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Commissione Ue: dibattito aperto su partite truccate e scommesse

Discussione aperta in Commissione Ue sulle partite truccate e le scommesse illegali con l'interrogazione di Silvia Costa a nome della commissione per la cultura e l'istruzione.

 

In Commissione Ue si parla di lotta alle partire truccate e alle scommesse illegali nella discussione scaturita dopo la presentazione dell'interrogazione da parte di Silvia Costa a nome della commissione per la cultura e l'istruzione.

IL COMMISSARIO UE - Il commissario Ue, Tibor Navracsics, ricorda “la storia della ratifica della convenzione, che è stata dichiarata aperta alla firma nel settembre 2014. La proposta per la firma della convenzione è stata una delle priorità della nuova Commissione e una questione di particolare importanza per me.

Il 2 marzo 2015 la Commissione ha presentato una proposta per la firma della convenzione a nome dell'Unione europea. Tale proposta ha preso la forma di due decisioni del Consiglio, una per quanto riguarda le questioni relative al diritto penale sostanziale e la cooperazione giudiziaria in materia penale, e una su altre questioni, come la cooperazione tra le organizzazioni sportive, operatori di scommesse e amministrazioni statali.

Sotto la presidenza lettone e lussemburghese nel 2015, si sono svolte discussioni in seno al Consiglio su tali proposte per la firma. Mentre il contenuto delle proposte sono state concordate in sede di Coreper, nel novembre 2015, le proposte sono state bloccate, come chiesto dal Consiglio, per trovare la conferma di un comune accordo da parte di tutti gli Stati membri prima di procedere ad una votazione. Questo permette uno stato membro di continuare a bloccare il processo.

La Commissione non è d'accordo con questo approccio. La procedura e il voto applicabile è chiaro: il trattato stabilisce chiaramente voto a maggioranza qualificata per questo tipo di decisione del Consiglio. La Corte di giustizia ha anche confermato in una recente sentenza che le regole relative al modo in cui le istituzioni europee arrivano alle loro decisioni sono stabilite dai trattati e non sono a disposizione degli Stati membri o delle istituzioni stesse. Tuttavia, questo punto di vista non è stato condiviso durante le discussioni in sede di Coreper, nel novembre 2014, quando la Presidenza ha rifiutato di procedere ad una votazione. Questa è una domanda a cui il Consiglio e la Presidenza devono trovare una risposta. Nonostante gli sforzi della presidenza olandese, non si è trovato un compromesso che consenta una svolta.

La Commissione deplora l'attuale situazione di stallo. La Commissione è pienamente consapevole dei benefici della convenzione e vorremmo che possa entrare in vigore il più presto possibile. Perchè la convenzione entri in vigore, cinque firmatari devono ratificarla e tre di questi cinque devono essere membri del Consiglio d'Europa. Ad oggi, ci sono due ratifiche. Se non vi è accordo in seno al Consiglio, la convenzione entrerà in vigore senza l'Unione europea e la maggior parte degli Stati membri dell'Ue resterebbe ai margini. Sarebbe una situazione spiacevole.
Data la natura della convenzione, che collega le questioni di competenza nazionale con la competenza dell'Ue, tra cui la competenza esclusiva dell'Ue, la Commissione ritiene che un approccio coordinato per la firma e la ratifica della convenzione da parte degli stati membri rimane necessaria in conformità al principio di leale collaborazione.
La Commissione punta a far sì che tutte le parti continuino a cercare una soluzione. La Commissione, da parte sua, continuerà i suoi sforzi per convincere tutti gli Stati membri a sostenere il processo di firma e ratifica. Useremo tutte le opportunità per sottolineare l'importanza della partecipazione dell'Ue in tale convenzione.
Sosteniamo pienamente la convenzione come uno strumento prezioso nella lotta contro le partite truccate. Per gli stati che scelgono di ratificarla, sarà lo strumento internazionale giuridicamente vincolante prima di combattere le partite truccate - che rappresenta una solida base per garantire il coordinamento e la cooperazione pan-europea nella lotta contro le partite truccate.
La Commissione ha bisogno del vostro sostegno nel tentativo di trovare una svolta. La convenzione è uno strumento importante, ma dobbiamo continuare a guardare partite truccate da tutte le angolazioni. Nella Commissione, i colleghi che si occupano di sport, scommesse, criminalità organizzata e corruzione continueranno a lavorare a stretto contatto. Noi continueremo a finanziare progetti per la lotta contro le partite truccate e per aumentare la consapevolezza sul problema.
C'è anche un progetto pilota finanziato dall'Unione europea che supporta quattro attività principali, tra cui uno per preparare gli Stati membri all'entrata in vigore della convenzione. Contiamo sul vostro sostegno per aiutare il Consiglio a trovare un modo per superare l'attuale situazione di stallo e consentire agli Stati membri e all'Ue di firmare e ratificare la convenzione al più presto possibile”.

