Valle d’Aosta: Testolin in lizza come governatore, al vaglio limite ai mandati

Il consigliere regionale Renzo Testolin, insieme al suo vice, Luigi Bertschy, deposita il parere di un costituzionalista per cui potrebbe ricoprire incarichi nel prossimo governo della Valle d'Aosta. Casinò alla finestra.
Scritto da Redazione

Renzo Testolin © Consiglio Valle d'Aosta - Sito ufficiale

Acclarato il risultato delle recenti elezioni regionali, la Valle d'Aosta si prepara al suo nuovo corso politico.

La prima adunanza del consiglio regionale che resterà in carica per i prossimi cinque anni ed è in agenda per il 28 ottobre, si occuperà della convalida degli eletti e del giuramento dei neo consiglieri, passi propedeutici all'elezione della Giunta e del presidente della Regione.

In vista di questo orizzonte, il governatore uscente Renzo Testolin – il più votato, con 2.575 preferenze, dell'Union Valdotaine, partito che ha incassato oltre il 31 percento dei consensi – affila le armi.

Testolin, insieme al suo vice, Luigi Bertschy, ha depositato alla presidenza del consiglio regionale il parere di un costituzionalista relativo alla loro posizione sul limite dei mandati per i ruoli apicali nella giunta regionale stabilito dalla legge regionale 21 del 7 agosto 2007. In essa difatti, all’articolo 3 comma 3, campeggia questo principio: “Chi ha ricoperto per due legislature consecutive cariche all’interno della giunta regionale non è, allo scadere della seconda legislatura, eleggibile all’interno della giunta nella successiva legislatura. È consentito ricoprire una carica all’interno della giunta nella terza legislatura consecutiva, se in una delle due legislature precedenti la carica ricoperta ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno”.

Guardando alle cariche ricoperte da Testolin e Bertschy in questi anni balza agli occhi che entrambi hanno fatto parte della Giunta nelle tre legislature XIV, XV e XVI, fatto che gli vieterebbe quindi di fare lo stesso anche nella legislatura che sta per cominciare.

Sicuramente bisognerà tenere conto anche dell'interpretazione delle norme pubblicata dalla Regione nel 2007, in cui si legge: “Il comma 3 dell’articolo 3 introduce il divieto, per i componenti della Giunta, di ricoprire per più di due legislature consecutive cariche al suo interno, a meno che una delle due cariche abbia avuto durata inferiore a due anni, sei mesi ed un giorno”.

Secondo il parere legale depositato però entrambi possono ricoprire incarichi nel prossimo governo valdostano, riporta l'Ansa. “La norma – recita il parere – va letta nel senso che l’inibizione alla rielezione si applica solo quando entrambi i mandati immediatamente precedenti abbiano superato la durata limite. Non vanno considerati eventuali mandati ulteriori nel passato politico del consigliere.” Ed appare quindi probabile che l'ufficio di presidenza del consiglio regionale richieda “un parere terzo per dirimere definitivamente la questione”.

La questione resta aperta, almeno per le prossime tre settimane. E anche il casinò regionale guarda con attenzione ad essa, visto che la Casinò Valle Spa è una società controllata dalla stessa Regione autonoma, che dovrà decidere sul suo futuro gestionale.

L'UNIONE VALDOTAINE E IL CASINÒ – Visto che l'Union Valdotaine, Testolin in testa, è stato il partito più votato, ricordiamo cosa dice in materia di casinò il suo programma di coalizione, intitolato “Patto per la Valle d'Aosta-Pacte pour la Vallée d'Aoste” e basato su sette “pilastri”.
In esso si legge: “È opportuno valutare pragmaticamente l'opportunità di affidare, tramite gara, l'eventuale gestione della Casa da gioco e del Grand Hotel Billia, ad essa annesso, a un operatore privato, sulla base di un capitolato trasparente con obiettivi misurabili e un monitoraggio costante a tutela dell'interesse pubblico, della sostenibilità imprenditoriale e della qualità del lavoro e dell'occupazione. Il rilancio della Casa da Gioco dovrà comunque portare alla parallela valorizzazione dell'intera cittadina termale, in particolare attraverso eventi di respiro nazionale e internazionale, attrattivi per la televisione, sulla base di quanto già attuato in passato, che dovrà essere riproposto con nuove formule capaci di coinvolgere e valorizzare il tessuto economico dell'intero territorio”.