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Delega fiscale e riforma gioco: Capezzone "Non si spinga troppo nel divieto e nella restrizione"

  • Scritto da Sm

“La questione dei giochi che attira sempre l’attenzione soprattutto – devo dire – dei colleghi di altre Commissioni. Lo dico con una punta di amarezza, perché questa non è la delega ai giochi. Questa è la delega a cose – sia consentito – più grandi e strutturali, dal catasto, alla parte penale, al contenzioso tributario, alle tax expenditures, alla riscrittura di tutta la nostra architettura fiscale”.

Interviene così il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone (Fi), durante la discussione della Delega Fiscale in Aula alla Camera, che ha visto numerosi pareri espressi dai deputati soprattutto sull’articolo 14 del gioco pubblico. “Che una parte così grande del tempo sia dedicata solo ai giochi un filino di amarezza la dà. Ma scansiamo l’amarezza e rassicuriamo i colleghi con un minuto di analisi di quello che è avvenuto in questi 13 anni: fino a 13, 14 anni fa, larga parte, ahimè, del mondo dei giochi era totalmente consegnato dallo Stato italiano alla criminalità, al mercato illegale, negli ultimi dodici, tredici anni con norme sempre, per carità, discutibili – tutto è discutibile – ma in questi dodici o tredici anni è stata riportata quest’area, che era tutta nel grigio e nel nero della criminalità, alla luce della legalità. Naturalmente come accade quando sono in gioco grandi masse di denaro e grandi interessi ora è il momento di mettere dei paletti, di guardare bene, di essere cauti e a me pare che in questo provvedimento gli elementi pure ispirati al principio di precauzione ci siano tutti: approfondimento delle norme antiriciclaggio, il ruolo dei comuni, attenzione alla dislocazione delle sale giochi, tutta la parte sui requisiti soggettivi, una parte – devo dirlo e mi piange il cuore – anche non troppo liberale rispetto al ruolo dello Stato sul cittadino, alcune parti sulla pubblicità, ma ben volentieri tutti i gruppi hanno detto: ‘no, per cautela e per principio di precauzione questo va fatto’. Quindi, voglio dire, si può stare molto sereni e molto tranquilli su questo. Mi permetto un piccolo caveat: attenzione perché, se si va troppo oltre nel divieto e nella restrizione c’è una soglia al di là della quale ci guadagna solo la ‘camorra Spa’. È come per le accise sui tabacchi: se tu alzi, alzi e alzi, c’è un punto al di là del quale per alcune fasce di mercato rischia di diventare più conveniente il mercato illegale che non quello legale. Sta a noi il compito naturalmente di fare piena e totale pulizia del mercato legale con giusto rigore, ma attenzione a non fare troppi favori al mercato illegale. Chiudo con un sorriso: qualche collega distratto dedito all’ippica se l’è presa con il Primo Ministro Matteo Renzi e proprio io che sono un esponente dell’opposizione vorrei rassicurarlo e dire che o per via ipnotica in questi sei mesi Renzi, da sindaco di Firenze, ha collaborato al lavoro della Commissione – ma questo non risulta né ai colleghi del Pd né a me – oppure francamente non vediamo fantasmi. Il Governo Renzi ha iniziato da ieri a lavorare, è destinatario di questo lavoro, le forze di maggioranza e pure quelle di opposizione confidano e sfidano in positivo affinché questo lavoro sia bene usato, ma il Governo Renzi è destinatario di questo lavoro, non artefice di questo lavoro. Quindi, se c’è da attribuire colpe, si attribuiscano qui e non ad altri che di queste colpe sono immuni”.

 

Secondo Capezzone l’articolo 14 della Delega contiene “una serie di norme anche ispirate a un principio, che chiamerei di precauzione, in materia di giochi, con un rafforzamento della partecipazione dei comuni alla pianificazione della dislocazione di sale da gioco, maggiori controlli antiriciclaggio, rafforzamento delle norme sulla trasparenza e sui requisiti soggettivi”.

