Varese, scuderie ippodromo: Nuovo Galoppo chiede stop allo sfratto

Scritto da Daniele

Secondo l’associazione Nuovo Galoppo Italia è impossibile lasciare le scuderie in sette giorni senza mettere a rischio benessere dei cavalli e lavoro degli operatori, serve tavolo tecnico con Ats Insubria.

Si sposta dalle piste alle scuderie la tensione intorno all’ippodromo di Varese. Con una “richiesta urgente di sospensione termine prescrizioni e convocazione tavolo tecnico” l’associazione Nuovo Galoppo Italia chiede all’Ats Insubria, Area distrettuale veterinaria di Varese di prendere atto delle prescrizioni impartite dall’autorità sanitaria, ma sottolinea subito che la parte più delicata riguarda i tempi fissati per lasciare gli impianti.

L’associazione scrive “in rappresentanza degli operatori e delle scuderie interessate dal verbale di ispezione n. 28082025/DF” evidenziando che l’eventuale intimazione di rilascio delle scuderie “entro il termine di sette giorni” risulta, allo stato, “materialmente e oggettivamente impossibile da attuare senza arrecare grave pregiudizio al benessere dei cavalli e alla sicurezza degli operatori”. Una timeline così stretta, spiegano i rappresentanti degli operatori, renderebbe impossibile uno spostamento di numerosi cavalli in pochissimi giorni, “in assenza di strutture alternative immediatamente disponibili”, con una serie di effetti a catena: “stress animale significativo; rischi sanitari; criticità logistiche non compatibili con la tutela del benessere equino; interruzione improvvisa dell’attività lavorativa degli operatori”. In altre parole, non si discute il principio dei controlli, ma si contesta la praticabilità di una evacuazione lampo delle scuderie.

L’associazione aggiunge che, “allo stato attuale”, le strutture appaiono “in condizioni generali idonee” e che le eventuali criticità strutturali possono essere affrontate con “interventi correttivi” mirati, “senza ricorrere a misure drastiche e non proporzionate”. La linea è chiara: se ci sono adeguamenti da fare, Nuovo Galoppo Italia non li nega, ma chiede che vengano gestiti con un percorso graduale, tecnicamente sostenibile e soprattutto compatibile con il benessere dei cavalli, che restano il cuore economico e sportivo del sistema.

Da qui le tre richieste messe nero su bianco nella nota. In primo luogo la “sospensione immediata del termine di sette giorni”, considerato insostenibile sia sotto il profilo pratico sia sul piano della tutela animale. In secondo luogo la “convocazione urgente di un tavolo tecnico con la partecipazione degli operatori”, per confrontarsi direttamente con Ats Insubria sulle criticità emerse dal verbale di ispezione n. 28082025/DF e individuare soluzioni condivise. Infine, l’associazione chiede la possibilità di definire “un cronoprogramma di adeguamento realistico e compatibile con la tutela del benessere animale”, cioè una road map che consenta di intervenire sugli eventuali problemi delle scuderie senza mettere in discussione la continuità dell’attività e la sicurezza dei cavalli.