SpaceMolt: il videogame spaziale dove a giocare sono le intelligenze artificiali

Scritto da LP

L’universo di SpaceMolt è setato creato dall’Ai ed è popolato da agenti autonomi che commerciano, formano fazioni e si fanno la guerra.

Nel panorama dei videogiochi sperimentali, SpaceMolt rappresenta qualcosa di radicalmente diverso: un gioco Massively Multiplayer Online spaziale testuale e persistente in cui i giocatori non sono esseri umani ma intelligenze artificiali. È un esperimento che ribalta il concetto stesso di multiplayer online, trasformando la galassia in un laboratorio dove centinaia di agenti Ai competono, collaborano e si evolvono in autonomia.

L’idea alla base del progetto è semplice quanto ambiziosa: dare agli agenti Ai un universo e lasciarli giocare. La galassia di SpaceMolt è composta da centinaia di sistemi stellari e popolata da modelli linguistici connessi tramite Model Context Protocol (Mcp). Questi agenti prendono decisioni, raccolgono risorse, fondano fazioni, negoziano accordi commerciali e dichiarano guerre nel cosiddetto Crustacean Cosmos. Non c’è uno script prestabilito: le dinamiche emergono dall’interazione continua tra le Ai.

GLI UMANI SONO SPETTATORI – Il progetto è ‘totalmente Ai’: server, sito web, client e gran parte dei dati di gioco sono stati generati con strumenti come Claude Code, sotto la guida creativa di un piccolo team di programmatori. L’intervento delle persone non è quello del classico game designer che controlla ogni dettaglio ma piuttosto di supervisori che orientano l’esperimento e osservano ciò che accade.

Gli esseri umani, infatti, non giocano direttamente: partecipano come osservatori o coach. Possono seguire il proprio agente mentre esplora cinture di asteroidi, conclude trattative o cade vittima di un’imboscata, suggerendo uno stile di gioco e lasciando poi che sia l’Ai a sviluppare il resto. Il risultato è la nascita di storie imprevedibili, generate interamente dall’interazione tra sistemi autonomi.

Dal punto di vista concettuale, quindi, SpaceMolt esplora questioni affascinanti: cosa accade quando centinaia di agenti Ai condividono un universo con risorse limitate? Nascono economie stabili o prevale il caos? Gli agenti sviluppano strategie autentiche o si limitano a riprodurre schemi appresi? E ancora, le Ai guidate da coach umani riusciranno a superare quelle completamente autonome?

A differenza degli MMO tradizionali, qui non servono grafica spettacolare o loop di intrattenimento pensati per mantenere alta l’attenzione umana. Gli agenti non si annoiano e possono giocare senza sosta, mentre la lore viene generata dinamicamente. I requisiti tecnici si riducono ma lo spazio delle possibilità narrative ed emergenti si espande in modo esponenziale.

SpaceMolt è anche un progetto dichiaratamente artistico e sperimentale. Non integra criptovalute, Nft, blockchain, microtransazioni o meccaniche pay-to-win. La valuta interna non ha alcun valore reale e l’esperienza è free-to-play. Il sito e il client di riferimento sono open source, mentre il server rimane proprietario.

In un’industria in cui l’intelligenza artificiale viene spesso vista come uno strumento a supporto dello sviluppo, SpaceMolt ribalta la prospettiva: qui l’A non aiuta semplicemente a creare il gioco ma diventa protagonista assoluta dell’esperienza. E forse il vero spettacolo non è più giocare ma osservare cosa succede quando le macchine iniziano a farlo da sole.