 

GLI INTERVENTI DEI DEPUTATI - Filippo Busin della Lega Nord aggiunge: “La posizione della Lega in questo senso, per quanto riguarda, poi, i giochi è favorevole a tutto quello che norma, regolarizza e disciplina la diffusione del gioco d’azzardo che, come sappiamo, molto spesso si trasforma in una vera e propria piaga sociale. Volevo anch’io apprezzare il metodo con cui si arriverà all’approvazione imminente di questa delega fiscale, perché è così che io, essendo alla prima esperienza, mi aspettavo che dovesse procedere il Parlamento: cioè, con una discussione aperta e nel vero interesse del Paese. Mi auguro che questo contribuisca – è l’augurio, credo, di tutti – a generare la fiducia e la lealtà fiscale da parte dei contribuenti e dei cittadini italiani verso un sistema che dovrebbe, e ancora non è, essere più equo, trasparente e orientato alla crescita”.

 

Sandra Savino (Fi) aggiunge: “Il testo affronta un ulteriore profilo relativo alla tassazione dei giochi: il sistema della regolamentazione dei giochi rappresenta elemento importante di funzionamento dell’amministrazione finanziaria. Occorre tuttavia ribadire come è necessario affrontare questa materia in modo più ampio considerando la complessità dell’impatto sociale, in quanto il fenomeno dei giochi si è propagato in modo disordinato e anche molto pericoloso. Pertanto è necessario che gli interessi erariali siano tutelati con una riforma complessiva dei sistemi di payout e dei sistemi di tassazione, quindi del prelievo erariale unico, con l’obiettivo di concentrare il sistema delle giocate. In definitiva, onorevoli colleghi, signor Ministro, la proposta di legge costituisce il primo provvedimento di origine parlamentare che in questo inizio di legislatura ha la concreta possibilità di essere approvato in via definitiva. Anche grazie all’ottimo lavoro svolto dal presidente della Commissione finanze, nonché presentatore del provvedimento, il collega Capezzone, che ha contribuito attraverso una sua proposta a definire il testo unificato, essa costituisce un impianto che delinea un rapporto fisco contribuente che, come nel titolo del nostro disegno di legge, è orientato alla crescita e intraprende la direzione dell’equità e della trasparenza”.

Più critico Alessandro Pagano (Ncd): “Un passaggio che ritengo debba essere evidenziato – e qui faccio mio gran parte dell’intervento dell’onorevole Binetti – riguarda il settore dei giochi. Un settore che si è evoluto nel corso degli anni in modo disordinato, mai con una legislazione unitaria, spesso con disposizioni in provvedimenti di emergenza. Sono stati introdotti invece in questo caso elementi di riforma, quale è il titolo abilitativo unico o ancora la compartecipazione dei comuni al titolo abilitativo, una piena corresponsabilità dei comuni nella definizione della rete commerciale di vendita, per evitare che le amministrazioni locali abbiano danni rilevanti all’ordine pubblico e che vedano spuntare sul loro territorio come funghi degli esercizi di questo genere, che certamente non rappresentano fonte di tranquillità per il territorio. Inoltre, vi sono norme più stringenti in materia di contrasto alla scarsa trasparenza, di conflitto di interessi e di valutazione dell’onorabilità e del curriculum dei soggetti che dovrebbero gestire, dei concessionari, ma anche di tutti quanti in generale lavorano a valle di queste concessioni. Sempre in materia di giochi vi sono disposizioni per rafforzare l’amministrazione pubblica sia nell’ambito del controllo sia nei contesti in cui esiste la necessità di riordinare il sistema delle concessioni esistenti, con l’obiettivo di attivare, o meglio ancora di arrivare, a concessioni affidate a operatori trasparenti. Come dicevo, quindi, ci sono dei fatti positivi e certamente questo lo mettiamo in evidenza, però mai come in questo momento, signor Ministro, signor Presidente, riteniamo che l’approvazione degli ordini del giorno, se accolti dal Governo, abbiano una funzione importante, perché certamente consentirebbero l’introduzione di ulteriori criteri di delega. Per questo motivo il Nuovo Centrodestra preannunzia la presentazione di testi volti a specificare ulteriormente alcune parti ed introdurre i contenuti delle dichiarazioni programmatiche del nuovo Governo in un testo che non appartiene certamente a questo Governo, ma su cui c’è una continuità che riteniamo assoluta. Venendo alle critiche, che ovviamente sono tutte costruttive e che vanno all’interno di un ragionamento recentemente fatto, si registra l’insufficiente specificazione dei numerosi criteri di delega”.

