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Cds: 'Sì a revoca licenza gioco se raggiunti da misure cautelari'

  • Scritto da Fm

Il Consiglio di Stato respinge ricorso contro revoca autorizzazione per raccolta del gioco per destinatari di misure restrittive della libertà per usura e reati societari.

"La natura - gestione di giochi e scommesse ippiche – della attività già autorizzata in capo alla appellante, ha connotati di particolare sensibilità, sicché è pienamente giustificato un penetrante controllo sulla compagine societaria e sugli amministratori del soggetto societario relativo. Alla data della revoca, come il primo giudice ha osservato, uno degli amministratori ed un dipendente erano destinatari di misure restrittive della libertà personale per i delitti di usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria".

Lo ricorda il Consiglio di Stato nel respingere il ricorso di un'esercente contro ministero dell'Interno e Questura di Reggio Calabria per la riforma dell' ordinanza cautelare del Tar Calabria, concernente la revoca dell’autorizzazione per l’attività di commercializzazione dei giuochi pubblici e di raccolta di gioco mediante apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 Tulps.
 
 
"La fuoriuscita dalla compagine societaria di tali soggetti - osservano i giudici - è avvenuta solo dopo la notifica della impugnata revoca, all’evidente fine di cercare un rimedio alla situazione di ritenuta perdita del requisito della buona condotta. Anche tenuto conto del contesto territoriale in connessione con il settore - gestione di denaro per giochi e scommesse - in cui l’autorizzazione ha operato, non emergono gli elementi tipici del 'fumus boni iuris' e che dunque l’ordinanza appellata resiste alle censure formulate in questa sede cautelare".
 
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