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Ctd, avvocato Agnello: 'Da Tribunale Taranto inapplicate regole di diritto'

L'avvocato Daniela Agnello commenta le recenti sentenze con cui la Cassazione ha dato ragione all’operatore Stanleybet, ostacolato e discriminato nell’accesso al sistema concessorio italiano.


All'indomani della pubblicazione della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha nuovamente annullato l'ordinanza del Tribunale di Taranto contro il riesame del sequestro preventivo delle postazioni di un Ctd operante per Stanleybet, l'avvocato Daniela Agnello, legale dell'operatore, commenta la pronuncia.


"La IV Sez. Penale della Corte di Cassazione ha nuovamente annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Taranto che aveva deciso in sede di annullamento con rinvio da parte della III Sezione penale, in materia di raccolta abusiva di gioco, contestata alla titolare del centro Stanleybet.
In questo procedimento, sono intervenute due pronunce da parte di due diverse sezioni della Corte di Cassazione che hanno entrambe cassato le ordinanze del giudice territoriale che voleva ritenere integrato il fumus del reato.
Nella prima pronuncia della III Sezione della Corte si afferma testualmente che 'La Stanleybet Malta non ha partecipato in ragione della ritenuta discriminatoria disciplina nazionale … in quanto è stata imposta forzosamente al concessionario la cessazione dei beni, e pertanto ciò funge da deterrente alla partecipazione alle gare e ciò può rappresentare una restrizione al diritto di stabilimento e/o di libera prestazione di servizi'", si legge nella ricostruzione dell'avvocato.
 
Il Tribunale di Taranto non ha recepito e applicato la regola di diritto imposta dal giudice di legittimità e l’avvocato Agnello ha presentato nuovo ricorso per Cassazione.
La recente sentenza della IV Sezione ha nuovamente censurato per violazione di legge il provvedimento del giudice territoriale.

"Sono stati accolti i motivi di ricorso ed è stato statuito che: 1) non risulta che l'onere della prova da parte dell'ufficio requirente - strettamente collegato, nella specie, all'esigenza di provare il fumus commissi delicti - sia stato assolto; 2) il Tribunale del Riesame ha effettuato una valutazione incompleta e inidonea e non ha osservato il dictum della Corte di Giustizia Ue, e della normativa nazionale all'epoca vigente alla luce dell'ordinamento dell'Unione Europea.
Entrambe le sentenze della Corte di Cassazione che si sono pronunciate in sede cautelare hanno emesso regole di diritto finalizzate ad una corretta lettura della giurisprudenza nazionale ed eurounitaria in favore dell’operatore Stanleybet, ostacolato e discriminato nell’accesso al sistema concessorio italiano", conclude Agnello.
 
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