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Spadafora: 'Entro fine maggio date certe su ripresa campionati di calcio'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il ministro dello Sport assicura l'impegno del Governo a far ripartire le attività sportive, legate anche al betting nelle agenzie 'fisiche' oggi chiuse.

In attesa di date sulla "fase 2" (o forse sarebbe meglio chiamarla "fase 3") del gioco, che potrebbe avvenire anche su base regionale, sulla base di un orientamento già prospettato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e che si sta consolidando in questi giorni, a seguito del pressing delle Regioni (che chiedono una maggiore autonomia e riaperture anticipate) si rafforza il legame tra essa e quella del mondo del calcio. Con la prospettiva, sempre più concreta, che almeno per questo settore ci saranno presto delle date certe sulla ripartenza dei massimi campionati italiani, seguendo l'orma tracciata dalla Germania, che ha già annunciato il riavvio della Bundesliga.

Il Governo non può ancora indicare date certe" ma "la ripresa delle attività sportive potrebbe avvenire in tempi non troppo lunghi. Il prossimo 18 maggio dovrebbe essere emanato un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che regolerà le attività per le successive due settimane". Il ministro allo Sport Vincenzo Spadafora ha risposto così, in commissione Cultura della Camera, all'interrogazione della deputata Paola Frassinetti (FdI) in merito all'adozione di un protocollo d'intesa per la prosecuzione delle attività sportive incluso il campionato di calcio di serie A".

Spadafora, chiamato per la seconda volta nel giro di pochi giorni a esprimersi in merito in Parlamento, auspica che da ora e fino al 18 maggio "saranno maturate tutte le condizioni per consentire la ripresa completa delle attività sportive e che quindi entro la fine di maggio possano essere indicate date certe. Il Governo sta lavorando alacremente per definire i protocolli di sicurezza, che tuttavia non rappresentano la sola condizione per la ripartenza, essendo anche necessario che ci siano i presupposti sanitari. Il Governo è ben consapevole del fatto che tre mesi di arresto forzato delle attività hanno cagionato danni economici importanti e che molte società o associazioni sono in difficoltà. Per questo il nuovo decreto-legge cui il Governo sta lavorando conterrà misure di ristoro e di sostegno, così da consentire a tutti di ripartire in sicurezza".

Proprio nella giornata di ieri, giovedì 7 maggio, i rappresentanti della Figc sono stati auditi dal Comitato tecnico-scientifico, sul protocollo proposto dalla Federazione, un colloquio nel quale sono state ribadite criticità come la disponibilità dei tamponi e la gestione dei casi di positività al Covid-19.

Ovviamente, la ripartenza del campionato di calcio avrà conseguenze "benefiche" anche sul settore delle scommesse sportive, tenendo tuttavia conto che al momento le agenzie legali sono chiuse: se si riavvierà il campionato di calcio, sarà assolutamente necessario riaprirle (seguendo tutte le precauzioni vigenti per gli altri locali, naturalmente), o perlomeno valutare seriamente quelle che sarebbero le conseguenze nel non volerlo o poterlo fare, quindi il rischio concreto di incentivare e rispolverare le scommesse clandestine.

E naturalmente il pressing perché il mondo del calcio made in Italy possa ripartire è forte. Nell'intervenire in commissione alla Camera, in risposta alle dichiarazioni di Spadafora, Federico Mollicone, di Fratelli d'Italia, ha preso atto che il ministro "ha fornito qualche risposta in merito ai protocolli di sicurezza, ma alla data odierna non ci sono ancora notizie certe rispetto alla data della ripresa dei centri sportivi". Il deputato si chiede, quindi, come "stia lavorando la cosiddetta task-force di supporto al Governo per organizzare le riaperture. Rispetto al decreto-legge preannunciato, e a
quelli già emanati, rilevo che tutti coloro che vivono di sport sono ancora in attesa di sapere come verranno attuati. A mio avviso, devono essere introdotti meccanismi fiscali per l’ammortizzazione dei costi che i proprietari delle strutture dovranno affrontare per la messa in sicurezza degli impianti sportivi e per l’organizzazione degli eventi, nonché per la detrazione delle spese di sanificazione, come pure incentivi per le sponsorizzazioni, che costituiscono la principale fonte di guadagno per i campionati sportivi dilettantistici. Secondo la Sigis, il sindacato italiano dei gestori di impianti sportivi, servono contributi a fondo perduto e, per i lavoratori del settore sportivo, deve essere rafforzata la rete di protezione sociale". Mollicone ha dunque invitato il ministro a fare in modo che "i costi della sanificazione non ricadano sui gestori e prevedere, nel decreto di prossima emanazione, la proroga delle concessioni".

 

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