Vicenza: 79 slot machine accese fuori orario, sanzioni fino a 118mila euro

Sono in tutto 79 le slot machine accese fuori orario scoperte dalla Gdf in due esercizi di Vicenza. Sanzioni fino a un massimo di 118.500 euro
Scritto da Redazione

Preservare l’offerta di gioco legale e contrasto alle offerte illecite. Questi alcuni degli obiettivi della Guardia di Finanza vicentina che ha svolto un attività di controllo del territorio mediante accertamenti e verifiche presso locali, bar e sale giochi ove sono collocate le slot machine.

Obiettivo controllare il rispetto delle disposizioni di installazione di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento ed eventuali violazioni alle direttive della legge regionale 2019 in materia di norme sulla prevenzione e cura del gioco e a quelle previste dai regolamenti comunali, che fissano le fasce orarie di interruzione quotidiana dell’uso degli apparecchi.

In tale contesto, come riporta il sito delle forze dell’ordine, i militari hanno stabilito sanzioni da un minimo di 40.500 euro a un massimo di 118.500 euro, nei confronti di due pubblici esercizi, per aver tenuto in funzione complessivamente 79 apparecchi da intrattenimento, di tipo slot machine,  fuori dagli orari consentiti dalle vigenti normative di settore.

A Padova, invece, è stato notificato da Polizia e Guardia di Finanza un provvedimento a firma del questore di sospensione della licenza per esercizio della raccolta del gioco ai titolari di due esercizi pubblici di Este. I provvedimenti emessi sono stati adottati a seguito di specifici servizi di controllo effettuati il 6 dicembre in materia di prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori.

Per il primo esercizio l’ispezione ha consentito di accertare la mancata esposizione della licenza che autorizza l’esercizio di raccolta del gioco con Vlt e della licenza che autorizza la somministrazione accessoria di alimenti e bevande. A questo si aggiungono anche la mancata esposizione del cartello indicante gli orari di apertura dell’attività, del listino prezzi relativo al punto di somministrazione e del cartello di divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle 3 alle 6.

Inoltre nel corso dell’ispezione è stata riscontrata l’installazione di un Pos per il pagamento elettronico con carte di credito e bancomat e l’oscuramento delle vetrine con apposite tende. Il personale ha rilevato la presenza di cinque visitatori, tre dei quali con precedenti di polizia.

Alla luce di quanto riscontrato, la titolare, cittadina cinese di 43 anni verrà deferita all’autorità giudiziaria per violazioni delle prescrizioni della licenza e sono state stabilite sanzioni amministrative per un importo di 2.600 euro circa.

Considerata pertanto la necessità di provvedere con urgenza alla chiusura temporanea dell’attività, per interrompere la complessiva situazione di illegalità e pericolo riscontrata dal grave episodio rilevato, la licenza del titolare dell’esercizio è stata sospesa per 25 giorni.

Nel secondo esercizio pubblico, l’ispezione ha consentito di accertare all’interno del locale la presenza di una persona non autorizzata a rappresentare il titolare. Una circostanza che comporterà il deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare, cittadino cinese di 33 anni.

Nel corso dell’ispezione, è stata riscontrata l’installazione di un Pos per il pagamento elettronico con carte di credito e bancomat e l’oscuramento delle vetrine con apposite tende: in particolare, è stato accertato che l’apparecchio Pos veniva utilizzato dal gestore e dai visitatori come strumento di prelievo di denaro contante. Per questo il titolare sarà deferito all’Autorità Giudiziaria per violazioni delle prescrizioni della licenza.

Considerata la necessità di provvedere con urgenza alla chiusura temporanea dell’attività, per interrompere la complessiva situazione di illegalità e pericolo riscontrata dal grave episodio rilevato, la licenza è stata sospesa per 30 giorni.

A Ladispoli invece i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza emessa dal questore di Roma, con la quale è stata disposta la sospensione della licenza e la chiusura per cinque giorni di un esercizio pubblico, situato proprio nel comune di Ladispoli.

Il provvedimento, che segue le disposizioni di legge in materia di sicurezza pubblica, è scaturito dopo gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine nel periodo compreso tra settembre e ottobre. Dai controlli è emerso che la sala giochi era frequentata da persone con precedenti, alcune delle quali trovate in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti e, in un'occasione, anche di armi da taglio.