La scomparsa di Pippo Baudo: i legami con l’ippica, il casinò di Sanremo e i videogame
Il silenzio post ferragostano è stato squarciato da una notizia che è subito rimbalzata sui media di tutta Italia: la scomparsa di Pippo Baudo, uno dei conduttori simbolo della Rai, senza dubbio, e della storia della televisione del nostro Paese.
Nato a Militello (Catania) nel 1936, oltre che per le sue gesta nel tubo catodico, lo ricordiamo anche per alcuni interventi ricollegabili al “nostro” mondo.
Ad esempio, per l'ippica, settore che non ha mancato di sostenere. In un’intervista rilasciata nel 2018 a Rolando Luzi per Unire TV (oggi EquTv) ed ex manager della carriera agonista del cavallo trottatore Varenne,, in occasione della prima teatrale di "Febbre da cavallo", Baudo affrontò senza filtri le criticità del settore ippico italiano.
Consapevole delle difficoltà che da anni affliggono gli ippodromi nazionali, il conduttore sottolineò l'urgenza di snellire la burocrazia e introdurre misure concrete per incentivare e rilanciare l’intero comparto. Parole che oggi risuonano con forza, in un momento in cui l’ippica cerca nuove strade per rinnovarsi e riconquistare il pubblico.
Un ultimo saluto, dunque, da parte di un mondo che Pippo Baudo ha guardato con rispetto e partecipazione.
IL RINGRAZIAMENTO A PIPPO BAUDO DEL CASINÒ DI SANREMO – Ma Pippo Baudo vuol dire anche Festival di Sanremo, evento che ha seguito da vicino, sia come conduttore che come direttore artistico, per 13 edizioni. Ecco quindi che dal Casinò di Sanremo arriva un comunicato che lo omaggia: “La scomparsa di Pippo Baudo ha suscitato il sentimento di cordoglio nazionale, nato anche spontaneo, che si attribuisce alle personalità illustri, segno di come abbia saputo conquistarsi l’affetto del pubblico per aver inciso nell’evoluzione della tv e dello spettacolo, creando un nuovo rapporto tra spettatore e personaggio, influendo a livello sociale, emozionale e quindi culturale. È stato un maestro per generazioni di artisti, conduttori, autori e cantanti. Ha scritto pagine intense nella storia della musica e dell’intrattenimento, ha collaborato al successo del format del Festival della canzone italiana, decretandone la diffusione anche internazionale. Ha sempre mantenuto un legame particolare con il Casinò, dove la kermesse canora nacque e rimase sino al 1976. Ha spesso raccontato di aver seguito nel 1958 il primo festival quando si svolgeva nel Salone delle feste del Casinò, desiderando di intraprendere la carriera di conduttore televisivo. Dieci anni dopo, appena trentunenne, dopo il successo di Settevoci, poté condurre la kermesse canora nella difficile edizione che seguiva quella in cui scomparve Luigi Tenco. Per lui era una vera prova che superò brillantemente, nonostante l’aver dovuto allontanare, dopo una sola canzone Louis Armstrong, convinto di dedicare al Festival un'esibizione completa. Fu la prima volta di Pippo Baudo sul palco del Casinò, che lo ricorda nell’edizione di Sanremo Giovani del 2018 insieme a Fabio Rovazzi, anche quella memorabile. Ci ha lasciato un grande professionista e una persona profondamente legata al suo lavoro, un amico di Sanremo, della città e del suo Festival, a cui va meritatamente il ringraziamento, l’ammirazione e l’affetto che tutti esprimono in questo momento di distacco e a cui si unisce sentitamente l’azienda Casinò”.
IL PRIMO VIDEOGIOCO ANALOGICO – Fra le tante “invenzioni” di Pippo Baudo c'è anche il primo “videogioco” analogico. Era il 1971 e il programma si chiamava “La freccia d’oro”, un quiz show con un gioco in cui il concorrente doveva mirare con una balestra osservando le immagini sullo schermo televisivo e dettando a voce i comandi. Col concorrente che gioca usando il video e uno scenario totalmente riprodotto di fantasia, scenografico e non elettronico, possiamo ben dire di trovarci davanti al primo videogioco. Solo una decina di anni dopo quelli elettronici conquistarono il piccolo schermo grazie a Fabrizio Frizzi, nel programma "Tandem". Inoltre, esiste in Italia uno studio di sviluppo indipendente di videogame che ha il nome di “Fantastico Studio”, in omaggio a una delle trasmissioni più famose condotte da Pippo Baudo: “Fantastico”, andato in onda in Rai dal 1979 al 1998.
L'ULTIMO SALUTO – La camera ardente che accoglie il feretro di Pippo Baudo è stata allestita al Teatro delle Vittorie, uno dei luoghi che lo hanno visto tante volte protagonista, in occasione di alcune trasmissioni delle reti Rai. Sarà aperta fino alle 20 di oggi, lunedì 18 agosto, e dalle 9 fino alle 12 di domani, martedì 19 agosto. I funerali si terranno nella sua Militello Val di Catania il 20 agosto alle ore 16 nella chiesa di Santa Maria della Stella.