Camera, Benzoni (Azione) al Masaf: ‘Quali iniziative per la riforma delle scommesse ippiche?’

Il deputato Fabrizio Benzoni (Azione) chiede al ministero dell'Agricoltura quali iniziative sono in campo per la riforma delle scommesse ippiche, con il confronto con gli operatori.
Scritto da Fm

Il deputato Fabrizio Benzoni (Azione) © Fabrizio Benzoni - Pagina Facebook

La Camera dei deputati torna ad occuparsi della crisi dell'ippica e della necessità di un suo pronto rilancio, anche attraverso il reperimento di nuovi sostegni, attraverso le scommesse sulle corse.

Il gancio è offerto dal deputato Fabrizio Benzoni (Azione), autore di un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministero dell'Agricoltura, a cui chiede “quali iniziative, per quanto di competenza, intenda realizzare per avviare un intervento di riforma organica del comparto delle scommesse ippiche, anche attraverso il confronto con gli operatori del settore, al fine di definire un assetto regolatorio chiaro e sostenibile che consenta al comparto di disporre di fonti di finanziamento certe, stabili e coerenti con i principi del gioco legale e responsabile”.

IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE – “Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: l’ippica rappresenta un settore di rilevante valore culturale, economico e territoriale, in quanto espressione della tradizione allevatoriale e sportiva nazionale e strumento di presidio economico e sociale di numerosi contesti territoriali decentrati, a prevalente vocazione agricola e zootecnica; tuttavia, da tempo il comparto vive una profonda crisi strutturale dovuta a svariati fattori, come la riduzione degli investimenti pubblici, l’obsolescenza di molti impianti ippici, il calo del pubblico e la progressiva marginalizzazione nei circuiti mediatici; un elemento centrale è rappresentato dalla contrazione del volume delle scommesse ippiche, che storicamente hanno rappresentato un canale fondamentale di finanziamento per la sostenibilità economica dell’intera filiera – dalle attività di allevamento e allenamento alla gestione degli ippodromi e all’organizzazione delle corse; il contributo statale alle società di corse per il mantenimento degli impianti ippici, per lo più di proprietà pubblica, risulta immutato da oltre dodici anni e ulteriormente decurtato dall’ultima legge di bilancio (legge 30 dicembre 2024, n. 207), la quale ha comportato la riduzione del prelievo erariale a favore dell’ippica. Tale misura è stata adottata in assenza di un confronto con le categorie di settore e con le parti sociali interessate, e senza tenere in considerazione il reale impatto sull’intero comparto. Di fatti, le scommesse ippiche a quota fissa sono drasticamente calate – come dimostrano i dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli – con una conseguente riduzione delle risorse destinate al settore; gli operatori del settore hanno più volte denunciato, anche con toni accorati, il rischio di imminente collasso del settore ippico in assenza di una riforma urgente del settore delle scommesse legate all’ippica, sottolineando la necessità di una regolamentazione adeguata e sostenibile per il gioco legale e le scommesse legate alle corse dei cavalli; di fatto, l’assenza di un assetto normativo e regolamentare adeguato rischia di privare il comparto ippico della sua principale fonte di sostentamento economico, determinando effetti negativi su una pluralità di ambiti tra di loro interconnessi: il mantenimento delle strutture ippiche, la salvaguardia del patrimonio genetico delle razze equine italiane, la valorizzazione del ruolo dell’ippica come disciplina sportiva, culturale e identitaria a livello nazionale; in tale contesto, emerge con chiarezza la necessità di ripensare l’intero quadro normativo del settore in grado di fornire un quadro giuridico che coniughi le esigenze di legalità e trasparenza con quelle di sostenibilità economica e rilancio del comparto ippico –: quali iniziative, per quanto di competenza, intenda realizzare per avviare un intervento di riforma organica del comparto delle scommesse ippiche, anche attraverso il confronto con gli operatori del settore, al fine di definire un assetto regolatorio chiaro e sostenibile che consenta al comparto di disporre di fonti di finanziamento certe, stabili e coerenti con i principi del gioco legale e responsabile. (4-05977).”

I PROGETTI DI RIFORMA IN ATTO – Come si ricorderà, agli inizi del 2025 alcuni rappresentanti della filiera ippica – 24 soggetti, fra associazioni e società di corse – hanno presentato al Masaf un progetto di riforma delle scommesse, prevedendo: l'unificazione dei due totalizzatori; l'adeguamento del prelievo erariale sulle scommesse al totalizzatore in linea con quanto già attuato per le scommesse a quota fissa; l'allineamento della formula di gioco a quelle in uso nei Paesi europei, con la possibilità di creare sinergie utili con i principali operatori di settore; il coinvolgimento di un pubblico più ampio di appassionati d scommessa ippica, stimato ad oggi di oltre 10 milioni di utenti, con l’introduzione di un nuovo gioco ad oggi provvisoriamente chiamato "Take five plus". A tale passo, è seguito, lo scorso maggio, l'avvio di un tavolo di lavoro fra Ministero, Agenzia delle dogane e dei monopoli e categorie, e alla fine di giugno tali temi sono stati al centro di un convegno all'ippodromo di Modena. Passata l'estate e il tradizionale stallo di politica e iniziative, ora si attendono ulteriori aggiornamenti.