Massimo Enrico Baroni (M5S) sottolinea: “Con questo articolo 14 di fatto si dà delega al Governo di – cito le loro stesse parole – armonizzare tutto il sistema legato agli aggi e ai tributi in materia di gioco d’azzardo. Ebbene, io e molti nostri colleghi abbiamo avuto modo di vedere questo sistema, in particolare alcune leggi che sono qui ben citate e che verranno praticamente riordinate. Infatti, in questo momento si è creata una situazione in cui la terza impresa dello Stato, il settore del gioco d’azzardo, trae praticamente un gettito erariale del 10 per cento (sono ancora dati del 2012, non ho a disposizione quelli del 2013) rispetto a un raccolto di 88,6 miliardi di euro. Questo significa che di fatto trae circa 9 miliardi di euro. Questa contraddizione irriducibile di cui parlavo prima è perché, attraverso tutta una serie di decreti direttoriali dell’AAMS, quindi sotto totale controllo del Ministero dell’economia e delle finanze, e attraverso diverse modifiche fatte nel tempo, abbiamo avuto modo di vedere come poi sia stato possibile legare la pubblicità a un sistema di incentivazione dell’offerta. Qualsiasi cittadino italiano, perché ha avuto un familiare o perché lui stesso è stato coinvolto in una situazione di compulsione di comportamenti legata veramente a uno svuotamento dei risparmi della sua famiglia, ha avuto modo di vedere questa situazione. Noi pensiamo chiaramente a questo tipo di regolamentazione, cioè quanto il settore debba essere tassato, perché la stessa tassazione sul settore è un modo per gestire e regolamentare il settore stesso. Faccio un esempio, che è poco conosciuto, se non attraverso le nostre denunce: a fronte di un’interrogazione parlamentare in Commissione finanze presentata dal deputato Causi, la risposta del Governo era che i casinò online e il poker online venivano tassati al 20 per cento. Ebbene, io dico che questa risposta del Governo è una risposta manipolatoria, come ce ne sono tante e come ce sono state tante perché, per un raccolto del 2012 di 14 miliardi di euro, attraverso tutto un sistema di ingegneria finanziaria, noi abbiamo dei dati inequivocabili – e sfido chiunque a poterli controbattere – che questo settore ha prodotto una tassazione dello 0,6 per cento. Infatti, c’è tutto un gioco sul payout, sulla restituzione del giocatore; ci sono delle attività di aggressione nei confronti di mercati considerati non saturi che devono essere saturati da parte dei concessionari e che, quindi, tengono un payout altissimo a fronte di un mancato gettito, di un mancato guadagno di questi concessionari nel breve periodo, ma di una fidelizzazione importantissima con carte di credito, e-mail, nomi e cognomi di questi concessionari che operano nel settore del poker online e dei casinò online. Quindi, abbiamo un gettito per lo Stato dello 0,6 per cento, di un raccolto legale di 14 miliardi, con una normativa che parla di un payout, di un restituito al giocatore del 90 per cento, quando, di fatto, sono gli stessi concessionari che, siccome stanno aggredendo il mercato, tengono una restituzione del gioco ben superiore al 90 percento. Quindi, noi stiamo parlando di una materia che è legata ad un enorme conflitto d’interessi, e non parlo di quei pochi spicci che in maniera legale, ogni tanto, troviamo da parte dei concessionari del gioco che vengono praticamente versati a fondazioni legate a partiti politici o agli stessi partiti politici. Noi stiamo parlando di opere di ingegneria finanziaria di colletti bianchi che lavorano a livello europeo, per cui ogni volta si fa riferimento alla legge europea, che è una legge che, tendenzialmente, parte da un presupposto di liberalizzazione e non parte da un presupposto di responsabilità comune, perché ritorniamo a questo conflitto irriducibile. Noi, dal nostro punto di vista, quello che vogliamo tutelare è anche un diritto alla felicità, è anche un diritto ad una normalità, non è questo gioco culturale in cui ti fanno sentire le monetine, ti fanno capire che puoi vincere facile: perché il prodotto culturale – al nostro neopresidente Renzi dovrebbe interessare – che esce fuori da tutto il discorso legato la pubblicità sul gioco d’azzardo, è di fatto un prodotto culturale veramente povero. Quindi, noi abbiamo una città come Roma, in cui tutto chiude tranne le sale Vlt e le sale Awp”.

