Videogame, è l’ora di ripensare le strategie per produrli?

Scritto da Fm
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Per Chris Cocks, Ceo di Hasbro, l’industria dei videogame deve ripensare le proprie strategie per contenere i costi e sviluppare titoli di successo.

Gli ultimi due sono stati anni neri per il settore dei videogame, segnati dal crollo delle vendite di console e dalla chiusura di numerosi studi di sviluppo.

La fine del 2025 ha visto una ripresa del settore, grazie alla crescita della vendita di alcuni titoli, ma c’è ancora molta strada da fare per consolidare la tendenza.

Alcuni, preziosi, consigli in questo senso arrivano da Chris Cocks, Ceo di Hasbro, uno dei maggiori produttori di giochi e giocattoli al mondo, protagonista di un’intervista pubblicata sulla testata specializzata The Verge.

L’industria dei videogiochi sia questo crescendo, ma non a doppia cifra. E probabilmente continuerà così, sottolinea Cocks, che punta l’attenzione sui cambiamenti nella distribuzione, e sull’enorme inflazione dei costi per fornire contenuti.

Secondo il Ceo, con un pubblico in crescita, ma non a ritmi esponenziali, quindi è necessario ripensare le strategie dietro alla produzione dei videogame. “Quando create un gioco, andrete sempre a San Francisco o ad Austin, in Texas, per reclutare il team, oppure vi rivolgerete a queste fantastiche aree ricche di talenti nel Sud-est asiatico, in Cina o nell’Europa dell’Est, affiancandoli a un team che conosce davvero il mercato in questione?”, domanda il manager ai produttori del comparto.

Un’altra riflessione importante da fare per Cocks è sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare i giochi, ancora non particolarmente amata dagli utenti ma comunque da prendere in considerazione.

Per l’amministratore delegato di Hasbro infine sono centrali i costi, considerando che ogni videogame ha una probabilità di successo del 20-30 percento. “Devi essere in grado di coprire un gran numero di scommesse non vincenti con l’importo che investi”.