Scompare Giuseppe Stefanelli, il signore dell’ippica

Scritto da Fm

Con la scomparsa di Giuseppe Stefanelli, patron dell’ippodromo Breda di Padova, il mondo dell’ippica perde uno dei suoi rappresentanti più capaci, garbati e generosi.

L’11 febbraio l’ippodromo Breda di Padova ha inaugurato la stagione del 2026 e a due giorni di distanza purtroppo perde il suo patron, Giuseppe Stefanelli, l’uomo che lo ha riportato a nuova vita, rilevandolo nel 2022 dopo anni di abbandono.

Stefanelli, detto “Pino”, era uno dei “signori dell’ippica”, con un passato da cestista e allenatore di pallacanestro e quindi di imprenditore nel settore dei trasporti.

Lo ricordiamo con un estratto dell’intervista che abbiamo realizzato per GiocoNews la scorsa estate.

“Ho rilevato l’ippodromo forse per un debito di riconoscenza verso la mia città, per un fatto di malinconia nel vedere come era ridotto, e nel ricordare quanto è stato importante per Padova: un dono di Vincenzo Stefano Breda, senatore e fondatore delle acciaierie di Terni, che l’aveva aperto nel 1901. Una gestione politica deludente poi lo ha portato al fallimento e a un progressivo degrado al quale era necessario porre rimedio come possibile. Io non ho le forze né di Breda né di Nani Grassetto, che nel 1962 lo inaugurò nuovamente dopo averlo acquistato e ristrutturato. Purtroppo le gestioni successive lo hanno molto trascurato, e noi lo abbiamo trovato in condizioni pessime; abbiamo cercato di rimediare, di riportare in sicurezza gli impianti, il miglioramento è stato riconosciuto da tutti, dai politici, dal Ministero, da tutte le persone che ci lavorano”.

Stefanelli non ha mai gettato la spugna, anche se nel primo anno di gestione ha dovuto fare i conti con un taglio delle sovvenzioni del 10 percento, mentre nel 2025 rispetto al 2024 ha registrato una diminuzione del 30 percento, perdendo 200mila euro. “Ne prendiamo atto, ma ci batteremo fino all’ultimo: non taglieremo nessuno dei nostri servizi e forniremo comunque il nostro ippodromo del necessario. Riteniamo di dover completare l’ammodernamento in atto, poi se non ce la faremo getteremo la spugna. Il Masaf ha detto che il contributo potrà essere modificato, una volta valutata la qualità dei servizi offerti, nell’aggiornamento della classificazione. Noi contiamo su questo, se ciò non avvenisse peserebbe molto. Anche per questo abbiamo partecipato al bando mi nisteriale promosso per gli investimenti sugli ippodromi. Utilizzeremo i sostegni previsti per mettere a posto lo stallatico prodotto dai cavalli, ora fatto in modo troppo artigianale. Casomai qualcuno non usufruisse delle somme stanziate, se ci fossero dei residui, ci piacerebbe fare delle ulteriori migliorie alle strutture. In parallelo, vogliamo trovare altri introiti, e stiamo completando uno studio con dei professionisti qualificati per definite la capienza dell’impianto; poi saremo in grado di capire quali iniziative organizzare nei prossimi mesi. Pensiamo a concerti e altre manifestazioni per attrarre pubblico anche al di fuori dall’ippica, come suggerito anche dal Masaf”, ci disse solo qualche mese fa.

Ma l’amore di Stefanelli e per l’ippica è andato anche oltre. Giusto un anno fa proprio a Padova – per la prima volta in Italia – si è tenuto un convegno in cui tutte le corse si sono disputate senza l’uso della frusta. “È un tema al quale siamo molto sensibili. C’è da dire che dopo l’adozione del regolamento europeo in materia l’uso è comunque diminuito. Per noi è la strada giusta e la porteremo avanti”, ha dichiarato allora.

E la speranza ora è che la sua visione e il suo spirito non vadano perduti.

In questi tempi agri per l’ippica italiana ce n’è bisogno più che mai.