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Il fenomeno di Internet e del gioco online nel nuovo libro di Stefano Sbordoni

  • Scritto da Redazione
  • Published in Generale

È stato presentato a Roma, nella Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze ‘Ezio Vanoni’, nell'ambito del Master sul Procedimento e Processo Amministrativo, alla presenza di funzionari dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, il nuovo libro dell'avvocato Stefano Sbordoni dal titolo ‘Web, libertà e diritto. Aspetti di diritto positivo nella comunità virtuale’.

La presentazione è avvenuta nell'ambito del seminario ‘Trasparenza, web e diritto positivo’ a cui, oltre all'avvocato romano hanno preso parte Beniamino Quintieri, professore ordinario di Economia Politica dell'Università Tor Vergata di Roma, Giuseppe Staglianò, magistrato ordinario già dirigente del Dipartimento realtà economiche e produttive, Garante per la protezione dei Dati personali, e Valentina Lostorto, professore ordinario e capo del Dipartimento delle Scienze Giuridiche della Scuola Superiore di Economia e Finanze.

Il libro affronta il fenomeno Internet evidenziando come, con l'avvento delle nuove tecnologie, si sia affermata una "comunità virtuale", distinta dalla "comunità materiale", che spesso rivendica il principio del diritto ad Internet, inteso come diritto fondamentale degli individui di accedere alla rete, ma anche quello della libertà assoluta dei cittadini del web sotto molteplici profili (come, ad esempio, quello di fruire di qualsiasi contenuto presente in rete). Quest'ultima pretesa, in particolare, deve però ‘fare i conti’ con il diritto positivo, che trova applicazione (ferma la possibilità di regolamentazioni ad hoc) anche nella nuova ‘comunità virtuale’, a tutela, prima di tutto, degli stessi internauti. Di qui l'analisi di questioni come la tutela della privacy e del diritto d'autore nonché argomenti riguardanti la sicurezza dei dati, gli attacchi informatici e i cosiddetti computer crimes.

IL GIOCO PUBBLICO - Il testo fa riferimento all'oscuramento dei siti di gioco esteri effettuato dallo Stato per il settore del gioco online. Il provvedimento si è reso necessario otto anni fa a seguito della enorme crescita dell'offerta transfrontaliera di gioco da parte di operatori stranieri privi di concessione.

“Detti operatori - si legge nel libro - offrivano un portafoglio di giochi al di fuori di ogni controllo da parte dell'autorità nazionale (controllo volto a prevenire e a contrastare le truffe, il riciclaggio, il finanziamento al terrorismo e, più in generale, a tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica) il cui contenuto spesso non rientrava nei parametri stabiliti dal nostro legislatore e prevedeva formule di gioco non tipizzate nell'ambito dei giochi ammessi. Inoltre essi potevano offrire condizioni di gioco particolarmente appetibili in quanto non corrispondevano alcuna percentuale del ricavato all'amministrazione italiana, con evidente danno non solo per lo Stato ma anche per i concessionari”. Lo strumento è costato all'Italia una procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea per una violazione meramente procedurale nell'obbligo di comunicazione preventiva, una procedura che si è risolta nel 2007 con l'inserimento del provvedimento nella Legge Finanziaria.

IL COMMENTO – “È impossibile - ha esordito l'avvocato Sbordoni nel presentare il volume - esaurire la trattazione di un tema così complesso in poche battute. La pubblicazione vuole rappresentare una base da cui partire e rispecchia la snellezza di cui l'approccio alla rete ha bisogno, pur essendo un tema di portata enorme. La rete, infatti, impone un approccio pratico, in cui l'impatto giuridico assume rilievi globali che vanno al di là di posizioni di predominio o di interesse nazionale”. Il legale romano ha ricordato in questo contesto, la proposta di Stefano Rodotà, in veste di garante della privacy, sulla possibilità di introdurre nella Costituzione un articolo dedicato al web. La rete - aggiunge Sbordoni - si espande nella vita sociale a tutti i livelli e il diritto si incrocia con essa viaggiando parallelamente. Creare un diritto della rete non è così determinante come si vorrebbe far credere perché l'adattabilità del diritto vigente alla rete è in re ipsa; bisogna invece prendere atto di altre varianti. Per questo il libro vuole essere un sunto dei capisaldi attorno a cui il problema della rete si svolge: i crimini informatici, infatti, sono un'estensione di alcune fattispecie criminose già esistenti nel nostro Codice. Allo stesso modo, se colleghiamo le problematiche della privacy con quelle della sicurezza, la rete diventa una rappresentazione e un'estensione ulteriore di quanto già accade nella vita di tutti i giorni”.

Uno degli esempi portati nel corso della relazione è quello del cyberbullismo, una problematica esistente al di là e nonostante la rete, amplificata dal web, ma non causata da esso. “Alla base di tutto - secondo l'autore del libro - è urgente la formazione di una vera e propria educazione digitale, senza della quale le problematiche della rete vengono esasperate e l'approccio ad essa risulta sempre non esauriente”.

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