Negreanu accusa YouTube: ‘Vuole distruggere i contenuti di poker’
Daniel Negreanu lancia l’allarme: YouTube sta penalizzando pesantemente i contenuti legati al poker. Durante la sua ultima serie di streaming per le Wsop Online, il canadese non ha soltanto dovuto fare i conti con risultati deludenti ai tavoli ma anche con un drastico calo di visualizzazioni sui suoi canali.
Il motivo? Le nuove restrizioni di età introdotte da YouTube per i contenuti a tema gambling. Da settembre, infatti, i video contrassegnati come “riservati agli adulti” non vengono più mostrati liberamente sulla home: per visualizzarli è necessario accedere con un account verificato. Una barriera che, secondo Negreanu, sta letteralmente seppellendo i contenuti di poker, riducendo la possibilità di raggiungere il pubblico.
I NUMERI DEL CROLLO
Le statistiche non fanno che confermare i timori di Negreanu:
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Nel 2024, con 9 sessioni streammate, aveva totalizzato oltre 2 milioni di visualizzazioni (media di 227.333).
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Nel 2025, dopo 13 sessioni, le views sono crollate a 798.000 (media di 61.384).
Il dato è impietoso: un calo del 73% anno su anno.
Ma non è solo uno dei più noti giocatori al mondo a esprimere insoddisfazione e preoccupazione. Anche Brad Owen, tra i vlogger di poker più seguiti in assoluto, ha denunciato problemi simili. Lo scorso 26 settembre, uno dei suoi canali secondari è stato rimosso da YouTube e la piattaforma ha minacciato di chiudere anche gli altri. Solo un ricorso tempestivo gli ha permesso di recuperarli, ma la vicenda ha alimentato la paura tra i content creator. “YouTube non è un posto sicuro per i creator di poker,” ha dichiarato Owen. “Dobbiamo diversificare e crescere su più piattaforme, altrimenti rischiamo di perdere anni di lavoro per colpa di algoritmi poco chiari.”
IL FUTURO DEL POKER
Con due figure di riferimento come Daniel Negreanu e Brad Owen a denunciare pubblicamente la situazione, la domanda che aleggia nella community è inevitabile: quale futuro attende il poker su YouTube? Se creator affermati, con centinaia di migliaia di follower e una base di fan consolidata, registrano cali drammatici nelle visualizzazioni, è facile immaginare quanto sia difficile – se non impossibile – per i volti emergenti riuscire a guadagnarsi spazio e visibilità sulla piattaforma.
Per molti addetti ai lavori, il problema non riguarda soltanto il presente ma soprattutto le prospettive a lungo termine. Se YouTube continua a restringere le maglie sui contenuti legati al gioco, il rischio concreto è che il poker venga gradualmente marginalizzato, rendendo sempre meno sostenibile la creazione di contenuti dedicati. Questo non solo ridurrebbe la varietà di video disponibili per gli appassionati ma finirebbe per soffocare nuove idee, format innovativi e l’ingresso di creator più giovani.
Di fronte a questo scenario, prende sempre più corpo l’idea che il poker online debba cercare alternative e nuovi spazi di espressione: piattaforme più aperte, modelli di distribuzione diversificati e, forse, canali indipendenti in grado di bypassare le logiche restrittive di YouTube. La sfida, insomma, sarà capire come continuare a far crescere la community e a raccontare il gioco attraverso contenuti digitali, senza restare ostaggio di policy sempre più rigide e algoritmi difficili da interpretare.