Gioco, risoluzione Pd alla Camera: ‘Serve una riforma organica’

Scritto da Daniele Duso
Presentando una risoluzione sul gioco pubblico i deputati Virginio Merola e Stefano Vaccari sottolineano la necessita di ‘una riforma organica che riduca l’offerta’.

Al gioco pubblico in Italia serve serve “una riforma organica che riduca l’offerta, rafforzi i controlli e tuteli cittadini e territori”. A dirlo sono i deputati del Partito democratico Stefano Vaccari e Virginio Merola, firmatari di una risoluzione presentata in commissione Finanze alla Camera.

IL RITARDO DEL RIORDINO

“Nel 2025 la raccolta ha raggiunto 164,6 miliardi di euro, mentre il gettito resta fermo a circa 11,4 miliardi. Uno squilibrio evidente che non tiene conto dei costi sociali e sanitari dell’azzardo”, si legge nella nota. La risoluzione impegna il Governo ad adottare entro i termini il decreto legislativo sul riordino della rete fisica dei giochi, ancora mancante. “Non è più accettabile il ritardo su una riforma prevista dalla legge delega. Senza un intervento nazionale restano frammentazione normativa e incertezza per operatori e istituzioni”, sottolineano Vaccari e Merola.

LA RIDUZIONE DELL’OFFERTA

Tra le richieste del Pd, una riduzione progressiva dell’offerta di gioco sul territorio, in particolare per Awp e Vlt, e regole uniformi su distanze dai luoghi sensibili, orari e localizzazione dei punti gioco. “Serve superare il caos attuale tra norme statali, regionali e comunali e garantire un quadro chiaro e condiviso”, evidenziano. Focus anche sulla tutela dei cittadini.

Occorrono limiti più stringenti per i giochi più rischiosi, strumenti obbligatori di identificazione e autoesclusione e un monitoraggio efficace dei comportamenti a rischio, con particolare attenzione ai minori e alle persone fragili”.

SI RIPRISTINI L’OSSERVATORIO

I deputati dem chiedono inoltre il ripristino dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo e il rifinanziamento del Fondo Gap. “Negli ultimi anni sono state indebolite le politiche di prevenzione e cura: è una scelta da correggere subito”. Infine, l’accento sulla legalità: “Il settore resta esposto a infiltrazioni criminali e riciclaggio. Per questo proponiamo requisiti più rigorosi per concessionari e filiera e l’estensione delle norme antimafia”. “L’obiettivo – concludono Vaccari e Merola – è ridurre la dipendenza dello Stato dalle entrate da gioco e costruire un sistema più equilibrato, trasparente e sostenibile”.

IL TESTO DELLA RISOLUZIONE

La Camera,

premesso che:
l’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, prevede che il Ministro dell’economia e delle finanze presenti annualmente al Parlamento una relazione sul settore dei giochi pubblici contenente, tra l’altro, dati sui progressi in materia di tutela dei giocatori e di legalità, sullo stato di sviluppo delle concessioni e delle relative reti di raccolta, sui volumi della raccolta, sui risultati economici della gestione del settore del gioco;

il 15 aprile scorso è stata trasmessa alle Camere dal Ministro dell’economia e delle finanze una relazione, aggiornata all’anno 2025, sulla base dei dati a disposizione del Ministero;

la Relazione sul settore dei giochi pubblici evidenzia come, nell’anno 2025, la raccolta complessiva del comparto abbia raggiunto il valore record di 164,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 7,16 miliardi di euro rispetto al 2024 (+4,55 per cento), mentre le entrate erariali si sono attestate intorno a 11,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabili;

la sola rete fisica degli apparecchi Awp e Vlt ha registrato nel 2025 un volume di giocato pari a oltre 31,45 miliardi di euro, con particolare concentrazione territoriale in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte e Toscana;

il gettito erariale derivante dal comparto Awp e Vlt ammonta a oltre 5 miliardi di euro, di cui 3,59 miliardi dalle AWP e 1,42 miliardi dalle VLT;
la citata relazione segnala espressamente che diverse concessioni operano in regime di proroga sino al 31 dicembre 2026, richiamando l’art. 1, comma 96, lettera c), della legge 30 dicembre 2024, n. 207;

