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Ricerca 'Anziani e gioco', per Auser e Gruppo Abele: "Il 56% dei giocatori non è problematico"

Il 56,6% dei giocatori è risultato 'non problematico', il 14,4% è risultato 'a rischio', mentre per il 16,4% il gioco d’azzardo sembra già rappresentare un problema di gravità medio/elevata e che richiederebbe un intervento specialistico. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine 'Anziani e azzardo', condotta da Gruppo Abele, Auser Nazionale e in collaborazione con Libera, con l'obiettivo di esplorare il comportamento di gioco tra la popolazione over 65 iin 15 regioni  italiane.

 

“Abbiamo promosso questa ricerca – sottolinea Enzo Costa presidente nazionale Auser - per colmare un vuoto di informazione. Chi meglio di un’associazione che opera per innovare la cultura dell’invecchiamento poteva indagare e comprendere quali sono i comportamenti e le motivazioni che spingono al gioco le persone anziane e  quali sono le conseguenze in termini di spesa e di problemi di relazione. Vogliamo far crescere tra le persone anziane la consapevolezza  di quanto possa essere facile cadere nei rischi del gioco d’azzardo patologico che ha ricadute umane e sociali pesantissime”.

 

OPERA DI INFORMAZIONE - L’Auser è fra le organizzazioni promotrici della Campagna “Mettiamoci in gioco”, alla quale aderiscono associazioni non profit, sindacati, enti locali ed ha sostenuto il 'Manifesto dei sindaci per la legalità' e il movimento 'No slot'. “Il nostro impegno – conclude Costa - proseguirà con una capillare opera di informazione e sensibilizzazione nelle sedi e nei circoli ed offrendo un sostegno concreto alle vittime di gioco d’azzardo patologico.“

 

ANZIANI E MINORI A RISCHIO - Sulla stessa linea Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele: "La ricerca, purtroppo, mette in risalto la capillarità che ha raggiunto oggi il gioco d’azzardo in Italia e ne conferma l’allargamento verso le aree tradizionalmente più indifese, costituite soprattutto da minori, anziani e donne. I dati della ricerca – prosegue Grosso – sembrerebbero far emergere stime superiori a quelle generalmente diffuse sulla valutazione del gioco a rischio, sia per frequenza che per volume di giocate". A maggior ragione – prosegue Grosso – "ne deriva l’importanza del coinvolgimento delle organizzazioni che aggregano la popolazione interessata, perché possono avere un fondamentale ruolo di informazione oltre che rappresentare un fattore protettivo per queste categorie".  

 

I DATI – Il 70,7% dei partecipanti all’indagine ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno; il 30% circa dei giocatori predilige giochi come Lotto e Superenalotto, il 26,6% Gratta e vinci e lotterie istantanee, il 15% il Totocalcio e totip, il 10,2% i giochi di carte a soldi, il 3,8% slot e Vlt. La ricerca fa il punto anche sui luoghi in cui si gioca principalmente. Innanzitutto ricevitorie e tabaccherie (44,9%), seguiti da bar (24%), l’abitazione privata (8%), i centri commerciali (6,4%). Gli over 65 incontrati dichiarano di giocare prevalentemente per vincere denaro (45,3%), per divertimento (19,7%), per incontrare persone (8,8%). Le persone intercettate sono nel 51,6% uomini, nel 40,4% donne; il titolo di studio più rappresentato è la licenza media, 31,2%, seguito dal diploma di maturità, 26,4% e dalla licenza elementare 15,5%. Si tratta nella quasi totalità (92,7%) di pensionati. In merito all’ammontare mensile del loro stipendio/pensione, il 41% dei casi ha dichiarato di disporre di una cifra inclusa tra 1.001 e 1.500 euro al mese; per il 16% lo stipendio/pensione è incluso tra 1.501 e 1.800 euro; solo per l’8,2% raggiunge i 2.000 euro mensili. Il 23% possiede tra 501 e 1.000 euro, e il 5,8%, infine, ha meno di 500 euro al mese.


589MILA EURO DI GIOCATE - Di rilievo il dato sull’ammontare del denaro destinato a questo tipo di consumi. La puntata massima nella vita per i giocatori definibili come patologici rileva cifre quali: 1.500 euro per bingo e scommesse; 6mila euro per giochi di carte a soldi; 7mila euro per slot e Vlt; sino a 20mila nel caso della puntata massima a giochi come Lotto e Superenalotto. Considerando tutti coloro che hanno giocato nel corso dei 12 mesi precedenti l’indagine, i rispondenti dichiarano di aver speso complessivamente in giochi d’azzardo legali una cifra pari a circa 589mila euro. Un dato da sottoporre a ulteriori approfondimenti riguarda la 'consapevolezza' di essere già in una situazione di rischio: mentre i giocatori a media/elevata gravità rispondono più agevolmente sull’aver avuto qualche tipo di problema, quelli definibili 'a rischio' in base alla scala diagnostica citata, affermano di non avere incontrato difficoltà. In presenza di danni nella propria vita a causa del gioco d’azzardo, inoltre, le persone hanno dichiarato di aver chiesto/ricevuto aiuto perlopiù da conoscenti.

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