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Maxi penali: Bplus offre 85 milioni per chiudere la vicenda

  • Scritto da Redazione

Bplus ha offerto 85 milioni di euro per chiudere la maxipenale per il mancato collegamento delle macchine dal tra il 2004 e il 2007. A seguito di tale richiesta sembra che i legali della società abbiano rimesso l'incarico e con tutta probabilità verrà richiesto il rinvio dell'udienza.

La proposta del concessionario, come si legge su ‘Il Messaggero’, arriva a poche ore dall’udienza appena iniziata alla Corte dei Conti dove sono in discussione i ricorsi dei dieci concessionari. Bplus ha “presentato ai magistrati una proposta di ‘accordo’ per chiudere la partita. A formalizzarla è stato il nuovo avvocato del gruppo, Fabrizio Pollari Maglietta, che ha depositato agli atti un documento che II Messaggero ha potuto visionare. Uilizzando una norma contenuta nella finanziaria del 2006 che permette di chiudere pagando tra il 10 e il 20% del dovuto tutte le pendenze davanti alla Corte dei Conti per fatti antecedenti al 31 dicembre 2005, gli avvocati di Bplus propongono ai magistrati una transazione per la quale la società si impegna a versare 84,5 milioni di euro più gli interessi per mettere una pietra sulla vicenda della maxi multa". Secondo il legale Pollari Maglietta "si tratta comunque di una somma ingente pari praticamente a tutto il compenso che Bplus ha incassato negli anni per i quali è stato contestato il danno erariale dalla Corte dei Conti. Senza considerare che in caso contrario lo Stato difficilmente potrebbe incassare qualcosa, visto che anche per pagare gli 84,5 milioni Bplus dovrà far ricorso al mercato finanziario perché la società non ha in cassa le risorse per poter affrontare l’esborso”, si legge sul quotidiano.

 

 

SE LA CORTE ACCETTASSE - Secondo l'articolo pubblicato dal quotidiano, se la Corte dovesse accettare la transazione ci sarebbe la prima condizione posta da Francesco Corallo per vendere la società. La seconda è la rimozione dell’interdittiva prefettizia in base alla quale Bplus è considerata a rischio di infiltrazione mafiosa. Con l’interdittiva, in pratica, a Bplus dovrebbe essere revocata la concessione. Cosa che al momento non è avvenuta, perché la stessa è stata sospesa dal prefetto fino a giugno di quest’anno. Sull’atto, poi, pende un ricorso dinanzi al Tar Lazio. Se l’interdittiva dovesse cadere, sempre secondo fonti vicine alla società, Bplus potrebbe essere venduta in tempi brevi.

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