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Agenzie scommesse ai concessionari: 'Uniti per salvare il settore'

  • Scritto da Redazione

L'Associazione delle agenzie scommesse italiane invia lettera-appello ai concessionari di Stato per promuovere azione comune a tutela del settore stretto fra nuove tasse, divieto di pubblicità e discriminazioni delle banche.

 

"L’emergenza Covid-19 ci ha costretti a chiudere da ormai quasi 2 mesi, senza che ci sia stata da parte del Governo nessuna presa di posizione nei nostri confronti. Abbiamo messo in atto le forme di protesta che in questo momento ci erano consentite, anche in virtù delle restrizioni sulla mobilità nazionale. Non possiamo più aspettare, l’ultimo provvedimento del Governo, nel quale si ipotizza una ulteriore tassazione su tutte le scommesse sportive e virtuali sia fisiche che online, potrebbe determinare un ulteriore calo dei nostri e dei vostri guadagni, portando molti di noi alla chiusura.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far sentire la nostra voce ancora più chiaramente presso gli organi istituzionali, siamo coscienti che, senza avere voi al nostro fianco, le nostre proteste non avranno quell’incisività che ora meritano.
Siamo disposti a seguirvi in ogni azione di protesta che vorrete proporre, anche alla chiusura delle nostre attività per mandare un segnale chiaro e forte alle istituzioni".

A scriverlo, in una lettera inviata ai concessionari di gioco legale, sono i membri dell'Associazione delle agenzie scommesse italiane, che sabato scorso hanno organizzato un'iniziativa di protesta nelle proprie sale per richiamare l'attenzione sulle conseguenze dell'aumento della tassazione sulle scommesse sportive, prevista dal Dl Rilancio.

"Tutti noi e voi abbiamo necessità di creare un tavolo di trattative con il Governo per affrontare a viso aperto tutte le questioni che da tempo sono rimaste in sospeso per il corretto funzionamento dell’intero comparto e che in questo momento di crisi si stanno accentuando.

Tutti i settori produttivi e merceologici del nostro Paese stanno chiedendo ed ottenendo aiuti volti alla ripartenza dei vari settori. Solo a noi aumentano le tasse. Chiediamo che questa proposta scandalosa venga ritirata.
Vorremmo porre all'attenzione le questioni degli istituti bancari, per i quali siamo soggetti ad alto rischio riciclaggio, cosa che non avviene proprio perché utilizziamo i transiti tracciati. Siamo prigionieri di un codice etico bancario che ci impedisce di aprire conti correnti, di avere Pos ed in ultimo ora di accedere al credito per le Pmi, decretato dal Governo stesso, di 25mila euro", si legge ancora nella lettera.

 

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