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Europol sul match fixing: 'Gli Stati adottino la convenzione'

  • Scritto da Ca

L'Europol chiude una due giorni di dibattito nella sua sede de L'Aia per parlare di contrasto al match fixing. 

 

 

"La corruzione sportiva ai fini delle frodi nel betting è un fenomeno criminale in aumento e spesso gestito da gruppi criminali organizzati che operano a livello transazionale. Utilizzano modalità operative e adottano strutture molto complesse. L'unica risposta da dare è l'adozione di un approccio multidisciplinare e trasversale che coinvolga tutti gli attori chiave del settore pubblico e privato. Europol e Uefa hanno vinto tante battaglie ma ci sono ancora sfide enormi da affrontare e tanti nemici da sconfiggere". E' il messaggio uscito dalla due giorni che è in via di conclusione oggi, venerdì 17 novembre, nella sede Europol de L'Aia. Riunite le principali e più autorità e associazioni sportive e di controllo con rappresentanti del Comitato Olimpico, del Consiglio d’Europa, gli esperti di settore dei governi di 18 Paesi (tra questi anche 3 non Ue, Svizzera, Australia e Moldova), oltre a delegati di Eurojust, Interpol, Uefa, Sportradar e la Tennis Integrity Unit.

Il Consiglio d'Europa è in prima linea per l'adozione di importanti strumenti giuridici internazionali atti a contrastare la corruzione. In particolare l'idea è quella di stipulare la convenzione sulla manipolazione delle competizioni sportive, l'unico testo internazionale e giuridicamente vincolante che può esistere sul campo d'azione. Per raggiungere il risultato il Council fo Europe ha messo in atto una serie di attività e progetti concreti per facilitare l'attuazione della Convenzione in quanti più paesi sia possibile.
David Ellero, dirigente di Europol nella Unità contro i Crimini Economici, ha commentato che "la corruzione sportiva è un fenomeno di certo legato alla criminalità organizzata, spesso di stampo mafioso è responsabilità di Europol combatterla con lo stesso approccio adottato nel lottare contro altri fenomeni criminali come il traffico di droga e il contrabbando di armi. Dobbiamo garantire che la manipolazione delle competizioni sportive non paghi e non attiri più criminalità organizzata”.
Segue anche Friedrich Martens, capo dell’unità del Cio contro le manipolazioni sportive: "Il Comitato Olimpico Internazionale sta lavorando alla salvaguardia degli sport dal match fixing dall’inizio degli anni 2000 e applica una ‘Strategia a 3 pilastri’ per affrontare un problema complesso, da tutti i punti di vista, regolatorio, preventivo e basato sull’intelligence. Con la costituzione di una unità dedicata, questa lotta è ulteriormente rafforzata verso tutti gli sport del Programma Olimpico. L’obiettivo è coinvolgere ulteriormente tutti gli stakeholder. Il Cio ritiene che si può vincere questa lotta solo attraverso un approccio concertato di tutte le parti interessate: forze dell’ordine, governi, piattaforme nazionali, organizzazioni sportive e operatori delle scommesse”.
“Il Consiglio d’Europa si impegna a garantire il coordinamento tra gli Stati e la collaborazione tra i principali soggetti interessati, nazionali e internazionali - ha detto Mikhael De Thyse, segretario della Convenzione sulla manipolazione degli eventi sportivi - Gli obiettivi comuni, tra le forze di polizia, sono di consentire indagini efficaci e sanzioni adeguate per il match fixing, sostenendo framework operativi e buone pratiche. La proficua collaborazione con Europol in questo campo ha contribuito alle attività del Consiglio d’Europa, in particolare in relazione al progetto finanziato dall’UE Keep the Crime Out of Sport”.

 

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