 

Nicola Caputo (S&D) sottolinea : “Truccare le partite è una vera e propria minaccia allo sport, perché ne mina valori come l'integrità, la lealtà e il rispetto per il prossimo e rischia di allontanare i tifosi e i sostenitori dalle attività sportive organizzate. Le partite truccate sono spesso appannaggio di una criminalità organizzata che opera su scala mondiale. Si tratta di un problema divenuto ormai prioritario per il movimento sportivo e per le autorità incaricate dell'applicazione della legge in tutto il mondo.
Apprezzo molto il fatto che dei fondi europei siano stati assegnati a partenariati pubblico- privati per la realizzazione di progetti volti a individuare i fattori di rischio per le partite truccate e lo sviluppo di strumenti per la loro gestione. Apprezzo anche molto le normative europee in materia di gioco d'azzardo online e la creazione di una piattaforma europea di discussione per i regolatori nazionali del gioco d'azzardo, ma ciò non basta.
L'Unione europea deve avere un ruolo maggiore nella lotta contro le partite truccate. Abbiamo due organizzazioni in Europa che si occupano di cooperazione transfrontaliera di accertamento e perseguimento di reati gravi: Europol ed Eurojust. La Commissione può invitare queste agenzie a cooperare più strettamente con il movimento sportivo e dare maggiore attenzione alle partite truccate. Gli Stati membri dovrebbero attuare misure volte a prevenire i conflitti di interesse tra gli operatori di scommesse e le organizzazioni sportive e ad incentivare i regolatori delle scommesse sportive ad intensificare la lotta contro le frodi e le scommesse illegali.
Il Parlamento europeo ha evidenziato in varie occasioni il proprio impegno contro le partite truccate, ribadendo il suo pieno sostegno nei confronti della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, che rappresenta a mio avviso il miglior strumento e quadro giuridico per lottare a livello internazionale contro le scommesse sportive illecite.
Penso sia essenziale che l'Unione europea e i suoi Stati membri siano coinvolti nell'istituzione di un sistema di monitoraggio e nello sviluppo di una cooperazione operativa nel quadro della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive sin dal momento della sua entrata in vigore. Ricordo che l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea invita l'Unione e gli Stati membri a favorire la cooperazione con le organizzazioni internazionali nel settore dello sport, in particolare con il Consiglio d'Europa. L'azione dell'Unione europea può contribuire in modo determinante ad affrontare le sfide transnazionali che lo sport deve affrontare in Europa, quali le partite truccate, che richiedono sforzi congiunti e un approccio coordinato.
Uno dei principali obiettivi della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive è promuovere la cooperazione nazionale e internazionale. Il capo 3 della Convenzione fissa infatti una serie di disposizioni per agevolare lo scambio di informazioni tra tutte le parti interessate. La lotta alle partite truccate richiede una stretta collaborazione tra i movimenti sportivi, i governi, gli operatori delle scommesse, le autorità incaricate dell'applicazione della legge e le organizzazioni internazionali, e una gamma così ampia di parti interessate costituisce di per sé una sfida. L'Unione europea può contribuire a creare unità e assicurare un approccio più coordinato.
Gli Stati membri si trovano in fasi diverse dello sviluppo del contrasto alle partite truccate. La natura transnazionale delle partite truccate comporta verosimilmente la collaborazione tra Stati membri con livelli diversi di esperienza, creando la necessità di condivisione di buone pratiche e sviluppo di competenze. In questo, l'Unione europea gioca un ruolo importante nello sviluppo di capacità come catalizzatore della cooperazione e in definitiva come sostegno all'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive.