 

COMMISSIONE AGRICOLTURA – Il presidente Luca Sani (Pd) sottolinea: “In base alle richieste della Commissione Finanze i tempi per l’esame in sede consultiva sono stati particolarmente compressi, ma rileva che il provvedimento è alla sua terza lettura e che limitate sono le modifiche apportate dal Senato al testo già approvato dalla Camera. Ricorda altresì che particolarmente intenso era stato il lavoro della Commissione in sede di prima lettura, sviluppatosi attraverso il parere e attraverso successivi emendamenti che hanno tuttavia incontrato le obiezioni della Commissione Finanze e del Governo. Per questi motivi, la Commissione Agricoltura ha ritenuto di riprendere successivamente l’esame delle proposte di legge, per affrontare le questioni non assorbite dalla legge delega ed eventualmente mettere a punto una più ampia ipotesi di riforma”.

Paolo Russo (FI-PdL), precisa che la Commissione è chiamata a dare un parere sulle sole modifiche apportate dal Senato al testo già approvato dalla Camera, che consistono nella limitata previsione che il concorso statale finalizzato all’istituzione e al funzionamento della Lega ippica italiana sia definito secondo criteri di neutralità finanziaria. Ritiene pertanto che, ferme restando le legittime considerazioni politiche di ciascun gruppo, la valutazione di tali modifiche non appaia particolarmente complessa. Ribadisce pertanto la sua proposta di parere favorevole. Per quanto riguarda l’iter delle altre proposte di legge in materia di ippica, ritiene che la Commissione possa modulare il suo lavoro, tenendo conto dell’avvenuta definizione della legge delega. La Commissione approva infine la proposta di parere favorevole del relatore.

 

LO SPACCO SULLA PUBBLICITA’ - Federico Ginato (Pd) sottolinea: “il buon lavoro fatto sull'articolo 14, che è frutto di un lungo periodo di ascolto della società civile e anche della discussione all'interno del Parlamento. Il gioco d'azzardo ha suscitato nella società italiana e nell'opinione pubblica più in generale una grande discussione e anche molte polemiche. Io credo che, in parte, siano anche motivate dal fatto che lo Stato non ha fin qui avuto una buona regolamentazione di settore e, in alcuni casi, addirittura, è stato visto ed è stato probabilmente anche un incentivo alla proliferazione delle offerte di gioco.

Credo che sia sacrosanto il diritto da parte dei sindaci di aver tentato una regolamentazione del settore dal loro punto di vista, con il proliferare anche delle numerosi leggi che sono state promulgate a livello delle regioni. Quindi, non prendiamocela con i sindaci. Qualche settimana fa, c’è stato un tentativo di emendamento al Senato, dove si tentava, in qualche maniera, di punire i sindaci che tentavano di regolamentare il settore. Credo che si tratti, con questo articolo, che è sicuramente una buona mediazione e ha introdotto importanti principi innovativi, di regolamentare bene il settore in maniera armonica e organizzata, senza per questo diventare un incentivo alle offerte di gioco. L'articolo 14 introduce dei principi innovativi, che vado velocemente ad elencare. Parte da una riorganizzazione e riduzione delle offerte di gioco ad un ampliamento del divieto di pubblicità; va dall'armonizzazione della tassazione ad una maggiore trasparenza nella catena proprietaria; introduce il titolo abilitativo unico, che prevede il parere obbligatorio dei sindaci e arriva fino all'istituzione di un fondo per il contrasto del gioco d'azzardo patologico. È la prima volta che lo Stato tenta di regolamentare in maniera equilibrata il settore. Noi forniamo e mettiamo a disposizione del Governo questi principi molto innovativi e molto avanzati. Speriamo che nel definire i decreti legislativi ci sia una disponibilità da parte del Governo di fare un lavoro comune, affinché la difesa dell'ordine pubblico e della salute pubblica sia qualcosa che costruiamo insieme e non sia solo un'interpretazione di principi che, magari, rimangono sulla carta”.

