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As.tro e Sgi: chiesta moratoria della legge sul gioco del Piemonte

  • Scritto da Redazione

As.tro e Sgi dimostrano l'effetto espulsivo della legge regionale piemontese sul gioco e chiedono la moratoria.

"Una moratoria degli effetti della legge regionale del Piemonte, ovvero la sospensione del termine per la rimozione degli apparecchi leciti di gioco prevista per il prossimo 20 novembre, in attesa dell’imminente pubblicazione del Decreto Mef relativo all’Intesa siglata in sede di Conferenza Stato Regioni". E' quanto hanno chiesto in un incontro con alcuni rappresentanti della regione Piemonte, i vertici di Sistema Gioco Italia e As.tro.

 

Questo per evitare "la vanificazione dell’attuale attività del Mef che, proprio in questi giorni, sta approntando la normativa di recepimento dell’intesa sottoscritta in sede di C.U; situazione di caos in quanto, dopo la rimozione degli apparecchi alla data della scadenza della legge regionale, gli stessi dovranno essere ricollegati dopo l’emanazione del decreto attuativo dell’accordo in Conferenza Unificata; la sostanziale scomparsa di un indotto occupazionale composto - solo in Piemonte - da circa 10mila lavoratori, che deve essere monitorato e gestito tramite un coordinamento tra enti, al fine di evitare ripercussioni negative sull’ordine pubblico e congestioni sull’accesso all’integrazione/assistenza reddituale per i lavoratori espulsi; situazione di illegalità come già accaduto (e documentabile vedi all.6) nella Provincia Autonoma di Bolzano dove l’offerta di gioco legale, rimossa dalle normative locali, è stata sostituita da quella illegale e clandestina, oltre ad un’idonea attività di prevenzione nei confronti delle infiltrazioni criminali specializzate nell’offerta illegale di gioco; la vanificazione dell’attuale attività del Mef che, proprio in questi giorni, sta approntando la normativa di recepimento dell’intesa sottoscritta in sede di C.U; e, infine, possibili contenziosi delle aziende prossime alla chiusura".

A supporto della richiesta, i rappresentanti di As.tro e Sgi ricordando alla Regione "come già altre amministrazioni (in particolare la regione Liguria ed il comune di Grosseto) abbiano ‘congelato’ gli effetti delle normative espulsive degli apparecchi da gioco lecito, in ottica di lealtà collaborativa con le attività della Conferenza Unificata". 

Dati alla mano, le due associazioni sottolineanto l'effetto espulsivo della legge in questione: "la legge regionale del Piemonte ha previsto, altresì, l’adozione del ‘distanziometro’ dai luoghi sensibili: 300m per i Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti e 500m per i Comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti che, di fatto, sancirebbe l’espulsione di tutti gli apparecchi da gioco lecito presenti ed installati sul suolo piemontese. In particolare, le perizie planimetriche commissionate da Astro (già inviate ai Consiglieri Regionali del Piemonte in data 20.09 u.s -all.3.-) per i territori di Torino e Chieri, evidenziano 'l’incompatibilità dei territori comunali con l’insediamento delle attività di gioco legale ed in particolare, la distribuzione del gioco legale attraverso gli apparecchi ex art.110, comma 6 Tulps presso esercizi pubblici'". 

Nello specifico, per il Comune di Chieri, "la percentuale media del territorio in cui gli effetti interdittivi della legge regionale sono evidenti, risulta essere il 99,06 percento, con un rimanente 0,94 percento di porzione territoriale utile, in cui tali attività sarebbero potenzialmente ammesse (una quantità percentuale praticamente inservibile).
Per il Comune di Torino, la percentuale media del territorio in cui gli effetti interdittivi della Legge Regionale sono evidenti risulta essere il 99,32 percento, con un restante 0,68 percento di superficie territoriale utile, ugualmente inservibile.
Tale esito si pone, pertanto, in aperto contrasto con quanto stabilito dall’accordo raggiunto in Conferenza Unificata - e siglato dalla stessa Regione Piemonte - il cui obiettivo è stato quello di: ridurre (e non abolire) l’offerta di apparecchi leciti di gioco sul territorio: in particolare, a regime, i punti di gioco saranno dimezzati rispetto a quelli attualmente in esercizio.
Assicurare un’equilibrata ridistribuzione dell’offerta di gioco sul territorio, evitando il formarsi di ampie aree nelle quali la stessa sia totalmente assente o eccessivamente concentrata.
Tutelare gli investimenti fatti dalle aziende che operano nel comparto legale.
Garantire il gettito erariale derivante dall’offerta di apparecchi leciti di gioco.

 

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