Esiste un ampio sostegno degli Stati membri a favorire una rapida entrata in vigore della Convenzione, e alcuni sono pronti a ratificarla ma non hanno potuto semplicemente farlo a causa di questioni procedurali tutte interne all'Unione europea. Vorrei quindi chiedere alla Commissione quali ulteriori passi intende adottare al fine di rompere questo stallo e consentire agli Stati membri che hanno svolto un ruolo fondamentale nella preparazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive di firmarla e ratificarla al più presto”.
Isabella Adinolfi (Efdd) aggiunge: “Mi spiace dover constatare per l'ennesima volta che manca una volontà reale di cambiamento e che si tende come sempre a procrastinare qualsiasi cosa, anche quando essa è la più necessaria.
Ritardare l'entrata in vigore della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive appare ai miei occhi un'occasione mancata per restituire ai cittadini la fiducia persa nel mondo dello sport, in particolar modo in un momento in cui si susseguono, quasi quotidianamente, scandali nella stragrande maggioranza delle discipline sportive.
Circa un anno fa in questo stesso Parlamento, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo denunciato lo scandalo che ha investito il mondo del calcio, nel quale, come ricorderete, erano coinvolti i massimi esponenti della Federazione internazionale calcio. Già allora chiedemmo un'inversione di rotta, qualcosa che riportasse il mondo dello sport alla sua reale e basilare vocazione, cioè quella di aggregare, di unire, un ritorno alla cultura dello sport, che incarnasse quei valori di eguaglianza, lealtà e integrazione sociale che sono alla base della società civile.
Negli ultimi anni, l'accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno favorito un consistente incremento degli interessi economici, trasformando ogni competizione sportiva in un mero mezzo per raggiungere guadagni sempre maggiori. Le organizzazioni criminali, naturalmente, hanno fiutato la possibilità di guadagno e hanno iniziato ad agire, prima a livello nazionale, poi a livello transnazionale, rendendo di fatto la vigilanza qualcosa di estremamente complesso.
Dai recenti scandali si può dedurre in maniera incontrovertibile che gli sforzi e le misure portati avanti finora non hanno sortito gli effetti sperati e la motivazione è da ricercare nella mancanza di cooperazione tra i diversi paesi. Per evitare, come don Chisciotte, di continuare a combattere contro i mulini a vento, abbiamo bisogno di un lavoro di squadra che si basi sulla condivisione delle informazioni e delle best practice. Sono stata informata dal presidente dell'Intergruppo rugby di un'iniziativa degna di nota: si chiama Keep Rugby Onside e consiste in un portale di informazioni on-line per educare e proteggere i giocatori, gli allenatori, gli ufficiali di gara dai pericoli delle scommesse e delle partite truccate.
Chiedo quindi alla Commissione, quando arriverà, che faccia quanto in suo potere affinché si superi questa impasse e si giunga ad una rapida entrata in vigore della Convenzione, che si presenta come il primo vero passo verso una più marcata collaborazione nella lotta alla manipolazione delle gare sportive.
Mi preme ricordare che la mancata ratifica delle convenzioni internazionali per opposizione di uno o più Stati membri in Consiglio, in casi meritevoli come questo, è un vero e proprio insulto ai 500 milioni di cittadini che noi rappresentiamo. In quest'Aula vengono infatti fatte enormi pressioni e chiesti enormi sacrifici in nome di un generico interesse dell'Unione, ma stranamente quando gli interessi in questione sono quelli dei cittadini europei troppo spesso quest'Aula tace. L'assordante silenzio di molti nel caso della vergognosa, per esempio, mancata ratifica del trattato di Marrakech è solo uno dei tanti esempi che si aggiunge e si ripete ancora oggi con la convenzione sulla manipolazione sportiva”.
 
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