Paola Binetti (Scelta Civica) aggiunge: “Sull'articolo 14, credo che noi ci giochiamo una partita abbastanza importante di quello che è il rapporto che, in qualche modo, lega il Ministero dell'economia e delle finanze con il Ministero della salute. In concreto, noi siamo tutti consapevoli che dal gioco d'azzardo lo Stato ricavi entrate erariali significative da destinare, poi, ad altre fonti e al soddisfacimento di servizi per tutta la società civile, un valore che, forse, potrebbe essere difficilmente rinunziabile. Però noi siamo totalmente consapevoli come da questa offerta di gioco che sta diventando sempre più capillare e penetrante scaturiscano anche effetti negativi che consideriamo pesanti per quelle fasce più deboli, come possono essere i giovani, ma poi come possono anche essere anziani, pensionati, eccetera, persone che inseguono il sogno della vincita facile. Ora noi vorremmo che il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel momento in cui interviene in questo settore così delicato, non considerasse secondario il ruolo di tutela del diritto alla salute dei cittadini, in particolare intervenendo su due dei commi che sono presenti e che sono stati modificati al Senato e che ci vengono restituiti in questo momento per l'approvazione alla Camera, voglio sottolineare questa cosa. La prima è il riferimento che si fa al comma v), a quella che è la creazione di un Fondo che dovrà essere in qualche modo ridefinito nella sua consistenza di anno in anno con la legge finanziaria. Questo Fondo è un punto importante e noi però vorremmo che fosse significativamente destinato a bisogni concreti e non fosse né sottoposto a quelle che noi consideriamo estenuanti trattative per cui molto si prende e poco si dà, soprattutto quando il «poco si dà» va inteso a tutela di quei pazienti che presentano i sintomi di una dipendenza grave dal gioco d'azzardo. È da tempo che noi chiediamo che la dipendenza grave dal gioco d'azzardo venga inserita nei livelli essenziali di assistenza e da qui riceva tutto l'aiuto, tutto il supporto e tutta la necessità che i pazienti chiedono e che in qualche modo va estesa anche sotto un profilo di protezione alle loro famiglie. Ma per quello che riguarda poi il comma successivo, il cosiddetto comma aa), c’è una modifica nella quale noi consideriamo ancora qualche perplessità. La perplessità nasce dal fatto che, mentre nella formulazione originaria, i limiti alla pubblicità erano tranchant, ed erano espressi con un avverbio ‘sempre’, in questo caso vengono in qualche modo ridimensionati e posizionati a tutela soltanto delle cosiddette fasce di minori. Ora, se è vero i minori vanno tutelati e vanno tutelati proteggendoli da un'offerta pubblicitaria indiscriminata, non è nemmeno vero che non sono solo i minori coloro che sono Pag. 13esposti a questo rischio. Quindi noi certamente avremmo preferito il ritorno all'espressione più determinata, più assoluta, più concreta. Detto ciò, come già preannunciato ieri sera nell'intervento in discussione generale, noi ci auguriamo che presto il Parlamento possa essere messo in condizione di approvare la legge di tutela dei giocatori affetti da dipendenza grave dal gioco d'azzardo, ristabilendo un equilibrio forte che restituisce al Ministero della Salute il potere decisionale e anche di prevenzione, di cura e di riabilitazione di cui tutti i cittadini hanno bisogno”.

