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Faelli Eurobet: 'Più tasse sulle scommesse e agenzie chiuse, così si favorisce l'illegalità'

  • Scritto da Ca

L'amministratore delegato di Eurobet Italia, Andrea Faelli analizza l'aumento della tassazione delle scommesse e la chiusura delle sale da gioco.  

“Ci aumentano le tasse e tengono le sale da gioco chiuse. C’è un evidente ostracismo da una parte della maggioranza di Governo ma così si rafforzano solo le scommesse illegali e si aumenta il rischio ludopatia”. Chi segue bene il settore del betting legale (va sempre specificato, e ciò è assurdo) sa che Eurobet, società titolare di regolare licenza nel mercato italiano dalla liberalizzazione del settore nel 2006 e autorevole bookmaker internazionale, parla pochissimo. Oggi, sulle pagine de ‘Il Tempo’, l’amministratore delegato Andrea Faelli, ha commentato senza troppi filtri l’aumento del prelievo dello 0,5% sul turnover delle scommesse sportive legali.

“Eurobet è stata costretta a mettere parte del personale in cassa integrazione e ad anticiparne il pagamento poiché i fondi dallo Stato arriveranno, come minimo, in grande ritardo. Non è stato facile spiegare ai nostri referenti internazionali come mai un governo che aveva promesso di non alzare le tasse non solo non ci permette di tornare a lavorare, ma ha addirittura deciso di aumentare il prelievo dello 0,5% sulla raccolta scommesse. Ciò permette di tutelare i 100mila addetti del mondo dello sport, ma mette a rischio 100mila posti di lavoro del nostro settore.”

E ancora: “Non bisogna pensare alle multinazionali in questo caso, perché il grosso dell’impiego nel mondo del gioco sta negli oltre 10mila punti vendita gestiti in franchising da famiglie o piccoli imprenditori che dai primi di marzo sono chiusi e non sanno quando riapriranno. A quanto ci risulta, il 10% della nostra rete ha già deciso di mollare”.

La tassa sembra un “piccolo rincaro”, come lo ha definito qualche membro del Governo ma avrà un impatto devastante: “Sarà un colpo letale  - spiega Faelli - poiché lo 0,5% è calcolato sulla raccolta e non sul profitto, quindi rappresenta un aumento del 17/18% di quanto noi versiamo al Fisco oggi. Qui si crea un altro paradosso perché lo Stato non permette di svolgere la nostra attività, ma alza le tasse. Noi facciamo un lavoro per conto dello Stato e impedendoci di svolgerlo l’amministrazione pubblica si dà la zappa sui piedi, senza considerare che gli italiani si rivolgeranno al mercato del gioco illegale”.

Ecco un altro tema, il mercato parallelo in mano alle mafie che si sta già sfregando le mani: “Se la tassazione rimarrà quella prevista dal DL Rilancio, noi non riusciremo ad essere competitivi rispetto ai picchetti illegali e il risultato sarà scontato. Le sale potrebbero ripartire già oggi poiché ci siamo immediatamente organizzati per adattarci ai protocolli, acquistando sanificanti, mascherine, plexiglas e percorsi guidati all’interno dei locali. La nostra rete avrebbe rispettato tutti i parametri previsti”.

E così le distorsioni che parte della politica dice di voler combattere, invece, si inaspriscono: “Voglio ricordare che noi siamo i primi a combattere la ludopatia, e senza di noi il ludopata si rivolgerà a persone senza scrupoli che sfrutteranno il problema. Non so per quanto potremo reggere la chiusura, ma se sarà prolungata saremo costretti ad effettuare dei tagli, ma non voglio neanche pensarci ora. Se in Italia continueranno a mancare le certezze i grandi player internazionali si rivolgeranno ad altri mercati. Purtroppo, gran parte del Governo non ci ascolta e con il Decreto Dignità ha manifestato tutta la sua miopia.”

 

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