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Sanatoria Ctd: dopo la legge regna il caos, tra nuove anomalie e presunte irregolarità

Una regolarizzazione fiscale concreta, ma una regolarizzazione della rete che non si può affatto definire completa. Anzi. All'indomani dell'adesione alla cosiddetta ‘sanatoria’ sui centri trasmissione dati che raccolgono scommesse per conto di bookmaker esteri, che ha portato, come noto, all’adesione di 2197 centri, continua a regnare il caos. E in questi giorni si succedono una serie di segnalazioni provenienti da vari territori che vedrebbero diversi centri inclusi nell'elenco ufficiale pubblicato sul sito dei Monopoli di Stato che persisterebbero nella raccolta di scommesse che consentono vincite superiori a 10mila euro.

Una situazione che viene confermata a GiocoNews.it da diverse fonti legali. Non solo. A quanto pare, oltre alla raccolta ‘anomala’, viene segnalato che, addirittura, molti centri inclusi nel suddetto elenco non risultavano esistenti ed operativi alla data del 30 ottobre 2014. Un’ulteriore anomalia che, se confermata, potrebbe derivare dalla concessa autorizzazione al trasferimento di quel determinato punto vendita da parte dai Monopoli di Stato una volta regolarizzato il soggetto giuridico (incluso nell'elenco allegato alla dichiarazione di adesione) visto che, come prescritto dalla norma (all'art. 1 comma 643 L. 23/12/14 n. 190) è il ‘soggetto’ e non il ‘centro’ che doveva risultare attivo alla data del 30 ottobre. Il risultato, tuttavia, è una situazione del betting fisico italiano tutt'altro che facile e chiara.

LO SCENARIO - Le reti dei gestori dei concessionari che possono essere definiti ‘preesistenti’ alla regolarizzazione fiscale, si trovano infatti nella difficile situazione che investe il territorio del mercato di riferimento. Per una sorta di ‘nuova discriminazione’, ma questa volta dei concessionari di stato, per un autentico paradosso. Per questa ragione è opportuno capire chi può e chi non può operare e a quali condizioni, considerato che il disciplinare per la raccolta delle scommesse, sottoscritto dagli operatori esteri che hanno aderito alla regolarizzazione, non consente deroghe operative (fatto salvo per quanto attiene al collegamento al totalizzatore nazionale) a quanto già prescritto per tutti gli operatori del settore, inderogabilmente a pena di decadenza del diritto concessorio (per i concessionari) e del diritto alla raccolta (per i regolarizzati).

Sembra, quindi, legittimo che gli operatori di questo mercato - da troppo tempo privo dei presupposti minimi per un'analisi compiuta, tenendo conto della troppo elevata incidenza dei fenomeni non autorizzati - si aspettino l'avvio di una nuova fase caratterizzata dal necessario rigore di controlli e sanzioni, anche ai sensi del Decreto Balduzzi e a tutela delle fasce deboli, non più e non solo rivolto verso i concessionari autorizzati, bensì anche verso i non autorizzati e quegli operatori che, dopo aver versato, con l'adesione alla procedura di regolarizzazione, considerevoli somme di denaro nelle casse dello Stato, hanno però ancora tutto da dimostrare in termini di reale rigore operativo. Su questo punto sarà necessaria una forte azione da parte dei Monopoli di Stato che non potranno che vigilare in maniera seria e approfondita la rete fisica, a tutela del mercato e degli utenti.

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