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Agisco contro Snai: 'La fuga della clientela ci porterà alla rovina'

"Stupiscono le odierne dichiarazioni del Presidente Snai pubblicate dalla stampa. Le imprese dei Gestori dei “Punto Snai” non rivendicano un contratto migliore, ma urgenti misure da parte di Snai per rilanciare il marchio e arginare la fuga della clientela verso altri punti vendita di gioco lecito, dove l’offerta è strutturata per soddisfare davvero le richieste del pubblico; ciò per bloccare il crollo degli incassi che ha portato le imprese dei gestori al dissesto economico e finanziario".

E' la posizione di Agisco che da tempo chiede "di incontrare i vertici della Società per dire la nostra al fine di invertire la tendenza all’abbandono dei nostri Negozi e far comprendere le motivazioni del crollo della quota di mercato di Snai. Il nostro patrimonio è il cliente scommettitore, un “bene” da conservare che non può essere visto come un 'usa e getta' e questa SNAI deve tornare a capire e a gestire le differenze che esistono tra una schedina al totalizzatore e una scommessa contro il banco".

 

La fuga della clientela è il vero problema secondo Agisco: "Un problema che ci sta portando alla rovina e lo possono testimoniare tutti i gestori Snai -­ non solo quelli associati Agisco – che ci inviano lettere di richiesta di aiuto: a tal fine invitiamo la stampa ad intervistare direttamente i gestori Snai per rendersi conto di persona della drammatica situazione. L’annunciata decisione di recedere dai contratti è una soluzione estrema, ma che risponde a una logica: se il giocatore non sceglie più un Punto Snai, Snai può anche raddoppiare la remunerazione ma il problema non si risolve e i nostri negozi di gioco soffrono sempre più, al punto che dall’inizio dell’anno decine di gestori hanno chiuso i battenti e stanno cercando partner con i quali continuare l’attività e poter onorare i debiti con Snai, debiti che restando sotto contratto con Snai non potevano altro che aumentare. Per tutti questi motivi Agisco auspica un fermo intervento dell’autorità garante della concorrenza e del mercato al fine di censurare l’uso (o l’abuso) della posizione di supremazia contrattuale di Snai nei confronti di piccole società alle quali non riconosce una franca ed equilibrata interlocuzione tramite le associazioni di categoria. Siamo comunque sempre pronti a un dibattito pubblico -­‐ anche se i numeri di Snai e le relative quote di mercato si commentano da soli -­‐ auspicando però che serva finalmente a fornire soluzioni, non giustificazioni".

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