Ippodromo di Livorno nel limbo: potrebbe gestirlo il Comune
Spente le luci e finite le corse estive, con migliaia di spettatori sugli spalti, l'ippodromo Caprilli di Livorno tira le somme e pensa al suo futuro.
La stagione appena terminata difatti si è svolta sotto l'occhio di Fabio Tocci, curatore fallimentare incaricato dal tribunale di Grosseto di gestire gli ippodromi di Follonica e Livorno, con il sostegno e la collaborazione del Masaf, dopo la messa in liquidazione di Sistema Cavallo – società che li ha gestiti negli ultimi anni – per presunte irregolarità con il fisco.
Ma per quella invernale, con l'avvio fissato per il 6 dicembre, ci sono diverse questioni da affrontare, e risolvere.
Se il Comune di Livorno intanto ha presentato al ministero dell'Agricoltura la propria istanza per inserire il Caprilli fra gli ippodromi interessati a ospitare convegni di corse nel 2026, come anticipa il quotidiano toscano Il Tirreno, entro il 30 novembre si dovrà anche sapere chi li organizzerà.
Su questo sarà dirimente l'esito dell'udienza alla Corte d'appello di Firenze in agenda il 17 novembre, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da Sistema cavallo contro la messa in liquidazione e lo stop all'affidamento degli ippodromi di Livorno e Follonica.
In caso di accoglimento del ricorso difatti sarebbe Sistema cavallo a restare in sella. Ma se così non fosse, interverrebbe il Comune, in attesa di affidare direttamente la gestione dell'ippodromo ad un altro soggetto “per un anno più uno”, per poi procedere con un nuovo bando.
Di ipotesi sul futuro gestore ne abbiamo scritto anche noi: fra le società in campo ci sarebbero Alfea (che ora gestisce l'ippodromo pisano di San Rossore e che già nel 2012 si era aggiudicata la gestione della struttura ardenzina, prima di un lungo contenzioso legale col Comune), ma anche altri contendenti, come l'attuale gestore dell'ippodromo Paolo VI di Taranto, che, interpellato anche da GiocoNews.it, parla di “interesse, ma innanzitutto della volontà di capire se ci sono i presupposti, perché l'ippica non ha bisogno di venditori di fumo, specie in questo momento”.
Terza ipotesi sul piatto, non confermata dai diretti interessati, almeno non alla nostra testata, è quella che vedrebbe la discesa in campo di Hippogroup, che attualmente è al timone, con diverse società, degli ippodromi di Roma Capannelle, Bologna e Cesena.