Gestione Casinò Campione: sindaco Canesi bacchetta Campione 2.0, la replica dei consiglieri

Botta e risposta fra il sindaco di Campione d'Italia, Canesi, e i consiglieri d'opposizione Marchesini e Verda. Al centro la gestione del Casinò, il caso Garlasco e i presunti rapporti finanziari con il Comune di Pavia.
Scritto da Fm

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Non è andata giù al sindaco di Campione d'Italia, Roberto Canesi, la partecipazione del consigliere d'opposizione Simone Verda (Campione 2.0) alla trasmissione televisiva “Ignoto X” su La7 dedicata al caso Garlasco e al coinvolgimento dell'ormai ex presidente del Casinò, Mario Venditti, in qualità di ex procuratore aggiunto di Pavia.

A non essere gradito è stato in particolare il passaggio in cui Verda ha riportato una notizia di stampa circa “un presunto rapporto finanziario irregolare della casa da gioco che coinvolgerebbe la Asm Spa di Pavia", partecipata del Comune lombardo, "per l'importo di 100mila euro ad essa pervenuto da territori off shore (Bahamas)”, ad oggi non provato.

Canesi ha infatti richiamato all'ordine, e al “rispetto istituzionale” i consiglieri comunali, con una lettera comune in cui paventa il rischio di un “danno d'immagine” alla società Casinò di Campione d'Italia Spa e al Comune. In essa si legge: “In quella sede sono stati veicolati contenuti gravemente lesivi dell'immagine e della reputazione della società partecipata, dipingendola in modo ingiustificatamente negativo come reticente e poco trasparente, senza che le sue reali posizioni e le risposte fornite tempestivamente dalla stessa ai consiglieri interessati venissero minimamente rappresentate. Tali affermazioni risultano non solo infondate, ma palesemente smentite dai documenti ufficiali”.

LA CASINÒ DI CAMPIONE SPA NEGA OGNI ADDEBITO – Documenti e comunicati stampa in cui la società Casinò di Campione d'Italia Spa nega di aver “intrattenuto dalla riapertura, né intrattiene alcun rapporto commerciale, consulenziale o finanziario con una società denominata Asm” e rimarca di non aver “ricevuto alcun accredito di somme di denaro, da società o persone fisiche, dell'importo di euro 100.000 (o importi consimili per eccesso o per difetto), con provenienza da soggetti o istituti finanziari esteri extra Ue e, in particolare, da Bahamas”. La Casinò di Campione Spa quindi informa di aver “conferito incarico ai propri legali per tutelare i priori interessi e la propria immagine in tutte le opportune sedi”.

CANESI: “VERIFICARE LE FONTI” – Per Canesi quindi “È assolutamente inaccettabile che rappresentanti istituzionali, chiamati a tutelare e promuovere il bene comune, utilizzino spazi pubblici e mediatici per alimentare sospetti infondati, distorcere i fatti e contribuire attivamente a diffondere una narrazione mendace e lesiva della reputazione della società partecipata dall'Ente e dell'Ente stesso. Occorre che la legittima posizione istituzionale di ogni consigliere sia sostenuto da preliminare verifica delle fonti e della fondatezza di quanto asserito.
Per questo motivo, stigmatizzo fermamente le affermazioni rese nel corso della trasmissione e su alcuni giornali e mi unisco alla richiesta della società affinché i consiglieri Verda e Marchesini provvedano, senza indugio, a rettificare pubblicamente le dichiarazioni rese, per rispetto non solo della verità, ma anche dell'Istituzione che rappresentano”. Il sindaco, infine, sottolinea l'intenzione di “non tollerare ulteriori comportamenti che travalichino i limiti della correttezza istituzionale” e si riserva “ogni ulteriore iniziativa a tutela dell'onorabilità dell'Ente, della sua partecipata e della cittadinanza tutta”.

LA REPLICA DI MARCHESINI E VERDA – I consiglieri comunali di Campione 2.0 dal canto loro si dicono “stupefatti” per la lettera del sindaco Canesi, ribadendo di aver “solo ripreso una notizia di stampa”. Quindi puntualizzano: “Non provvederemo a nessuna rettifica e, invece, stigmatizziamo noi duramente lo scritto del dottor Roberto Canesi. Non spetta a lui decidere il perimetro entro il quale deve svolgersi l'azione amministrativa dei consiglieri d'opposizione e il solo fatto che cerchi ora di comprimerla è indice di una distorta visione padronale del funzionamento dell'istituzione comunale. Quanto ai lamentati danni d'immagine e pregiudizi per la casa da gioco, inoltre, puntualizziamo che l'evento di questi giorni con effetto negativo in tal senso, cioè le dimissioni del Presidente del Casinò per causa d'una pesante indagine penale, è dipeso solamente dall'insipiente comportamento del sindaco dottor Roberto Canesi, al quale chiederemo senz'altro di risponderne nelle opportune sedi. Infatti, sin dall'aprile scorso erano comparse numerose notizie di stampa attestanti che il presidente della casa da gioco era indagato e abbiamo allora promosso le opportune iniziative istituzionali chiedendo che il sindaco ne disponesse la revoca, da lui direttamente respinte senza la minima istruttoria, dietro schermandosi pretese valutazioni della maggioranza consiliare e del collegio sindacale della società.
Questo è l'unico fatto che, nell'attualità, porta discredito al Comune e alla società di gestione della casa da gioco: aver trascurato di assicurare che il casinò locale non venisse coinvolto – seppur al momento solo sul piano mediatico – in una scandalosa vicenda negativa di risonanza nazionale. E l'addebito al riguardo va rivolto non a noi, ma al sindaco, ai consiglieri di maggioranza e ai sindaci della società che l'hanno acriticamente sostenuto nell'improvvida omissione di controllo”.