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Tar Lombardia: 'Giorno di chiusura settimanale serve ad arginare Gap'

Il Tar Lombardia conferma regolamento sul gioco di Osnago (Lc) e necessità di limiti orari e giorni di chiusura per arginare il Gap.

"Il regolamento impugnato si basa su una coerente rappresentazione della situazione di fatto in ordine alla diffusione della ludopatia e alla distribuzione capillare degli apparecchi per il gioco d’azzardo, sicché la previsione di un giorno di chiusura settimanale risulta misura adeguata ad arginare il fenomeno e, nel contempo, proporzionata, poiché incide in misura davvero minima sullo svolgimento dell’attività imprenditoriale di gestione della sala da gioco".

Questa è la motivazione attorno a cui ruota la sentenza con cui il Tar Lombardia ha respinto il ricorso di una società titolare di una sala scommesse per l'annullamento del regolamento comunale di Osnago (Lc) per la disciplina delle sale da gioco del 2011 e dell'ordinanza con cui il Comune di Osnago nel 2016 ha ordinato alla ricorrente il rispetto degli orari previsti, nello specifico intimando di indicare e rispettare il giorno di chiusura settimanale obbligatorio, in coerenza con l'art. 11 del citato regolamento.

 

I giudici amministativi quindi ricordano che "la giurisprudenza oramai unanime è assestata nel ritenere che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco, accresce oggettivamente il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza (CdS, Sez. V, 5.6.2018, n. 3382, Tar Veneto, Sez. III, 4.6.2018, n. 598, 3.5.2017, n. 434), risultando pertanto la misura adottata idonea allo scopo perseguito, consistente nella prevenzione, nel contrasto, e nella riduzione del gioco d'azzardo patologico.
Non solo, la giurisprudenza precisa che 'nell'attuale momento storico la diffusione del fenomeno della ludopatia in ampie fasce della società civile costituisce un fatto notorio, o comunque, una nozione di fatto di comune esperienza, come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale' (Tar Veneto, Sez. III, 7.2.2017 n. 128).
Va precisato che l’idoneità della norma regolamentare impugnata a realizzare l’obiettivo perseguito deve essere valutata tenendo presente che la sua finalità non è quella di eliminare ogni forma di dipendenza patologica, che a ben vedere, può trovare origine in altri giochi leciti, come il lotto, il superenalotto, i giochi online, ecc. (Tar Veneto, n. 434/17 cit.), ma solo quella di prevenire, contrastare e ridurre il rischio di dipendenza patologica derivante dalla frequentazione di sale da gioco o scommessa e dall’utilizzo di apparecchiature per il gioco.
In altre parole, malgrado la previsione di un giorno di chiusura settimanale, così come la riduzione degli orari di apertura delle sale pubbliche da gioco, siano solo alcuni degli strumenti attivabili a livello locale per la prevenzione delle ludopatie, affiancandosi ad altre misure, anche di carattere sociale e sanitario, che le autorità pubbliche, di volta in volta competenti, possono attivare per combattere il fenomeno, nondimeno, resta fermo che i provvedimenti impugnati sono idonei al loro scopo, incidendo sull’offerta del gioco d’azzardo, limitandone la fruibilità sul piano temporale, mediante uno strumento di carattere di portata generale, che pone le condizioni per la sua riduzione (Tar Lombardia, Milano, Sez. I, 9.7.2018, n. 1669)".
 
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