Esclusa dall’S&P 500, Caesars punta tutto sul business online

Caesars Entertainment è stata esclusa dall’S&P 500 a causa del calo di capitalizzazione, scesa a 5,4 miliardi di dollari. Il gruppo sarà inserito nello S&P SmallCap 600 e punta sulla crescita del digitale.
Scritto da Redazione

© Caesars Entertainment

Caesars Entertainment è stata rimossa dall’indice S&P 500 a causa della riduzione della propria capitalizzazione di mercato rispetto alla soglia richiesta per l’inclusione. Con una nota, S&P Dow Jones ha reso noto che Caesars non rispetta più i criteri di permanenza nell’indice, un segnale forte per uno dei marchi più riconoscibili del gaming americano e dei casinò.

La decisione ha avuto ovvie ripercussioni sulle azioni di Caesars che, nella giornata di mercoledì 10 settembre, hanno aperto a 25,25 dollari (circa 21euro al cambio attuale) per titolo, in calo di oltre il 22 percento dall’inizio dell’anno. La capitalizzazione attuale si attesta a circa 5,4 miliardi di dollari, ben al di sotto della soglia di 22,7 miliardi necessaria per l’inclusione nell’S&P 500. Di conseguenza, Caesars sarà ora quotata nell’indice S&P SmallCap 600, che include società con capitalizzazione fino a 8 miliardi.

IL DIGITALE COME ANCORA DI SALVEZZA – Nonostante il declassamento, gli analisti del settore sottolineano che le attività digitali dell’azienda rappresentano un valore significativo. Caesars Digital, la divisione di gioco online e scommesse sportive, ha registrato un aumento del 24 percento dei ricavi nel secondo trimestre, raggiungendo i 343 milioni di dollari. L’Ebitda della divisione digitale si è attestato a 80 milioni nello stesso periodo.

Secondo le dichiarazioni degli analisti di Bain & Company – riportate da Sigma World – "la sola divisione Caesars Digital potrebbe valere circa 6,25 miliardi di dollari se valutata con un multiplo EV/EBITDA “prudente” di 12,5 volte gli utili stimati per il 2026". Vale la pena ricordare che il multiplo EV/EBITDA è un parametro usato per stimare il valore di un’azienda rapportando il valore d’impresa (Enterprise Value) ai suoi margini operativi (Ebitda). Se invece si applicassero multipli più elevati – in linea con quelli riconosciuti ai principali concorrenti del settore come DraftKings, Flutter Entertainment e Rush Street Interactive – la valutazione di Caesars Digital potrebbe salire fino a circa 9,6 miliardi di dollari.

Alcuni importanti investitori, tra cui Carl Icahn – finanziere a capo di Icahn Entreprises, un conglomerato attivo in diversi settori, la cui influenza sui mercati è tale che le sue mosse finanziarie vengono spesso definite “l’effetto Icahn”, perché possono far oscillare significativamente il valore delle azioni delle società coinvolte.- hanno sollevato preoccupazioni sulla potenziale sottovalutazione di Caesars Digital, suggerendo che il consiglio di amministrazione possa prendere iniziative per riflettere meglio il valore di mercato della divisione.

Tra l'altro, le solide performance nel digitale hanno riacceso le ipotesi di uno spin-off della divisione. Secondo gli analisti, una cessione parziale potrebbe offrire un duplice beneficio: ridurre l’indebitamento di 11,3 miliardi di dollari e aumentare la liquidità. La vendita di una quota fino all’80 percento dell’unità digitale potrebbe tagliare il debito di circa 5 miliardi e aggiungere 350 milioni di dollari al flusso di cassa libero annuo, migliorando la stabilità finanziaria complessiva.

Caesars ha continuato a rafforzare la propria presenza nell’iGaming, puntando su miglioramenti dell’app e sul brand Horseshoe per attrarre clienti online. Sebbene nell'ambito delle scommesse sportive resti indietro rispetto a leader come DraftKings e FanDuel, l’espansione digitale è considerata una priorità strategica.

GLI ANALISTI CONFERMANO LA RACCOMANDAZIONE –  Bain & Company, una delle principali società internazionali di consulenza strategica, mantiene su Caesars una raccomandazione di acquisto, fissando un prezzo obiettivo di 59 dollari per azione, a testimonianza di come il titolo sia sottovalutato rispetto al suo potenziale. La previsione di crescita, però, dipende in gran parte dalla capacità del gruppo di valorizzare pienamente il business digitale – in particolare il gaming e le scommesse online – integrandolo con le attività tradizionali dei casinò fisici.

L’uscita dall’S&P 500, dunque, mette in evidenza la volatilità della capitalizzazione di mercato e del sentiment degli investitori ma non riduce il potenziale della divisione digitale di Caesars. Con continui investimenti in tecnologia e offerte online, l’azienda punta a conquistare una quota maggiore del mercato in espansione del gioco online e delle scommesse sportive, mantenendo al contempo la propria presenza consolidata nei casinò fisici.