Alberto Zolezzi (M5S) è più critico: “Credo appunto che sarebbe stato necessario qualcosa di più forte nel testo e ricordo un tema. Non sempre il gioco d'azzardo porta alcun tipo di guadagno a livello delle casse statali. Ricordo che c’è un'interrogazione depositata, la n. 4-03-214 e che riguarda i punti scommesse privi di alcun tipo di autorizzazione a scommettere, dove, per esempio, i giocatori di calcio possono andare a scommettere alla loro personale partita. Sono in tutto 6.000 i centri di trasmissione dati, alcuni praticano attività di scommesse nella loro sede, non tutti, ma alcuni lo fanno. Se un'intera squadra di calcio va a giocare la propria partita. Può far perdere soldi allo Stato perché il guadagno è assicurato, non c’è bisogno di autorizzazione di pubblica sicurezza e quindi spero che anche su questo settore venga fatta chiarezza al più presto, se no diventa una perdita totale per lo Stato perché è una faccenda ancora ulteriormente peggiore rispetto alla normativa media”. E gli fa eco il collega di Sel, Franco Bordo: “In materia di regolamentazione dei giochi pubblici, noi riteniamo, come Sinistra Ecologia Libertà, che all'interno di questa delega avremmo potuto fare decisamente di più e anche meglio, rispetto a quanto richiesto in modo particolare dai comuni, da tutti i nostri sindaci e dalle associazioni che seguono la partita Pag. 14sul territorio. Riteniamo che sian stati fatti dei passi avanti rispetto al quadro che si stava prefigurando, che era un quadro appunto che voleva escludere di fatto completamente e in modo particolare il protagonismo dei nostri sindaci e dei comuni. Riteniamo che sia stato anche fatto un passaggio non positivo al Senato in materia di pubblicità, ampliando la possibilità e allargando rispetto alla pubblicità del gioco d'azzardo e del giorno compulsivo, rispetto in modo particolare ai soggetti minori. Detto questo, noi vogliamo esprimere un voto di fiducia, di attenzione, soprattutto ringraziando tutti i colleghi del gruppo interparlamentare contro il gioco d'azzardo, in modo particolare perché vigileranno nei confronti, e vigileremo verso il Governo perché l'applicazione sia un'applicazione la più rigida possibile rispetto a quanto dettato all'interno della delega fiscale. Auspichiamo che il Governo non vada ad ampliare, ad estendere i paletti che noi abbiamo indicato all'interno dell'articolato, in modo estensivo rispetto ai concessionari del gioco”.

Massimo Baroni (M5S) aggiunge: “Questa proposta di legge non ci vede assolutamente favorevoli, perché è un argomento di cui si dovrebbe occupare tutta quest'Aula, perché ha un impatto sugli italiani che è devastante: stiamo parlando della tassazione, attraverso la tassazione voi regolamentate e fate anche prevenzione primaria in materia di una patologia che in questo momento in Italia è devastante. Ed è legata ad un problema sociale, che moltissime famiglie pagano, perché hanno un familiare che in questo momento è fuori di testa a causa di uno scollamento anche tra l'istituzione politica e il cittadino che sta in provincia. Stiamo parlando quindi di una problematica in cui – lo annunciamo – noi voteremo contro questo articolo. Consideriamo e stiamo controllando tutti i conflitti di interesse delle persone sedute anche in quest'Aula, e che questo asso pigliatutto mette assolutamente in rilievo. Per quanto riguarda tutte queste persone, perché alcuni nomi già li abbiamo e li ritireremo fuori, vi dico: vergognatevi! Vergognatevi! Ci sono due emendamenti al Senato che vanno a indebolire la normativa sulla pubblicità, facendo una supercazzola della delega europea che non norma niente! Non norma niente”.

La collega di partito, Maria Edera Spadoni rincara la dose: “Signor Presidente, in prima lettura avevamo in questo articolo 14 l'introduzione del divieto di pubblicità nelle fasce protette delle trasmissione radiofoniche e televisive, e sempre per giochi con vincita in denaro che inducono comportamenti compulsivi. Al Senato hanno avuto questa meravigliosa idea di indebolire questo comma, e di mettere l'introduzione del divieto di pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive nel rispetto dei principi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori. Qualcuno mi deve dire di che principi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori stiamo parlando: stiamo parlando di fasce orarie? Stiamo parlando in un qualche modo di fare meno pubblicità rispetto a questi giochi, che inducono a comportamenti compulsivi ? Qualcuno mi deve spiegare per quale motivo al Senato è stato deciso di indebolire questo comma, che dal punto di vista anche etico, visto il problema sociale che in questo momento il gioco d'azzardo sta avendo, pensavo assolutamente che questo fosse un comma di buonsenso. Al Senato è stato indebolito: questo dal mio punto di vista per aiutare le società di gioco d'azzardo”.

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