l’articolo 15 della legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale, ha conferito delega legislativa anche per il riordino del settore dei giochi pubblici, secondo criteri diretti a rafforzare la tutela dei consumatori, la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, la trasparenza del sistema concessorio e il contrasto all’illegalità;

il comma 2, lettera p) del citato articolo 15 prevede, tra i princìpi e criteri direttivi, con cui deve essere effettuato il riordino da parte del Governo, la “previsione dell’accesso, da parte dei soggetti pubblici e privati che svolgono attività di prevenzione e cura della patologia da gioco d’azzardo, ai dati concernenti la diffusione territoriale, la raccolta, la spesa e la tassazione dei giochi autorizzati di qualsiasi tipologia e classificazione”;

nonostante l’enunciazione il concreto accesso diretto e fruibile alle basi-dati territoriali, da parte degli enti locali e del Terzo settore, non ha ancora avuto un’attuazione piena e immediata ma invece è stata sensibilmente ristretta, da ultimo, con una Determinazione direttoriale, del 15 maggio 2025, con cui l’Agenzia ha adottato il “Regolamento recante la disciplina relativa all’esercizio dell’accesso documentale e dell’accesso civico” disciplinando criteri, limiti e modalità organizzative per l’esercizio, nei confronti di Adm, dell’accesso civico generalizzato, nonché delle altre forme di accesso;

in attuazione parziale della predetta delega è stato emanato il citato decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, concernente il riordino del settore del gioco pubblico a distanza, con disciplina delle concessioni digitali, dei requisiti degli operatori, della tracciabilità dei flussi finanziari, della sicurezza informatica e delle misure di protezione dei giocatori;

permane invece non ancora attuata la parte della delega relativa al riordino della rete fisica di raccolta del gioco, comprensiva del sistema degli apparecchi Awp e Vlt, delle sale gioco, delle sale scommesse, dei punti vendita, dei criteri distributivi territoriali, dei rapporti con Regioni ed enti locali e del riassetto concessorio perdendo così l’opportunità di approvare una riforma organica della disciplina dei giochi come previsto dalla stessa legge delega e non tenendo conto di importanti aspetti come la tutela dei minori e delle persone più fragili nonché della necessita di un riequilibrio degli oneri per lo Stato nei ritorni di vincita di giochi e scommesse;

la legge 8 agosto 2025, n. 120, ha prorogato il termine per l’esercizio della delega fiscale al 29 agosto 2026, data entro la quale dovrà essere completata anche la riforma della rete fisica dei giochi;

nella documentazione e nel dibattito pubblico è costante il tema del conflitto tra disciplina statale, leggi regionali e regolamenti comunali su distanze dai luoghi sensibili, orari di apertura, localizzazione delle sale gioco e il contingentamento degli apparecchi. Il mancato riordino nazionale lascia in vita questo mosaico regolatorio;

considerato che, nelle more dell’adozione del decreto legislativo di riordino della rete fisica, continuano a trovare applicazione regimi di proroga concessoria e discipline territoriali differenziate, con conseguenti profili di incertezza regolatoria e disomogeneità applicativa;

il gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali privilegiati per il riciclaggio e per il radicamento delle organizzazioni mafiose nei territori, e per questo servirebbe una risposta dello Stato per alzare le barriere d’ingresso in questo ambito e tutelare le imprese sane che vi operano;

la legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante la legge di Bilancio 2025, con l’articolo 1, comma 371, ha cancellato l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave (GAP), istituito nel 2012 e traferito le funzioni all’Osservatorio “tossicodipendenze”; Il successivo comma 373 ha abrogato il Fondo per il gioco patologico, indebolendo la risposta dello Stato in materia di prevenzione e cura della ludopatia, che aveva una dotazione di 50 milioni, da destinare esclusivamente al finanziamento di azioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal Gap. Al suo posto, è stato introdotto un nuovo Fondo (unico) per le dipendenze patologiche, con 94 milioni di euro di dotazione. Il 34,25 per cento – dunque, poco più di 32 milioni, da ripartire tra regioni e province autonome sulla base di piani operativi – è riservato alla dipendenza da gioco d’azzardo. Dunque, le risorse specificamente dedicate al Gap si riducono nettamente, scendono di circa 18 milioni rispetto agli anni precedenti;

