Crotone: Polizia chiude sala giochi, era gestita da una minorenne

In provincia di Crotone la Polizia di Stato chiude una sala giochi gestita da una minorenne e sanziona la madre. Ad Acireale stop a centro scommesse ritrovo abituale di pregiudicati.
Scritto da Redazione

© Polizia di Stato - Sito ufficiale

Ha per teatro Roccabernarda, località in provincia di Crotone, l'operazione condotta dalla Polizia di Stato che ha portato alla chiusura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande con annessa sala giochi e all'elevazione di sanzioni amministrative per un totale di oltre 16mila euro.

La violazione più grossa rilevata dagli agenti? La persona indicata quale titolare dell’esercizio commerciale era in regime di limitazione della libertà personale, aveva segnalato al Comune la sospensione dell’attività imprenditoriale, ma, di fatto, la sua conduzione era affidata ad una minore.

Secondo quanto riporta un comunicato pubblicato sul sito della Polizia di Stato quindi “sarà investito l’Ispettorato del lavoro per gli accertamenti di competenza, mentre la madre della minore è stata sanzionata per le seguenti violazioni: somministrazione di alimenti e bevande senza Scia al Suap comunale (5.000 euro); vendita di prodotti non alimentari senza Scia (5.164 euro); gestione di apparecchi da gioco New slot senza autorizzazioni (3.000 euro); violazione degli orari di esercizio del gioco previsti dalla normativa regionale con 6 apparecchi in funzione fuori orario (3.000 euro). Le sanzioni ammontano ad un totale di 16.164 euro”.

Inoltre, la Polizia ha trasmesso al sindaco “richiesta per adottare il provvedimento di cessazione immediata dell’attività. Per quanto riguarda le infrazioni connesse al gioco d’azzardo sono state segnalate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Catanzaro”.

ACIREALE, CENTRO SCOMMESSE RITROVO ABITUALE DI PREGIUDICATI – Un altro comunicato pubblicato sul sito delle Fiamme oro rende noto che la Polizia di Stato ha sospeso temporaneamente l’attività di un centro scommesse di Acireale “in quanto era diventato abituale ritrovo di pregiudicati, secondo quanto emerso dai costanti controlli finalizzati a verificare il rispetto delle norme in materia di legislazione della pubblica sicurezza. In occasione dei diversi controlli dei clienti presenti, effettuati in un significativo arco temporale, è emerso che molti di loro avessero diversi precedenti per reati di particolare allarme sociale. Infatti, dalle verifiche nella banca dati in uso alle forze dell’ordine, è stato possibile accertare precedenti per associazione mafiosa, omicidio, estorsione, ricettazione, danneggiamento, rissa, nonché per reati predatori e in materia di stupefacenti”.

Pertanto, “è stata disposta la chiusura dell’esercizio commerciale con l’apposizione dei sigilli per 7 giorni, secondo quanto previsto dall’art.100 del Tulps che consente al questore la momentanea chiusura di un esercizio pubblico, abituale ritrovo di persone pregiudicate, per garantire l’ordine e la sicurezza dei cittadini, come pure per assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura”.