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Minimi garantiti, CdS: 'Niente avvisi per fermo amministrativo'

  • Scritto da Fm

Il Consiglio di Stato conferma fermo amministrativo di agenzia di scommesse per crediti di Adm su minimi garantiti e quote di prelievo per concessioni scadute e senza garanzie.

“È assorbente la considerazione che il provvedimento di fermo amministrativo ha natura cautelare ed è basato, per sua natura, su ragioni di urgenza, in quanto rivolto a sospendere, in presenza di ragioni di credito, eventuali pagamenti dovuti, la cui mancata erogazione, altrimenti, sarebbe ascritta a mora dell’amministrazione debitrice".

 

Lo rileva il Consiglio di Stato rigettando il ricorso di una società contro il ministero dell'Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il ministero delle Politiche agricole, per la riforma della sentenza del Tar Lazio che nel 2018 aveva confermato il fermo amministrativo di un'agenzia di scommesse che deve ad Adm oltre un milione di euro.

 

 

“Trova, perciò, applicazione l’articolo 7, comma 2, della legge n. 241 del 1990, in base al quale la necessità della comunicazione di avvio del procedimento è esclusa per i provvedimenti cautelari, senza necessità di una specifica motivazione sulle esigenze di celerità del procedimento (richiesta dal comma 1 del medesimo articolo 7), poiché i procedimenti e i provvedimenti cautelari sono urgenti per definizione e per presunzione legale assoluta (Cons. Stato, Sez. VI, n. 1909 del 2002 e n. 350 del 1998)”, rilevano i giudici.
“Infatti, la adozione di una misura cautelare, quale il fermo amministrativo, non deve essere preceduta dall’avviso di avvio del procedimento di cui all’art. 7 cit., considerato che la misura cautelare tende a conservare la situazione esistente in attesa della adozione di statuizioni definitive, mentre tale esigenza sarebbe compromessa dalla previa comunicazione all’interessato della stessa misura, che non va differita (Cons. Stato, Sez. IV, n. 2271 del 2010)”.
 
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