la Corte dei conti, nel contesto dell’esame parlamentare della legge di bilancio 2025, ha constatato la persistente mancata intesa con le regioni e gli enti locali in ordine a un appropriato quadro regolatorio ed economico idoneo a identificare un corretto equilibrio finanziario delle concessioni in materia di distribuzione e raccolta del gioco pubblico, sottolineando come il gettito erariale costituisca una quota estremamente ridotta rispetto alla complessiva raccolta, cioè alle dimensioni finanziarie del fenomeno, che continua a presentare risvolti anche patologici e costi sociali non trascurabili di fatto richiamando quindi l’esigenza di considerare non solo le entrate erariali, ma anche i costi sociali dell’azzardo e segnalando la necessità di riequilibrare il rapporto tra obiettivi di finanza pubblica e tutela dei consumatori;

la Conferenza Episcopale Italiana con il Presidente Cardinale Matteo Maria Zuppi, ha più volte sottolineato come l’azzardo sia un’allarmante realtà che preoccupa sempre di più, un fenomeno che rischia di essere sottovalutato, anche con tentativi di mistificazione della realtà circa gli effetti sociali e sanitari sulla popolazione. Ignorando le conseguenze rappresentate da solitudini, le povertà economiche e relazionali, i rischi per la salute, le diseconomie improduttive, le infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco legale. La Fondazione nazionale Antiusura certifica da tempo che il gioco d’azzardo è al contempo effetto e causa della povertà e dell’indebitamento e quindi dell’usura, visto che, secondo la Fondazione, una persona indebitata su due ha come causa principale del debito, l’azzardo;

impegna il Governo:

ad adottare, entro i termini vigenti, il decreto legislativo attuativo della legge n. 111 del 2023 concernente il riordino della rete fisica dei giochi pubblici, assicurando il pieno coinvolgimento del Parlamento, della Conferenza Stato-Regioni, delle imprese del settore e degli operatori del Terzo settore;

a prevedere, nel riordino della rete fisica, una riduzione progressiva dell’offerta territoriale di gioco, con particolare riguardo agli apparecchi Awp e Vlt, tenendo conto della densità di popolazione, del reddito medio, degli indicatori di fragilità sociale a tutela delle comunità locali e degli indici di presenza della criminalità organizzata sui territori;

a disciplinare in modo uniforme, d’intesa con Regioni ed enti locali, criteri su distanze sensibili, orari di esercizio e localizzazione dei punti gioco, superando l’attuale frammentazione normativa;

a rafforzare la tutela dei consumatori mediante limiti più stringenti per i prodotti a maggiore intensità di gioco, attraverso meccanismi obbligatori di certificazione dell’identità, strumenti di autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti a rischio e divieti efficaci di accesso ai minori;

a ripristinare urgentemente l’Osservatorio e rifinanziare il Fondo Gap per il gioco patologico, il programma nazionale di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo, nonché a garantire il sostegno delle Regioni e dei servizi territoriali;

ad orientare la politica fiscale nazionale verso una progressiva riduzione della dipendenza strutturale del bilancio pubblico dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo;
a prevedere il rafforzamento ulteriore della disciplina sui requisiti soggettivi e di onorabilità di chi partecipa al capitale delle società concessionarie e ai soggetti della filiera, nonché a garantire il sostegno delle Regioni e dei servizi territoriali;

ad orientare la politica fiscale nazionale verso una progressiva riduzione della dipendenza strutturale del bilancio pubblico dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo;
a prevedere il rafforzamento ulteriore della disciplina sui requisiti soggettivi e di onorabilità di chi partecipa al capitale delle società concessionarie e ai soggetti della filiera, nonché l’estensione dei requisiti previsti dalla normativa antimafia a tutti i soggetti partecipanti al bando e ai partner contrattuali dei concessionari, in analogia con la disciplina del subappalto di opere e forniture alla pubblica amministrazione;

a dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge delega in materia di accesso trasparente ai dati concernenti la diffusione territoriale, la raccolta, la spesa e la tassazione dei giochi autorizzati di qualsiasi tipologia e classificazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 15, comma 2, lettera p) della legge 9 agosto 2023, n. 111.

Crediti fotografici ©foto tratta dalla pagina Facebook di Stefano Vaccari