Valle d’Aosta e Marche al voto, casinò e legge regionale sul gioco al centro del dibattito
Fra settembre e novembre molte regioni italiane tornano alle urne per rinnovare i propri consigli, le giunte e i loro presidenti. Un fatto che come sempre ha interesse e rilevanza anche per il settore del gioco, visto quanto l'orientamento su di esso di chi governa poi determini anche le sorti delle aziende.
Sette regioni, con la Valle d’Aosta ad aprire le danze il 28 settembre insieme con le le Marche (28 e 29 settembre).
Il 5 e 6 ottobre sarà il turno della Calabria, il 12 e 13 dello stesso mese della Toscana mentre per il voto in Campania, in Veneto e in Puglia bisognerà attendere il 23 e 24 novembre.
Oggi ci occupiamo delle prime due, visto l'imminente appuntamento che le attende.
In Valle d'Aosta il gioco è già parte del dibattito politico, visto che il suo casinò è di proprietà della Regione e al momento gestito da una società pubblica di cui l'ente è azionista con oltre il 99 percento delle quote, mentre la parte residua spetta al Comune di Saint Vincent.
Il consiglio regionale eletto dovrà decidere la futura forma di gestione della casa da gioco dopo la conclusione del periodo concordatario e dopo lo studio commissionato a Finaosta (e dalla suddetta finanziaria regionale affidato a Ernst&Young).
Per le Marche, sarà da vedere se il nuovo Esecutivo deciderà di confermare la legge regionale sul gioco varata nel 2023 e contenente disposizioni che hanno eliminato la retroattività del distanziometro e hanno sancito il divieto di esercitare attività legate al gioco e la possibilità di installare nuovi apparecchi a meno di 200 metri dai luoghi sensibili nei comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti ed inferiore a 300 metri nei comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti. Prevedendo per gli enti locali la possibilità di stabilire fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana del gioco a tutela della salute pubblica.
In occasione delle elezioni regionali la sezione marchigiana di “Libera”, associazione di promozione sociale che coordina oltre 1.600 realtà italiane e internazionali promuovendo la legalità, la giustizia e il riutilizzo sociale dei beni confiscati, ha pubblicato un manifesto per una politica etica per prevenire e contrastare le mafie e la corruzione rivolto ai partiti e movimenti in campo, parlando anche di gioco e formulando richieste specifiche. In particolare, per il contrasto al gioco patologico Libera “chiede ai futuri amministratori politici di affrontare il problema delle dipendenze e del disagio sociale prodotti, specie nelle fasce più deboli della popolazione, dalla pratica patologica del gioco d’azzardo, rivedendo le modifiche votate a maggioranza il 25-07-2023 della legge regionale 3, del 7 febbraio 2017”. L'associazione poi chiede di “aggiornare e tenere sotto controllo le statistiche sul numero di apparecchi, consumi e spesa nel territorio; adottare regolamenti e ordinanze che vincolino in modo più rigoroso: l’individuazione dei luoghi sensibili; la determinazione delle distanze minime dai luoghi sensibili delle sale adibite al gioco d’azzardo; i limiti di orario di apertura delle sale adibite al gioco d’azzardo e dell’accensione degli apparecchi negli esercizi commerciali”.
Per ora ci fermiamo qui, ma nei prossimi giorni approfondiremo meglio il tema e le posizioni espresse dai vari candidati alla guida delle regioni che andranno a breve al voto.