. L'avvocato Daniela Agnello, difensore del titolare del centro, ha prodotto la sentenza del 22 gennaio evidenziando che i giudici europei hanno fondato la decisione, incompleta e parziale, unicamente sul presupposto che l'allineamento temporale delle scadenze delle concessioni italiane può essere considerato funzionale solo a un obiettivo – perseguito dallo Stato Italiano - di riduzione in futuro del numero totale delle concessioni oppure all'esigenza di esercitare controlli di ordine pubblico più rigorosi nel settore delle scommesse. “Entrambi gli obiettivi – si legge in una nota - però, non sono affatto perseguiti dal legislatore italiano che, invece, continua a incentivare il gioco tentando di immettere nel sistema, attraverso la legge di stabilità, ben 7000 nuovi entranti, per di più in assenza di preventivo controllo di ordine pubblico, segnale inequivocabile – quindi - della mancanza di qualsiasi preoccupazione di prevenzione della sicurezza e dell’ordine pubblico”.

Stanleybet ricorda che il Viminale in una circolare esplicativa alle Questure preannuncia l’assenza di qualsiasi corsia preferenziale, in relazione alla concessione della licenza di pubblica sicurezza, a soggetti che hanno una squalificazione soggettiva che sorge dalla presunta commissione del reato di cui all’art 4 legge 401/89 (scommesse clandestine) e che la Corte di Cassazione e successivamente altre 25 autorità giudiziarie italiane, nell'anno 2014, hanno sollevato nuovi e ulteriori quesiti pregiudiziali sulle disposizioni della gara anche in relazione alla valenza discriminatoria dell’obbligo dei partecipanti di devolvere gratuitamente le proprie infrastrutture alla scadenza delle nuove concessioni, fissata a 42 mesi.

Ieri la Corte di Cassazione, rende noto il bookmaker, non ha ritenuto la sentenza del 22 gennaio scorso idonea a risolvere i dubbi interpretativi sollevati dai giudici in sede penale e ha sospeso il procedimento in attesa della nuova sentenza della Corte di Giustizia Anche il Procuratore generale ha aderito al rinvio a nuovo ruolo del procedimento.

“Nuova conferma in sede giudiziaria – commenta Stanleybet - quindi, da parte dei Supremi Giudici e della Procura Generale, che la sentenza del 22 gennaio è una decisione incompleta, interlocutoria e, comunque, collocata al di fuori dell'attuale contesto normativo del sistema concessorio italiano”.

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