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Tar: 'Ctd non hanno titoli per chiedere autorizzazione ex 88 Tulps'

  • Scritto da Redazione

Il Tar Campania conferma il 'no' della Questura a concessione della licenza ex art. 88 Tulps chiesta da alcuni Ctd per la raccolta di scommesse.

Con una serie di sentenze, il Tar Campania, ha bocciato le richieste di annullamento dei decreti questorili che hanno sancito il rigetto della richiesta di licenza ex art. 88 Tulps ad alcuni centri di trasmissione dati.

I giudici amministrativi ricordano che “il sistema nazionale, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 2 comma 2-ter del d.l. n. 40/2010 (inserito dalla legge di conversione 22 maggio 2010 n. 73), configura un sistema autorizzatorio 'a doppio binario', in cui chi intenda svolgere l'attività di giochi e scommesse è tenuto a munirsi sia della concessione da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato che dell'autorizzazione di pubblica sicurezza di cui all’art. 88 Tulps”.

 

Ma, come confermato in particolare dal Consiglio di Stato, è “inammissibile il rilascio della licenza di polizia nei confronti dei Centri di trasmissione dati, ritenendo in conclusione che 'la qualità del concessionario costituisce presupposto imprescindibile ai fini del rilascio della licenza di polizia; i titolari di Ctd non hanno nessun titolo sostanziale a chiedere l'autorizzazione ex art. 88 del Tulps, né interesse a ricorrere contro il diniego del Questore, non potendo in ogni caso svolgere l'attività per cui è stata chiesta l'autorizzazione senza la qualificata presenza nel nostro ordinamento del soggetto nel cui interesse si agisce, ossia del legale concessionario; [...] la provenienza della domanda di licenza da un Ctd sostanzialmente privo del carattere legittimante determina incertezze presso gli stessi scommettitori; tale incertezza costituisce di per sé un valido e sufficiente motivo di ordine pubblico per denegare l'autorizzazione, in quanto si pone in contrasto con le esigenze di tutela del consumatore, anch’esse protette dal diritto comunitario'”.
 
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