No all’aumento delle tasse sulle scommesse, si ferma l’ippica del Regno Unito

Per protesta contro l'aumento delle tasse sulle scommesse ippiche proposto dal Governo del Regno Unito, oggi, 10 settembre, non si terrà nessuna corsa. È la prima volta nella storia.
Scritto da Fm

© Mike Kotsch / Unsplash

Per l'ippica del Regno Unito, comunque la si voglia vedere, è una giornata storica.

Per oggi, 10 settembre, l'autorità di regolamentazione del settore – la British Horseracing Authority (Bha) ha confermato lo stop alle corse previste, in segno di protesta contro l'aumento delle tasse sulle scommesse ippiche proposto dal Governo e in discussione il 26 novembre.

Questa sarà la prima volta nella sua storia moderna che gli ippici si rifiutano volontariamente di gareggiare. Un evento non di poco conto, specie per un Paese che ha nelle corse dei cavalli una delle sue più grandi passioni, almeno quando si parla di divertimento e tempo libero, con una programmazione di 363 giorni all'anno.

E anche per l'economia nazionale (e per le casse statali), visto che il comparto vale 4,1 miliardi di sterline, equivalenti a 4,7 miliardi di euro al cambio attuale, sostenendo 85.000 posti di lavoro.

Un'analisi economica commissionata dalla Bha ha dimostrato che allineare l'attuale aliquota fiscale del 15 percento pagata dai bookmaker sulle corse con quella dei giochi d'azzardo online – attualmente tassata al 21 percento – armonizzando tutte le imposte sul gioco d'azzardo a distanza, potrebbe avere un impatto distruttivo sullo sport, con un impatto negativo sulle entrate di 330 milioni di sterline per il settore nei primi cinque anni e mettendo a rischio 2.752 posti di lavoro solo nel primo anno.

LORD ALLEN (BHA): “UNITI PER SALVARE IL NOSTRO FUTURO” – Lord Charlese Allen, presidente della Bha dal 1° settembre, prende posizione a sostegno dell'iniziativa odierna: “"L'ippica britannica ha preso la decisione senza precedenti di sospendere le corse per un giorno perché la minaccia rappresentata da questo aumento delle tasse sulle corse è a dir poco una minaccia esistenziale per il nostro sport.
Sostengo pienamente questa coraggiosa iniziativa, resa possibile solo da uno straordinario sforzo collettivo di tutto il settore, guidato dalla Bha, e applaudo gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti. Dimostra la grande forza del sentimento e dell'unità all'interno dello sport e dimostra che l'ippica non resterà inerte mentre il nostro futuro è messo a repentaglio".

IL “DISAPPUNTO” DEL BETTING AND GAMING COUNCIL – Lapidario il Betting and gaming council, organismo di normazione per il settore regolamentato delle scommesse e del gioco d'azzardo nel Regno Unito, che manifesta tutta la sua contrarietà allo sciopero di oggi.
"Siamo delusi dal fatto che l'ippica abbia deciso di procedere con la sua decisione di riprogrammare le corse oggi. Pur comprendendo le preoccupazioni del mondo dello sport, la decisione è stata presa senza consultare gli operatori di scommesse, che contribuiscono finanziariamente in modo significativo alle corse britanniche, e in ultima analisi danneggerà i clienti che si aspettavano di assistere alle corse oggi”, si legge sul sito dell'associazione.
"Il Betting and Gaming Council e i nostri membri desiderano collaborare in modo costruttivo con l'ippica per affrontare le sfide comuni che ci troviamo ad affrontare. Le deroghe per un solo sport sono fuorvianti. Ulteriori aumenti delle tasse sul settore delle scommesse e del gioco regolamentato non colpirebbero solo le corse dei cavalli, ma anche altri sport che dipendono dai finanziamenti degli operatori.
Corse e scommesse hanno un rapporto simbiotico di lunga data: l'una non può prosperare senza l'altra. Ulteriori sconvolgimenti rischiano di frustrare milioni di appassionati di corse e di minare le entrate che sostengono posti di lavoro, comunità e il futuro a lungo termine di questo sport.” Il Bgc quindi conclude: “I nostri membri contribuiscono ogni anno con oltre 350 milioni di sterline alle corse britanniche, oltre a 4 miliardi di sterline di entrate fiscali e 109.000 posti di lavoro in tutto il Paese. Restiamo impegnati in un dialogo costruttivo e nella ricerca di soluzioni che proteggano il futuro di questo sport e il divertimento che offre a milioni di appassionati."