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Rga e Egba: contrarie a decisione Ce su stop procedure di infrazione

  • Scritto da Redazione
  • Published in Generale

Le associazioni di categoria degli operatori di gioco online europei contrari alla decisione della Ce di sospendere le procedure di infrazione di alcuni stati membri.

La decisione della Commissione Ue di chiudere le procedure di infrazione e sospendere il trattamento delle denunce nel settore del gioco d'azzardo, non lascia impassibili le associazioni degli operatori del gioco online.
Clive Hawkswood, Ceo della Rga, afferma che "l'esistenza di procedure di infrazione e la successiva pressione della Commissione sugli Stati membri per conformarsi alla legislazione dell'Ue hanno contribuito all'introduzione di molti regimi normativi efficaci e sensibili per il gioco d'azzardo online in tutta Europa. Tuttavia, molti altri casi sono stati lasciati da parte per diversi anni e molte restrizioni illegittime ai servizi devono ancora essere affrontate. In tali circostanze, siamo ovviamente scoraggiati dal fatto che, per quanto riguarda il mercato interno, la Commissione abbia effettivamente abbandonato il nostro settore e dato un gratuito via libera ai regimi non conformi. Tuttavia, continueremo a lavorare con gli stati membri al fine di istituire regimi conformi all'Ue che vadano a vantaggio dei consumatori europei, dell'industria del gioco d'azzardo online e dei governi nazionali".

Maarten Haijer, segretario generale dell'Egba, osserva: "La decisione odierna della Commissione non è di aiuto nella lotta contro i servizi di gioco d'azzardo extra Ue e non regolamentati. I tribunali nazionali continueranno a doversi confrontati con i casi di gioco d'azzardo e la Cgue continuerà a pronunciarsi su questioni dei tribunali nazionali. Questa decisione invia un segnale su fatto che la Commissione Juncker non sostiene il suo ambizioso programma del mercato unico digitale con una solida applicazione e orientamenti da parte della stessa Commissione, assumendo seriamente il ruolo di custode dei trattati. La questione non è se la Commissione debba creare o meno un mercato interno per il gioco d'azzardo online, ma l'idea che le sfide normative e comunitarie di un settore internet come il gioco d'azzardo online possano essere risolte dagli stati membri individualmente, mostra una sconcertante mancanza di comprensione del consumatore digitale da parte della commissione Juncker. Stati membri dell'Ue come l'Italia e la Danimarca hanno dato l'esempio nella progettazione di un sistema di gioco d'azzardo che funziona: regolamentazione e controlli severi in combinazione con un livello di tassazione che incoraggia il ricorso a servizi adeguatamente controllati e un alto livello di protezione dei consumatori. Tuttavia, notiamo che il settore del gioco d'azzardo non è il solo a lamentarsi dell'inattività della Commissione quando alcuni altri stati membri rifiutano di consentire ai servizi non regolamentati in quello stato di operare sul loro territorio. La decisione odierna di chiudere questi casi non modifica la situazione giuridica e, come afferma la stessa Commissione, non può essere interpretata come modo di 'eclissare' le attuali violazioni del diritto dell'Ue nelle leggi degli stati membri".
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