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Giuffré (Interpol): 'Match Fixing sia reato ovunque, aumentano gli sport colpiti'

  • Scritto da Gt

Daniela Giuffré dell'Interpol analizza il match fixing tra difficoltà di collaborazione tra Paesi e l'aumento di sport colpiti da combine. 

 

Il match fixing in molti Paesi europei non è reato e le forze di polizia non riescono a collaborare in questa lotta proprio per questa barriera che blocca le azioni contrarie alla lotta ai criminali. Nel corso dell'incontro "La frode sportiva nel diritto penale e nell'ordinamento sportivo", organizzato dall'Ordine degli avvocati di Roma con la Federazione Italiana Nuoto, ha analizzato la questione Daniela Giuffrè, vicequestore ed ex responsabile dell'Unitá Sport Integrity dell’Interpol. “Nel nostro Paese, soprattutto al Sud, i criminali sono interessati al match fixing in primis per riciclare, poi per guadagnare, ma anche per immagine e ed avere consenso”

Gli sport coinvolti in casi di match-fixing, nel 2017, sono stati calcio, tennis, pallavolo, badminton, pallamano, cricket, baseball, basket, pugilato, rugby, tennis tavolo, biliardo inglese, corse di cavalli e automobilismo: “Un numero di discipline molto elevato, che rende l'idea sull'ampiezza del fenomeno”.

 

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